lunedì 25 maggio 2015

Elezioni Spagna: Podemos conquista Barcellona e Madrid

Iglesias: "L'inizio della fine del partitismo". Il Partito popolare di Rajoy ancora primo con il 26,7% ma in flessione. In Polonia Duda è il nuovo presidente


Elezioni sotto il segno di Podemos. Con le amministrative gli spagnoli hanno iniziato un processo che potrebbe portare progressivamente ad archiviare il bipartitismo dell'alternanza tra Pp e Psoe, protagonisti assoluti della vita politica iberica da metà degli anni '70 alla fine della dittatura franchista. Soprattutto il voto più frammentato obbligherà la Spagna a sperimentare quella che nel resto d'Europa non sono una novità: gli accordi di coalizione che vedranno protagonisti a sinistra, con i socialisti del Psoe (nel nuovo ruolo di comprimari), i trionfatori di "Podemos", e a destra, "Ciudadanos", centristi liberali, alleabili con il Pp. Male l'estrema sinistra di Izquerda Unida, rimasta fuori da molte assemblee e autentica batosta a Barcellona per gli indipendentisti nazionali catalani del Ciu, sorpassati, seppur di un solo seggio (11 a 10) dalla candidata di Podemos, Ada Colau, a capo della coalizione "Barcelon en Comu".

Il tracollo del Partito Popolare di Rajoy. Quello di oggi è un risveglio amaro per il premier spagnolo Mariano Rajoy: il suo Partito Popolare, coinvolto in scandali ma anche artefice delle misure di austerità che stanno risollevando il Paese, è ancora il primo con il 27,02% ma ha perso oltre 10 punti rispetto alle precedenti elezioni. Il Pp perde molte città, a partire dalla capitale Madrid, (dove anche quì è primo per un soffio, ed in molte regioni, restano il primo partito ma perdendo la maggioranza assoluta in 6 su 13 e la conservano in 4, dove se vorrà continuare a governare dovrà aprire a intese con altre formazioni, a partire dai liberali di Ciudadanos.

L'ascesa di Carmena con Podemos. Nella capitale la protagonista sarà l'ex magistrato Manuela Carmena, a capo della coalizione sponsorizzata da Podemos, che si è presentato sempre in colazione con altri movimenti, "Ahora Madrid", che ha preso 20 seggi su 57, contro i 21 della rivale del Pp (che guidava la capitale dal 1991) Esperanza Aguirre. Carmena dovrà chiedere l'appoggio del Psoe, terzo con 10 seggi. Quarti i Ciudadanos di Alberto Rivera, con 6 seggi. Exploit confermato per Podemos, la formazione anti-austerità nata dal movimento degli Indignados, che è il primo partito a Barcellona, anche se sarà complicato formare una coalizione per guidare la città. Pablo Iglesias, leader di Podemos, ha definito l'esito del voto come "il segno del cambiamento politico" e "l'inizio della fine del partitismo" in Spagna dove si sta vivendo "un cambiamento irreversibile" e preannuncia la sfida al Partito Popolare del premier Rajoy alle politiche di novembre. Arretrano, ma senza sprofondare, i socialisti del Psoe al 25,02, quasi 3 punti in meno rispetto al 2011, che in molti comuni potranno essere co-protagonisti per formare coalizioni con Podemos. Conservano la maggioranza nella regione delle Asturie. A Siviglia governeranno i socialisti, a discapito del Pp, mentre a Valncia, i popolari, dove erano al potere da soli, dovranno aprire ad altre formazioni.

Polonia, Duda è il nuovo presidente. Duda ha vinto le elezioni presidenziali in Polonia, affermandosi nel ballottaggio sul presidente uscente Bronislaw Komorowsk. Il 42enne candidato del partito della destra populista Legge e Giustizia aveva già vinto il primo turno il 10 maggio scorso. Komorowsk, esponente del partito di centrodestra al governo, Piattaforma civica, ha riconosciuto la vittoria dell'avversario che ha ottenuto il 52% dei voti, contro il 48% del presidente uscente, eletto nel 2007. "Chi ha votato per me ha votato per il cambiamento", ha affermato Duda nel discorso della vittoria - pronunciato la notte scorsa di fronte a centinaia di sostenitori - ed ha promesso che sarà il presidente di tutti e che "le porte del palazzo presidenziale saranno sempre aperte". Il risultato elettorale è un test importante in vista delle elezioni parlamentari del prossimo autunno in cui il partito Legge e Giustizia punta ad ottenere il controllo del governo. Il primo ministro, Ewa Kopacz, si è impegnato alla "migliore cooperazione possibile" con il nuovo presidente che ha vinto con un programma elettorale in cui si promette l'abbassamento dell'età pensionabile, aumenti di sgravi fiscali e maggiore protezione per gli interessi del business polacco.


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