domenica 25 novembre 2012

La Bibbia come non è stata mai raccontata




La Bibbia è stata oggetto delle più diverse chiavi di lettura: ne sono nate  le interpretazioni teologiche, allegoriche, metaforiche, teosofiche, antroposofiche, esoterico-iniziatiche, psicanalitiche, le quali  danno per scontato che la Bibbia sia un testo contenente innanzitutto – o esclusivamente – un messaggio di ordine spirituale, proveniente da un Dio universale, trascendente, creatore dell’universo.
Il lavoro di traduzione professionale condotto negli anni ha portato a ipotizzare che gli autori biblici ci abbiano voluto dire esattamente ciò che ci hanno detto, senza misteri da svelare attraverso cammini difficili e oscuri.
Abbiamo considerato l’Antico Testamento come un libro di storia, un testo in cui vari autori di un popolo hanno raccontato con i loro strumenti culturali e linguistici ciò che hanno veramente visto. 
Un esercizio che ha prodotto conferme impensate: la traduzione effettuata letteralmente dal Codice masoretico di Leningrado fornisce una serie di acquisizioni che proviamo a sintetizzare.
La parte più antica della Bibbia è un libro di storia che narra le origini dell’umanità e la successiva vicenda di un popolo che ha stabilito un rapporto/alleanza con uno degli Elohìm, quello conosciuto come Yahwèh.

Gli Elohìm biblici non sono un “Dio” unico, come sostiene la teologia da due millenni, ma una pluralità di individui in carne ed ossa; una molteplicità chiaramente ed inequivocabilmente evidenziata nell’Antico Testamento. 
Erano individui che vivevano talmente a lungo da essere considerati immortali anche se non lo erano: nelle pubblicazioni citate abbiamo visto i passi in cui la Bibbia dice chiaramente che Elohìm - cioè il presunto Dio delle teologia - muore/muoiono come tutti gli altri uomini.
Viaggiavano nei cieli, coprendo in tempi rapidissimi distanze impensabili per chi si muoveva camminando.
Lungi dall’essere considerati dèi, in origine erano in realtà oggetto di rispetto e sottomissione esclusivamente a causa del loro grande potere.
Hanno “formato” la specie Homo sapiens attraverso un intervento di ingegneria genetica che il testo biblico racconta evidenziando l’utilizzo dei due DNA interessati: quello alieno e quello degli ominidi terrestri. 
Non si occupavano di spiritualità o religione nel senso moderno del termine, ma avevano come obiettivo unico la definizione di strutture di potere distribuite nei vari territori in cui hanno fatto evolvere la nuova razza ibrida (Homo sapiens) trasmettendole conoscenze di carattere civile, giuridico, agronomico, astronomico, matematico, architettonico, letterario, politico e tecnologico. 
Yahwèh, lungi dall'essere il “Dio” universale non era che “uno di loro”.
Questi Elohìm erano raggruppati in gerarchie e, a seconda dei ruoli ricoperti e della tipologia fisica, sono definiti Elohìm, Nephilìm, (conosciuti anche come Refaìm, Anaqìm, Emìm, Zamzummìm), Malakìmn e Baal nella Bibbia; Anunnaki, Igigi, Dingir dai Sumeri; Ilu dagli Accadi; Neteru dagli Egizi; Viracochas dalle culture mesoamericane…
La Bibbia tramanda il ricordo di esseri dalle stature gigantesche (nephilìm), dotati di sei dita per ogni arto: ne parla con assoluta normalità narrando come combattessero nelle file di filistei e fossero ostili a Yahwèh e al suo popolo.
L’Arca dell’Alleanza era uno strumento tecnologico dai molteplici usi: condensatore, trasmettitore radio, arma.
I cosiddetti angeli erano individui in carne ed ossa, spesso pericolosi da incontrare, che dovevano mangiare, dormire, riposarsi, lavarsi; potevano perfino essere aggrediti e si dovevano difendere; appartenevano ai gradi intermedi della gerarchia e fungevano da portaordini e vigilanti: nulla a che vedere dunque con le entità spirituali di cui ci narra la tradizione dottrinale.
I cherubini biblici lungi dall’essere entità angeliche, erano in realtà strutture con aspetti e funzioni diverse: quelli descritti da Ezechiele erano “macchine volanti” che l’Antico Testamento descrive molto bene nel loro muoversi sia autonomamente  che in abbinamento con il mezzo di trasporto di Yahwèh [kevòd, ruàch, merkavàh].
I cherubini dell’Arca dell’Alleanza erano strutture appartenenti ad un sistema di comunicazione radio che si avvaleva anche di strumenti portatili come l’efòd
In conclusione possiamo dire che la storia dell’umanità pare intessuta di – e condizionata da - rapporti continui con civiltà superiori che hanno utilizzato ed applicato sul pianeta, per i loro scopi assolutamente materiali, tutte le conoscenze di cui disponevano. 
La Bibbia è quindi una della tante testimonianze giunteci dal passato e  di cui gli  studiosi dovranno tenere conto nel riscrivere prossimamente la storia dell’umanità.


INFO SULL'AUTORE
Realizzatore di numerosi prodotti multimediali di carattere storico, culturale e didattico per importanti case editrici italiane, collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni, ha tradotto letteralmente e pubblicato 17 libri dell’Antico Testamento con le Ed. San Paolo, lavorando sul testo ebraico derivante dal Codice masoretico di Leningrado. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l’analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere veramente l’evoluzione dcel pensiero religioso formulato dall’umanità nel corso della sua storia.

ELOHIM ovvero gli DEI della BIBBIA, traduzione dall'EBRAICO ANTICO
Vimercate (MI)


INTERVISTA A MAURO BIGLINO 

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