sabato 5 settembre 2015

Lo scandalo delle pensioni dei sindacalisti

Le pensioni dei sindacalisti sono, a parità di regole per il calcolo della pensione, in media più vantaggiose di quelle dei lavoratori dipendenti. Emerge dall’indagine “Porte aperte” dell’Inps che ricorda come per uno stesso periodo i sindacalisti possono cumulare la contribuzione figurativa del lavoro in aspettativa a quella dell’impegno nel sindacato. I sindacalisti in aspettativa non retribuita o in distacco sindacale (aspettativa retribuita utilizzata nel settore pubblico) hanno diritto nel periodo di assenza dal lavoro all’accreditamento dei contributi figurativi ma spesso hanno per lo stesso periodo versati anche contributi dal sindacato che, per i dipendenti del settore pubblico, vengono ancora valorizzati applicando le regole precedenti al 1993 che prevedono il calcolo della pensione sull’ultima retribuzione percepita.

I sindacalisti - spiega l’Inps - «hanno regole contributive e previdenziali diverse dagli altri lavoratori perché possono vedersi ugualmente versati i contributi (o addirittura lo stipendio) da enti terzi rispetto al sindacato presso cui prestano effettivamente il proprio lavoro e perché possono, prima di andare in pensione, farsi pagare dalle organizzazioni sindacali incrementi delle proprie pensioni a condizioni molto vantaggiose».

La storia del pugile mancino Billy "The Great" Hope

Dal grande Bruno Arcari a Marvin Hagler, da Manny Pacquiao a Hector "macho" Camacho, a Billy "The Great" Hope. La leggenda dei pugili mancini raccontata al cinema attraverso una trama drammatica dai toni forti. Arriverà nelle sale domani, 3 settembre Southpaw - L'ultima sfida, la storia di Billy "The Great" Hope diretta dal regista americano Antoine Fuqua, quello di Training Day. In questa pagina http://www.gazzetta.it/promotion/southpaw/ tutta dedicata al film anche le clip con protagonista Clemente Russo: il Nostro si è prestato per realizzare una serie di video in cui spiega, riprendendo gli allenamenti del campione del film, i fondamentali della box.

Detroit ai giorni nostri. Billy "The Great" Hope, interpretato dall'attore del momento (anche nel film di apertura della Mostra del cinema di Venezia, Everest) Jake Gyllenhaal, è un campione di boxe. Peso welter. Un "southpaw", appunto, un pugile mancino, dallo stile aggressivo e brutale. È all’apice della sua carriera, ha una moglie che adora, Maureen (Rachel McAdams), e una figlia piccola. L’incontro con il suo rivale Miguel "Magic" Canto cambierà la sua vita per sempre.

LA CURIOSITÀ
Il progetto di Southpaw - L'ultima sfida arriva da lontano. Se ne era parlato già qualche anno fa, quando il ruolo da protagonista era stato offerto ad Eminem. Il film, infatti, inizialmente era stato pensato come una sorta di sequel del fortunatissimo 8 Mile,

Italiani: record mondiale di ''analfabetismo funzionale''

"E’ in grado di leggere e scrivere ma non è capace di costruire un’analisi che tenga conto anche delle conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo. Parliamo di chi appartiene alla categoria degli "analfabeti funzionali", la cui "medaglia d’oro", tristemente, è assegnata agli italiani.
Italia al primo posto: il 47% degli abitanti del Belpaese, infatti, secondo uno studio dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) - dunque secondo una fonte internazionale autorevole - si informa (o non si informa), vota (o non vota), lavora (o non lavora), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare.

Una capacità di analisi, quindi, che non solo sfugge la complessità, ma che anche davanti ad un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale, lo spread) è capace di trarre solo una comprensione basilare. In altre parole soffre di analfabetismo funzionale. E la percentuale è talmente alta da far balzare il nostro Paese al vertice di questa speciale classifica

Con il termine “analfabetismo funzionale” si designa l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Un analfabeta è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.

Un analfabeta funzionale non capisce i termini di una polizza assicurativa, non comprende il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano, non è capace di riassumere e di appassionarsi ad un testo scritto, non è in grado di interpretare un grafico. Non è capace di leggere e comprendere la società complessa in cui vive. Un analfabeta funzionale, pertanto, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette. La crisi economica? Soltanto la diminuzione del suo potere d’acquisto. La guerra in Ucraina? E’ un problema solo se aumenta il prezzo del gas. Il taglio delle tasse? E’ giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici.

Uno status che può avere risvolti negativi sia sul singolo individuo che sulla collettività. Coloro che sono analfabeti funzionali, infatti, possono essere soggetti a intimidazione sociale, a rischi per la salute, a varie forme di stress, a bassi guadagni ed altre insidie associate alla loro inabilità. Poi c’è la correlazione tra crimine ed analfabetismo funzionale, ben nota ai criminologi ed ai sociologi di tutto il mondo. Nei primi anni 2000 è stato stimato che il 60% degli adulti nelle carceri federali e statali degli Stati Uniti erano funzionalmente o marginalmente analfabeti, e l’85% dei delinquenti minorenni aveva problemi riguardanti la lettura, la scrittura e la matematica di base.

Latte di mucca fa male alla salute: inutile per corpo umano

di Lapenna Daniele

La maggior parte dei nutrizionisti ammoniscono coloro che tolgono il latte dalla loro dieta: è un alimento ricco di proteine, vitamine, grassi buoni e soprattutto di calcio.
Ma il latte è dannoso alla salute umana?
Ecco una ricerca abbastanza accurata ( sono modesto, essendo il migliore sulla piazza ) che ho svolto sull' argomento.Come al solito vi prego di leggere tutto, altrimenti non commentate proprio e tornate nei vostri ovili.

CALCIO E INTOLLERANZA AL LATTOSIO
Inizio con le mie analisi del sangue personali. "E che me frega" direte voi. Eh no, ve ne frega.
Il calcio mi risulta con un valore di 9,8 mg/dl ( l' intervallo in cui deve situarsi è fra 8,4 e 10,2  mg/dl ). Voi direte cosa c' azzecchi ora. Bene.
Sono intollerante al lattosio oltre che allergico al latte vaccino.
Sin da quando avevo circa 10 anni ho sempre cambiato tipo di latte perché molti mi facevano venire problemi gastrointestinali ( è più carino di "cacarella" ). L' abuso di sostanze contenenti lattosio ( soprattutto il latte fresco del quale sono sempre stato ghiotto ) mi creava disagi fisici, sinché ho scoperto di non tollerare il lattosio e allergico al latte vaccino, e così ho smesso di assumerlo evitando tutti i cibi che lo contenessero. Anche quelli dove riporta che "potrebbe contenere tracce di latte". Il suo abuso ha portato anche a creare altre allergie ad altri cibi, anche vegetali e animali ( come il pesce ).
Quando il lattosio finisce nell' intestino, come ogni altra sostanza ingerita, viene scomposto in elementi più semplici grazie agli enzimi che si attivano per trasformare le sostanze in elementi più semplici. In questo caso agiscono gli enzimi lattasi che scindono ( metaforicamente parlando è come se spezzettassero il lattosio in parti più piccole e semplici da digerire ) i due zuccheri che lo compongono: il galattosio ed il glucosio.
Se un organismo non ha o non possiede un numero di enzimi lattasi sufficiente a digerire quella quantità di lattosio, questa sostanza non viene digerita, così esso si accumula richiamando liquidi e dando, a livello gastrointestinale, meteorismo seguito da diarrea ( o cacarella, dipende dai dolori ).e nausea ( o sensazione di vomito ).
La domanda che mi pongo è: se io non assumo latte ( neanche brioches e biscotti che ne hanno una piccola quantità ) da anni, come mai il calcio nel mio sangue ha un livello perfetto?

NOTIZIE SPAZZATURA
Spesso vengono interpellati degli scienziati che sembrano dicano cose sensate, ma anche un occhio o orecchio non esperto riesce a capire le idiozie che spiattella fiero e baldanzoso.
Su "Giornalettismo.com" ( giornale del quale prendo sempre le news con i guanti da chirurgo ) trovo un' intervista ( eccola qui ) ad un nutrizionista, Andrea Ghiselli che, alla domanda se il latte fa male, risponde
"Ma no, è falso. Se i nutrizionisti di tutto il mondo dicessero che il latte fa male, perché le linee guida di tutto il mondo direbbero che il latte è un alimento consigliato? Addirittura, ciò che è consigliato è un’assunzione di latte di 2 o 3 porzioni al giorno". Ma certo! Facciamoci anche la doccia col latte ( che tra l' altro è anche molto sexy da certi punti di vista ).
Qui non c'è bisogno di commenti perché sappiamo che spesso si raccomandano determinate cose solo per scopi che di certo non riguardano la nostra salute. Ma la boiata più grande la spara dopo, quando si parla di intolleranza al lattosio. Alla domanda "perché alcuni digeriscono il latte e poi, divenuti adulti, non lo si digerisce più come prima?". Il "genio" risponde
"Mah, io ho 57 anni e lo digerisco perfettamente " - siamo contenti per te - "Ci sono alcune razze e alcune persone che perdono la capacità di digerire il latte in età adulta; questo però non significa che il latte gli faccia male: avranno dei problemi se ne bevono troppo, ma possono assumere tranquillamente yogurt o latticini che hanno una percentuale di lattosio molto più bassa."
Eh beh, quindi quando il corpo agisce in una certa maniera, significa che sbaglia l' organismo?
E' una colossale boiata, soprattutto alla fine. Io non digerisco il lattosio, ed anche se mangio dei biscotti 
( dove il latte presente non è granché ) o del salame, mi viene la nausea.L' abuso mi porta alla cacarella.
Il signor Ghiselli ha detto una grande stronzata e dovrebbe provare una bella cacarella, così forse capisce che una persona intollerante, col lattosio, non può neanche scambiarci due chiacchiere.

IL LATTE RIDUCE IL CALCIO NELLE OSSA ED AUMENTA RISCHIO TUMORI
Gli studi che sostengono come il latte sia un pò dannoso o comunque non porti giovamento alle nostra ossa sono davvero tanti. Tutti spiegano come le proteine contenute nel latte abbiano un alto grado di acidità e ciò significa che, per quanto il latte possa fornire calcio e vitamina D, provocherà in molti soggetti anche delle reazioni fisiologiche volte a tamponare l'acidità provocata dall'assorbimento delle suddette proteine con conseguente impoverimento dei depositi di calcio contenuti nelle ossa.
Inoltre gli studi hanno mostrato che l' eccessiva assunzione di alimenti ricchi di calcio portassero ad una maggiore incidenza ( sino al 66% ) di malattie tumorali negli individui.
Lo studio però si focalizza sull' alimento che per eccellenza contiene più calcio come il latticino o latte, ma il calcio è presente anche in altri alimenti non animali come i legumi. E se la causa non fosse nel calcio, ma in qualch' altra sostanza contenuta nel latte?
Questo studio dunque va preso con le pinze.

LATTE? INUTILE. C'E' SOLO PER NECESSITA'
Il punto sul quale molti vegani battono molto è il fatto che l' uomo sia l' unico animale del pianeta che continui a bere latte dopo lo svezzamento.

16 mila islandesi offrono le loro case ai profughi siriani

Il movimento di cittadini nato su Facebook fa pressioni sul governo: “Possiamo ospitare più di 40 rifugiati se tutti fanno la loro parte”

FRANCESCO ZAFFARANO

C’è un’altra faccia dell’Europa che affronta l’emergenza dei profughi siriani. Non è quella della polizia ceca che marchia con un numero i migranti, nè quella delle forze dell’ordine ungheresi che transennano la stazione di Budapest per impedire a chi fugge dalla Siria di raggiungere la Germania. È la faccia di oltre 15 mila cittadini che stanno chiedendo al governo islandese di fare di più per aiutare quelle persone che bussano alla nostra porta. Come? Facendo tutti insieme la propria parte, mettendo a disposizione il proprio tempo e anche la propria casa per prestare soccorso e assistenza, e superando così la quota di 50 rifugiati che spetta all’Islanda.

Il movimento si chiama Syria Calling https://www.facebook.com/events/1481734488816658/1481836258806481/ ed è nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di comuni cittadini e in poco tempo ha raccolto migliaia di adesioni: «Non tutti offrono le loro case» spiegano gli organizzatori «ma questo spazio può essere usato per fare pressioni sul governo e condividere idee e informazioni per fare di più». La loro forza è una semplice email per invitare il ministro del welfare Eygló Harðar a rivalutare le quote per l’accoglienza dei siriani: «Nel 1973 - si legge nella lettera rivolta a Harðar - abbiamo accolto 4 mila sfollati dall’arcipelago di Vestmannaeyjar a causa di un’eruzione vulcanica. Allora tutti hanno aiutato».

La scadenza per raccogliere i messaggi rivolti al ministro è per venerdì 4 settembre ma il messaggio, recapitato da circa il 4% della popolazione, è arrivato già forte e chiaro al governo islandese,

venerdì 4 settembre 2015

Maxi-parata militare: la Cina mostra i muscoli

Sfilata a Pechino per celebrare i 70 anni trascorsi dalla vittoria nella Seconda guerra mondiale. C’è anche Putin

La Cina mostra i muscoli ma cerca di rassicurare i vicini. Inaugurando la parata che ha visto sfilare per le strade di Pechino armamenti di ultima generazione, il presidente Xi Jinping ha promesso che la Cina «non cercherà mai l’egemonia», né «infliggera’ sofferenze» ad altri popoli. Il numero uno cinese, che è anche il segretario del Partito Comunista e il capo dell’esercito, ha colto l’occasione per annunciare un nuovo taglio di 300mila soldati dell’Esercito di Liberazione Popolare.

Il presidente ha sottolineato che lo scopo della parata, indetta per celebrare i 70 anni trascorsi dalla vittoria nella Seconda guerra mondiale, è stato quello di «ricordare la storia, onorare coloro che hanno sacrificato le loro vite, amare la pace e aprirsi al futuro». Decine di elicotteri hanno tracciato nel cielo di Pechino - di un azzurro intenso dopo la pioggia dei giorni scorsi, che potrebbe essere stata provocata artificialmente - il numero 70, mentre 1200 soldati delle tre armi sfilavano sulla Changan Jie, la Via della Lunga Pace che porta a piazza Tiananmen, centro delle celebrazioni. Con loro sono sfilate le nuovi armi della potenza cinese, tra cui il missile balistico DF-21D, capace di distruggere qualsiasi portaerei, e i carri armati 99A2, oltre a pezzi di artiglieria semoventi e missili a lunga gittata. La parata si è svolta in una Pechino semideserta dove uffici, scuole e negozi sono rimasti chiusi e l’attività economica sospesa, compresa quella dei mercati finanziari, pericolosamente instabili dal mese scorso.

La giornata è iniziata con la sfilata degli ospiti stranieri - per l’Italia il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni - che dopo una passeggiata su un tappeto rosso steso all’ingresso della Città Proibita, sono stati accolti e salutati uno ad uno dal presidente Xi e dalla First lady Peng Liyuan, in uno scintillate completo rosso. Tra gli altri sono sfilati il segretario dell’Onu Ban Ki-moon, il presidente russo Vladimir Putin e la sudcoreana Park Geun-hye. Ma nessun Paese occidentale ha inviato un capo di Stato o di governo, probabilmente a causa del tono fortemente anti-giapponese delle celebrazioni a partire dall’espressione - Guerra di Resistenza del Popolo Cinese Contro l’Aggressione Giapponese - con la quale viene indicata in Cina la Seconda guerra mondiale. «In termini interni, Xi ha certamente segnato un punto a proprio vantaggio», ha commentato Joseph Cheng, un analista politico di Hong Kong. «Ma certo non aiuta l’immagine della Cina come una forza di pace, stabilità e sviluppo». Secondo Rana Mitter, un professore dell’Università di Oxford autore di numerosi libri sulla Seconda guerra mondiale in Asia, «il partito comunista ha da tempo abbandonato l’idea della lotta di classe e sta cercando di sviluppare un forte senso di identità basato sul nazionalismo».

L’esibizione di forza militare, secondo altri commentatori, è stata anche un messaggio agli Stati Uniti,

Papa Francesco (da solo) in un negozio di ottica per cambiare gli occhiali

Bergoglio in via del Babuino per la sorpresa dei romani. «Non voglio una montatura nuova, bisogna rifare solo le lenti. Non voglio spendere. Che c’è di strano?»

GIACOMO GALEAZZI

A chi gli ha fatto notare che era la prima volta che un Papa faceva una cosa del genere, ha risposto con un sorriso: «Che c’è di strano? Dove si va a cambiare gli occhiali se non dall’ottico». Sorpresa nel centro di Roma per la presenza di Papa Francesco che si è presentato in un noto negozio di ottica di via del Babuino a due passi da Piazza del Popolo per cambiare gli occhiali. Secondo quanto riferisce Radio Vaticana, arrivato in auto è entrato nel negozio mentre all’esterno si è formato immediatamente un capannello di persone in attesa della sua uscita.

Il Papa è stato accolto dal proprietario Alessandro Spiezia al quale, secondo il racconto dello stesso Spiezia, avrebbe detto: «Non voglio una montatura nuova, bisogna rifare solo le lenti. Non voglio spendere». Poi all’orecchio avrebbe aggiunto: «Mi raccomando, Alessandro: mi faccia pagare quello che è dovuto». Dopo circa 40 minuti, Papa Francesco ha lasciato il negozio e in auto, nella quale era presente il solo autista, è rientrato in Vaticano.

Un’utilitaria si è fermata davanti ad una vetrina a via del Babuino. Ne è sceso il Pontefice sorridente, senza fretta, tranquilissimo. Nessuna vigilanza. Solo il conducente della macchina lo ha atteso a bordo. Immediatamente una folla di turisti si è messa a scattare foto. Piazza del Popolo è a due passi e il via via di romani e turisti è incessante. Come un cliente qualunque, Francesco dialoga con un ottico, si fa misurare la distanza tra gli occhi e spiega di cosa a bisogno. Dietro la vetrina i curiosi osservano stupiti, calamitati da uno una scena senza precedenti, impensabile fino a poco tempo fa. Francesco si è presentato da solo in un negozio di ottica a Roma per comprare un paio di occhiali. L’aveva già detto in un’ intervista a una tv sudamerucana: «Mi manca non poter mangiare fuori una pizza la sera». E di ritorno dal viaggio in Brasile aveva buttato lì una frase divenuta un simbolo del suo pontificato: «Dobbiamo essere normali». Stupore e interesse dei passanti che lo hanno aspettato all’uscita.

Maestro Armando D'Elia: pericoli del latte di vacca e dei suoi derivati - PARTE I

Armando D'Elia ha proseguito l'importante lavoro di George Cuvier, fondatore dell'anatomia comparata, e per quanto riguarda l'alimentazione della specie umana è stato il più grande scienziato di tutti i tempi. Quanto segue è tratto dal suo libro 'Miti e realtà nell'alimentazione umana' scritto nel 1999 con incredibile anticipo sui tempi 


Il latte è un alimento proteico di origine animale la cui importanza è dovuta alla
altissima sua capacità plastica, capacità che si manifesta nella fase di
accrescimento di tutti i mammiferi (quindi, anche dell'uomo) che inizia
immediatamente dopo la nascita.
Ma il latte è importante anche perché l'uomo, separandone artificiosamente la
parte proteica, fabbrica con tale parte, che usa come alimento, vari prodotti;
questo crea dei problemi salutistici, che qui di seguito analizzeremo
sinteticamente.
Già dicemmo che l'uomo preistorico, a causa di sconvolgimenti climaticogeologici,
dovette divenire, da animale frugivoro-fruttariano abitatore della foresta
intertropicale, animale da savana; qui, mancandogli la frutta, suo alimento di
elezione, per sopravvivere fu costretto ad introdurre nella sua dieta le proteine
animali della carne ed i cereali, divenendo, così, carnivoro e granivoro. Queste
gravi deviazioni dell'uomo dalla sua alimentazione naturale, rese ancora più gravi
dal ricorso alla cottura, sono state la causa iniziale della sua degenerazione
fisiopsichica.
Ma all'inizio del Neolitico un'altra grave turbativa venne introdotta
nell'alimentazione umana: il latte dei mammiferi non umani e i derivati di tale
latte.
Il latte è l'unico nutrimento del cucciolo umano sino al completamento della prima
dentizione, detta, perciò, "da latte". In tutti i mammiferi l'attività galattogena delle
ghiandole mammarie cessa appena il neonato ha acquisito, con la comparsa dei
denti, capacità masticatorie che consentano una alimentazione basata su cibi
solidi. Parallelamente il bambino, istintivamente, cessa gradualmente di appetire
il latte materno e rivolge la sua attenzione verso cibi di altra natura e che
evidentemente necessitano per l'ulteriore suo sviluppo: è, questo, uno dei tanti
disegni della Natura, perfetti nella loro complementarietà armonica.
Ebbene, questo si verifica in tutti indistintamente i mammiferi, ma non nell'uomo,
il quale, in contrasto con la suesposta regola vigente in Natura, decide di restare
lattante per tutta la vita, anche dopo aver completato la propria dentatura !
E poiché non può più attingere latte dalla propria madre si rivolge ad una
balia, non però ad una improbabile balia umana, ma alla femmina di un altro
mammifero, un mammifero erbivoro, generalmente la mucca. In poche
parole, l'uomo si "tramuta" in vitello!
Questa faccenda, biologicamente assurda, sfiora il ridicolo, ma le conseguenze
negative sulla salute dell'uomo sono così notevoli da meritare la nostra più seria
attenzione; si tratta di una autentica follia, un insulto al grande disegno della
Natura, che l'uomo paga a caro prezzo. Parliamone

Il latte e la salute umana
Ogni mammifero produce un tipo di latte adatto solo alla propria specie, cioè,
come si dice, specie-specifico. Orbene, tra il latte umano e quello vaccino c'è un
abisso ! Si è anche detto che tra i due latti c'è la stessa differenza esistente tra
una donna e una mucca; questa affermazione, dovuta alla penna di un famoso
nutrizionista (il dott. Diamond) può avere la parvenza di una battuta di spirito, ma
in realtà è un truismo.
Non riportiamo la solita tabella comparativa tra i due latti preferendo (cosa che
faremo immediatamente) mettere l'accento solo sulle differenze essenziali; anche
perché i valori tabellari sarebbero solo indicativi essendo condizionati da due
variabili fluttuanti, cioè dall'alimentazione (sia della donna che degli animali da
latte) e da vari fattori ambientali.
Le proteine del latte di mucca costituiscono insomma per la loro quantità una
autentica "overdose" proteica per un essere umano; questa osservazione venne
per la prima volta fatta dal prof. Gustav von Bunge (nel 1871), famoso fisiologo
tedesco, al quale va riconosciuto il merito di avere per primo richiamato
l'attenzione dei più grandi nutrizionisti sull'argomento, innescando così una ricca
sequenza di studi sulle proteine del latte.

Come primo risultato si giunse ad accertare che quando la quantità di proteine
assunte con un determinato latte supera il normale fabbisogno del soggetto così
alimentato, l'eccesso determina un sovraccarico di lavoro per il fegato e per i reni.
 Jean Trèmolières dimostrò, con uno studio da lui reso pubblico in un
"CAHIER DE NUTRITION" (H. Lestradet, 1982), che i reni di un bambino nutrito
con il latte vaccino sono un terzo più grossi degli stessi organi appartenenti ad un
bambino, nutrito : con latte umano, a causa dell'ipertrofia determinata dal
superlavoro cui si è accennato nel precedente stelloncino.
 Secondo, alcuni studiosi il latte vaccino, dovendo fare accrescere
rapidamente un vitello, possiede una sorta di “carica propulsiva anabolica”
adeguata a tale compito. Quando il latte vaccino viene usato dall'uomo questa
"carica" agisce come un farmaco anabolizzante, cioè come uno stimolatore
dell'accrescimento corporeo, stimolatore che "disturba" la velocità di crescita
propria dell'essere umano. Si è pertanto ipotizzato che II latte di mucca possa
anche provocare manifestazioni cancerose e questo potrebbe anche essere una
delle cause, non secondaria, per cui tali manifestazioni si riscontrano oggi,
purtroppo, con sempre maggior frequenza, in individui giovani e anche
giovanissimi.
Una conseguenza estremamente importante (ed in un certo senso anche
allarmante) dell'uso del latte vaccino nell'alimentazione umana, sempre a causa
dell'alta sua carica proteica, è stata resa nota da insigni studiosi, anche italiani,
tra i quali citiamo T. Valpiana che, nel sue libro "ALIMENTAZIONE NATURALE
DEL BAMBINO", così ce ne parla: "Dati rilevati negli U.S.A. dimostrano che negli
ultimi venti anni l'età alla quale si conclude l'accrescimento fisico della razza
umana è diminuita di circa cinque anni per cui oggi il giovane americano alla
visita di leva, a 20 anni, dimostra di aver già concluso la crescita ossea (cosa che
appena vent'anni fa si raggiungeva solo all'età di venticinque anni) perché alimentato
fin dalia nascita con latte non umano e con cibi iperproteici. Ogni specie
infatti deve alimentarsi con i cibi previsti dal suo ritmo di accrescimento: il
latte umano è creato per un cucciolo la cui crescita è lenta e l'uso di latti
diversi non può che portare a conseguenze ancora inimmaginabili”.
 Il latte umano è, fra tutti i latti, quello che ha il contenuto proteico più basso,
in assoluto; ed è quello più dolce (ne abbiamo già parlato nel quinto capitolo).
Riprendiamo il discorso con la seguente tabella comparativa del contenuto
proteico e glucidico, dei principali tipi di latte (dati tratti da "SCIENZA
DELL'ALIMENTAZIONE E DIETOLOGIA - GLI ALIMENTI DI ORIGINE
ANIMALE" di Senesi e Saccomani - Fabbri Editore)


                 proteine totali in percentuale    glucidi(zuccheri) in percentuale nel latte
Donna       0,9                                            6.9
Vacca        3,5                                            4,8
Bufala       3,8                                            4,9
Capra        3,9                                           4,7
Pecora       5,3                                           5,2
Asina         1,8                                           6,2
Coniglio    10,4                                          2,1


L'uomo è il mammifero che impiega più tempo per raddoppiare, dalla nascita, il
proprio peso (20 settimane), seguito dagli equini (8-9 settimane), dai bovini (7
settimane), dagli ovini (1-3 settimane), dai caprini (3 settimane) dai conigli (1
settimana). Naturalmente, ciò è proporzionale ai contenuto proteico dei rispettivi
latti; nel coniglio, ad esempio, il raddoppio è il più rapido avendo, il suo latte, la
più elevata carica proteica (10,4) e nell'uomo, il cui latte ha il più basso contenuto
proteico, si verifica invece la più bassa velocità di accrescimento.

Sul piano clinico (e neuropsichico, specialmente) si può affermare che un uomo
che assume proteine in eccesso avrà certamente un più veloce accrescimento e
diventerà adulto prima, ma questo è tutt'altro che un vantaggio, come, con una
certa faciloneria, potrebbe ritenersi.
Da un tale eccesso proteico derivano infatti molte conseguenze negative:
anzitutto (come già sottolineammo nel quarto capitolo) un superlavoro imposto ai
reni e al fegato, ma non meno importanti sono i danni arrecati al sistema neuroendocrino
ed in particolare all'ipofisi, alla tiroide e al surrene. Studi successivi effettuati da alcuni noti neurofisiologi hanno però dato un rilievo prevalente alfa
anormale eccitazione del sistema nervoso (non solo neurovegetativo) provocata
dalla assunzione di carne ed oggi tutti i nutrizionisti concordano nel ritenere, tout
court, che la carne sia più che altro un eccitante.
"Inoltre si è potuto constatare che, assumendo proteìne in eccesso, si ha
certamente un rapido accrescimento, accompagnato però da labilità del sistema
neuropsichico e da distonia neurovegetativa" (DA "MINERVA NIPIOLOGIA", n.
29 -1979). Riprenderemo quest'argomento presto.

I glucidi sono presenti nei diversi latti soprattutto sotto forma di lattosio, che
è essenziale per lo sviluppo cerebrale del cucciolo umano, sviluppo cerebrale che
è molto più rapido di quello del vitello ed è per questo che il lattosio è presente
nel latte umano in misura superiore a quella presente nel latte vaccino, quasi il
doppio. Ne consegue che usando latte vaccino viene a soffrire lo sviluppo
cerebrale e psichico del bambino e ciò è in contrasto con il diritto naturale
dell'uomo di divenire più intelligente di un vitello! Peraltro è stato accertato che il
lattosio è indispensabile per la formazione della mielina, la cui guaina ricopre le
fibre nervose.
Il lattosio, che è chimicamente un disaccaride, si scinderà, durante la digestione,
in galattosio e glucosio ad opera della lattasi, un fermento che caratterizza il
periodo della lattazione e la cui produzione cessa presso a poco alla caduta dei
denti da latte e alla loro sostituzione con i denti permanenti, cioè appena si
esaurisce la sua funzione naturale.
Ancora una volta la Natura ci dimostra la sua perfezione, ma l'uomo, nella sua
antropocentrica mania di volere modificare, quasi a correggerle, le leggi naturali,
anche da adulto vuole nutrirsi con il latte vaccino, vuole a tutti i costi
continuare a "fare" il vitello. Ma anche il latte di mucca contiene lattosio, quindi
la lattasi occorre sempre. C'è chi ritiene che questo fermento possa persistere
nell'organismo umano addirittura sino a 5 anni di età, altri di meno; una
sopravvivenza, destinata, ovviamente, ad estinguersi.
L'uomo adulto, comunque, è, di norma sprovvisto di lattasi ed infatti moltissime
persone (un esercito!) non riescono assolutamente a digerire il latte non potendo
scindere il lattosio per mancanza di lattasi; tanto che gli industriali del latte,
temendo di perdere una bella fetta di consumatori, hanno lanciato sul mercato il
latte "a basso contenuto di lattosio", manipolando ancora di più il prodotto
originale, già ampiamente "devastato" da altri assurdi interventi tecnologici.
Tuttavia l'uomo riesce molte volte a sopportare e a digerire il latte vaccino anche
da adulto quando, in seguito a costante e continua somministrazione di questo
latte sin dalla fine dello svezzamento, riesce a "forzare" - diciamo così - il proprio
organismo, quasi ad ingannarlo, facendo sì che esso continui a produrre una
certa quantità di lattasi.

Il prof. B.Chiarelli (ISTITUTO DI ANTROPOLOGIA presso l'Università di Firenze),
nel suo trattato "ORIGINE DELLA SOCIALITÀ E DELLA CULTURA UMANA" ci
dice al riguardo: "Fa veramente bene a tutti bere latte? Moltissimi da adulti hanno
difficoltà a digerirlo o non lo digeriscono affatto. Se il livello di fattasi nell'intestino
è basso e non adeguato, la ingestione di latte conduce a disturbi gravi e a
diarrea: questo avviene nella maggioranza delle popolazioni umane.
Assurdamente vengono mandate enormi quantità di latte (in polvere, per giunta !}
a popolazioni che non bevono normalmente latte di mucca e mai lo danno ai loro
bambini. Con questo latte quelle popolazioni da "sottonutrite" (come venivano qualificate) diventano
"malnutrite" e vedono peggiorare le loro condizioni sanitarie divenendo vittime di
dissenterie e di un pauroso aumento della mortalità infantile. Ciò nonostante, pur
di smaltire gli enormi depositi di latte in polvere che giacciono inutilizzati, questo
latte continua a venire inviato come "aiuto" a popolazioni, specie africane,
sebbene esse si rifiutino, giustamente, di utilizzarlo. Questi "aiuti" sono decisi dai
cosiddetti "esperti nutrizionisti" e spesso si rivelano non del tutto disinteressati ! "
"Comunque - conclude Chiarelli - risultano sicuramente "lattasi-deficienti" : il 90%
dei Taiwanesi, degli Indiani d'America e degli Eschimesi, nonché il 20% almeno
dei Finlandesi, degli Svedesi e degli Svizzeri, il 70% dei Negri d'America e il 20%
degli Americani di origine europea".

giovedì 3 settembre 2015

PROFUGO FINGE DI ESSERE UN CALCIATORE SENEGALESE, IL CHIETI LO PORTA IN RITIRO

Chieti. Diceva di essere Lamine Diatta, il leader della difesa della nazionale olimpica senegalese di calcio e per circa un mese è finito sui taccuini dei direttori sportivi abruzzesi, finendo per essere arruolato nel ritiro del Chieti.

E’ la storia di Issiaka, 18 anni, un profugo del Gambia che si è presentato ad inizio agosto a Pescara, con documenti contraffatti e il curriculum professionale dell’ignaro Diatta, spiegando ai dirigenti del club che milita in serie B di essersi svincolato dalla precedente società sportiva di Dakar e di essere disposto a sostenere un provino.

Una volta messo alla prova però, si legge sul portale Libero Quotidiano (che per primo ha dato spazio all’incredibile vicenda), non è riuscito a convincere, come è facile prevedere, lo staff biancazzurro.

Il giovane non si è abbattuto ed ha deciso di architettare una sorta di raggiro ai danni di alcuni senegalesi regolarmente residenti a Chieti, riuscendo a farsi accompagnare nella sede del Giovanile Chieti Calcio, formazione satellite del sodalizio iscritto al campionato di serie D.

In questo caso si presume che il provino abbia avuto un esito ben più positivo, tanto da spingere il Chieti ad aggregarlo alla prima squadra per il ritiro pre-campionato.

Issiaka stava per coronare il suo sogno, ma è giunto un imprevisto: gli amici senegalesi, per tutelarlo, gli hanno messo a disposizione un avvocato che però, anzichè favorirlo, ha intuito che qualcosa non quadrava nella storia.

Dopo un’accurata ricerca, il legale ha scoperto che il vero Lamine Diatta, non solo era tesserato per l’ Excelsior di Dakar, ma che si trovava con la sua squadra a Conakry, in Guinea, per una partita di Coppa Africa.

Referendum per uscire dall'Europa: Cameron cambia il quesito del referendum, sultano gli euroscettici

Niente generici "sì" o "no" come era successo in Scozia. Il referendum sulla Brexit avrà come alternative di voto "lasciare l'Ue" o "restare nell'Ue". La decisione di David Cameron fa felici gli euroscettici, che ora credono davvero di poter lasciare Bruxelles

La stagione autunnale si avvicina e, con essa, anche il dibattito sul referendum per la 'Brexit', la tanto temuta uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Mentre il governo guidato da David Cameron dovrebbe decidere nelle prossime settimane la data del referendum 'dentro o fuori l'Ue', che dovrebbe tenersi già nel 2016, la stampa britannica ricorda come l'esecutivo abbia in realtà già iniziato ad annacquare alcune richieste che nei mesi scorsi aveva avanzato all'Unione europea, molto probabilmente per rendere il dibattito meno agitato e per portare la Gran Bretagna al referendum in un clima più sereno. Così, se già in primavera Cameron aveva chiesto la possibilità di porre il veto sulle leggi sul lavoro, di fatto escludendo il Regno Unito dalle stringenti normative europee in materia, si è ora saputo che, anche su spinta della Francia e del parlamento di Bruxelles, Cameron chiederà nelle prossime settimane solo una generica 'protezione limitata' della flessibilita' tipica del mercato del lavoro britannico, erede delle riforme introdotte negli anni Ottanta dall'allora 'Lady di Ferro, il primo ministro conservatore Margaret Thatcher.

Ma gli euroscettici possono esultare sul fronte del referendum. Sì, perché come scrive EuNews David Cameron ha ceduto alle richiede della Commissione Elettorale e ha deciso di cambiare il quesito sul referendum. Secondo l'organismo il testo, che chiedeva di rispondere "Sì" o "No" alla domanda "Il Regno Unito dovrebbe restare membro dell'Unione Europea?", era troppo favorevole allo status quo. La Commissione ha deciso che va aggiunta una seconda domanda rendere il quesito referendario più completo e imparziale. Il testo finale sulla scheda dovrebbe essere (più o meno): "Il Regno Unito deve restare membro dell'Unione Europea?" o "Il Regno Unito deve lasciare l'Unione Europea?". La scelta presa da Downing Street significa che, a differenza del referendum per l'indipendenza della Scozia, non ci sarà, in particolare per gli unionisti, una più semplice campagna per il "Sì", o per il "No", ma dagli slogan ai manifesti dovranno essere presenti le parole "lasciare l'Ue" o "restare membro dell'Ue".

Rai: il cda vota all’unanimità le deleghe alla BILDERBERG Maggioni

Potrà approvare, senza passare per il Consiglio d’amministrazione, tutti i contratti per spese fino a dieci milioni. Canale 104 Sky: possibile «utilizzo» Rai



Ok alle deleghe al presidente Rai Monica Maggioni. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione che in base all’art. 26 dello statuto sociale ha attribuito all’unanimità le specifiche deleghe al Presidente, appunto la Maggioni che ha presieduto la riunione - in materia di approvazione di atti e contratti aziendali. In sostanza, come nella gestione Tarantola-Gubitosi, Maggioni potrà - su proposta del dg Antonio Campo Dall’Orto - firmare contratti fino a 10 milioni di euro e nomine per i dirigenti di primo e secondo livello delle strutture non editoriali senza passare per il consiglio. Inoltre, grazie a queste deleghe, il presidente di Viale Mazzini può nominare direttamente, sempre su proposta del dg, i direttori non editoriali dell’Azienda. Per le nomine editoriali, la competenza resta in capo al Consiglio d’amministrazione.


La relazione del dg

Piloti russi combattono Isis in Siria?

I piloti russi partecipano ai raid aerei contro Isis e ribelli in Siria? La notizia gira da qualche giorno e martedì foto diffuse via Twitter dai qaedisti di al Nusra mostrano nuovi velivoli nei cieli di Idlib. Aerei da combattimento Su 27, Su 34, Mig 29 e droni Pchela 1 T.

Le indiscrezioni
Le prime indiscrezioni sono arrivate da Israele. Il giornale Yedioth Ahronoth ha scritto che era in arrivo un contingente di piloti russi, militari pronti a sostenere il regime di Assad in una campagna contro gli insorti. Inoltre altre fonti non hanno escluso che Mosca sia pronta ad aprire una base a Jablah, cittadina costiera ad una ventina di chilometri a sud di Latakia. Movimenti accompagnati dalle segnalazioni sull’invio di nuovi armamenti russi per puntellare l’apparato siriano. Sono state ancora le fonti aperte a fornire dettagli interessanti. Navi della flotta del Mar Nero hanno spostato veicoli, munizioni ed equipaggiamento subito lanciati nella battaglia. Blogger che tengono d’occhio il passaggio lungo il Bosforo le hanno avvistate, sottolineando la presenza in coperta di blindati BRT 80. Mezzi di questo tipo sono poi comparsi in un video diffuso dal sito Oryx Blog: il filmato li mostra in uno scontro a fuoco a Latakia e si sentono persone parlare in russo. Sono soldati o contractors?

I tracciati radar
Su Flightradar24 sono emersi i tracciati di numerosi IL 76, codice radio Manny6, in volo nel settore di Damasco. Forse si tratta di aerei impegnati nel trasferimenti di uomini e materiale per conto di Mosca. Va peraltro ricordato che i russi dispongono in Siria di una base logistica a Tartus e hanno alcune “stazioni” per la guerra elettronica-spionaggio. Postazioni con un triplo interesse: Israele, gli insorti siriani e la coalizione alleata. Una di queste installazioni, nota come Center S e situata a al Hara (sud della Siria), è stata abbondata mesi fa e in tutta fretta dopo che i ribelli avevano piegato la resistenza del contingente siriano schierato a sua difesa. A farla funzionare, insieme a truppe locali, c’erano gli specialisti del GRU, il servizio segreto militare russo.

Roots Up: mini serra che combatte la siccità e la carenza di cibo

Una mini serra multifunzionale per contrastare la scarsità di acqua e cibo nelle zone povere e aride del mondo. E' il progetto Roots Up promosso in Etiopia dall'Università di Gondar e basato su una tecnologia a basso costo realizzata con materiali "verdi" e facilmente reperibili. Una sorta di "tenda-orto" che permette alla rugiada di condensarsi durante le notte e, trasformandosi in acqua, di venire accumulata dentro dei serbatoi.

Il progetto "Roots Up" nasce con l'obiettivo di trovare una soluzione al problema della siccità e della mancanza di alimenti causate da cambiamenti climatici, assenza di stagioni piovose e sfruttamento intensivo del suolo per scopi agricoli. Per riuscirci i ricercatori etiopi hanno realizzato una "tenda-orto" in grado di mantenere al suo interno un'atmosfera ideale per la crescita delle piante attraverso la ventilazione naturale favorita dall'escursione termica che si crea tra la parte alta e quella bassa della struttura piramidale. 

La mini serra è anche in grado di "produrre" acqua per soddisfare l'irrigazione e i bisogni umani. La forma della struttura "intrappola" l'aria calda al suo interno, provocando un innalzamento della temperatura lungo tutto il corso del giorno. Quando invece di notte la temperatura scende, l'agricoltore avrà cura di aprire la parte superiore della serra per rinfrescarne l'interno. A questo punto il vapore acqueo condensa formando delle goccioline sulla superficie di una sorta di imbuto che convoglia l'acqua raccolta in un serbatoio. 

CAPITANO ULTIMO: “IO NON LAVORO, COMBATTO. ECCO COSA PENSO DELLA MIA RIMOZIONE”

È stato il protagonista di una lunga serie di indagini. Quelle scomode, soprattutto, portano la sua firma: lui è il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, conosciuto da tutti come il Capitano Ultimo. Dalle indagini sui conti di Francesco Belsito, a Giuseppe Orsi, a Bruno Spagnoli di Finmeccanica, all’arresto di Luigi Bisignani, indagato per i traffici di informazioni segrete e appalti per la P4, fino al deputato Pdl Alfonso Papa, amante di Rolex rubati.

E ancora le confessioni di Ettore Gotti Tedeschi, il potente banchiere che è stato a capo dello Ior, la banca vaticana, le indagini sul tesoro di Massimo Ciancimino, figlio dell ’ex sindaco di Palermo Vito.

E per concludere ricordiamo le indagini su Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia accusato di abuso di ufficio e le inchieste sulla Cpl Concordia, la cooperativa che aveva in conto spese il sindaco Pd di Ischia Giosi Ferrandino. Solo per citarne alcune. A proposito: a dir poco imbarazzanti sono le intercettazioni del premier Matteo Renzi e del Comandante della Guardia di Finanza Michele Adinolfi pubblicate dal Fatto Quotidiano.

Ma dal 1 settembre il colonnello non guiderà più il Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri), perché è stato demansionato. A difesa del Capitano Ultimo oltre ai suoi colleghi, si è schierata soprattutto Rita Dalla Chiesa, figlia del Generale Carlo Alberto.

“Ultimo è un simbolo, è il carabiniere che sta dalla parte dei più deboli, di chi soffre”, ha detto più volte la conduttrice televisiva. Un uomo costretto a non mostrare mai il suo volto, Ultimo ama più la strada che i palazzi del potere. Semplice, pratico ed irrequieto. Pensa ai risultati, non alla burocrazia: per lui il fine è solo l’utile, i mezzi tutti quelli possibili. Il colonnello mal sopporta chi non ha scrupoli.

Nel 2009, per l’esigenza di aiutare persone in difficoltà, ha creato l’associazione “Casa Famiglia Capitano Ultimo”, divenuta operativa nel 2011 con l’apertura della prima struttura residenziale per otto minori dagli otto ai diciassette anni. A chi gli chiede perché, da subito, scelse di chiamarsi Ultimo, risponde: “È un nome di battaglia, quindi, nel momento di sceglierlo, ho scelto Ultimo perché vedevo che tutti volevano essere primi, volevano essere più bravi, più belli, volevano emergere, avere prestigio, riconoscimenti. Mi facevano schifo perché credo che il lavoro del carabiniere sia un donare e non un prendere, quindi ho voluto invertire la tendenza che avevo notato”.

Con queste parole il Colonnello Sergio De Caprio, meglio ha iniziato questa intervista in quello che ormai è ritenuto il suo “covo”: la casa famiglia “Capitano Ultimo” ubicata a Roma in via della Tenuta della Mistica.

Quale sensazione ha provato quando ha arrestato Totò Riina, per lei era la fine o l’inizio di qualcosa?

Era la fine di una caccia: quando uno finisce la caccia e trova la preda si sente semplicemente vuoto perché deve pensare alla caccia successiva, al di là che poi mi ha fatto schifo vederlo come essere umano, tutto qua.

De Caprio, secondo lei la lotta alla mafia è diventata un meccanismo di interessi?

Questo non lo so. Io so cosa è la lotta alla mafia che ho vissuto: è una lotta che si fa sulla strada e senza volere niente in cambio. Questa è la lotta che mi hanno insegnato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il generale Mario Mori: li ringrazio perché ho visto loro praticarla così, ho visto Giovanni Falcone praticarla così e quindi faccio riferimento a loro, gli altri non li giudico e non mi interessa di loro perché ognuno poi si esprime come vuole.

Un suo tratto caratteristico è il guanto nero che indossa alla mano sinistra, a completare un abbigliamento poco formale.

Il guanto nero mozzo è il guanto dei lavavetri, così ricordo che anch’io sono un lavavetri e tutto quello che fanno ai lavavetri lo fanno a me, non devono pensare di essere soli. Anche loro sono nostri fratelli e combatteremo per la loro dignità; nessuno può e deve calpestarli. Indosso il guanto per ricordarmelo, altrimenti penso solo a quelli che si mettono la cravatta e mi dà fastidio.

Come ha reagito alla notizia di essere stato rimosso dalle funzioni investigative del Noe, nucleo operativo ecologico?

La rispetto e la eseguo (ha risposto in maniera fortemente decisa, ma serena ndr).

Già anni fa la privarono della scorta poi riassegnata su protesta dei suoi collaboratori, che avevano raddoppiato i turni per proteggerla.

Accadde così. Ma, allora come oggi, accettai le decisioni. Credo che il mio lavoro possa parlare per me.

Quali attività vengono svolte nella “Casa Familglia Ultimo”?

mercoledì 2 settembre 2015

Putin vuole eliminare euro e dollaro

Vladimir Putin ha pronta una mossa per ridurre l'influenza del dollaro e dell'euro. Il presidente russo ha infatti abbozzato un disegno di legge con cui eliminerebbe le due valute negli stati della Comunità di Stati Indipendenti. Questo porterà, spiega RT, la creazione singolo mercato finanziario tra Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e altri stati dell'ex-Unione Sovietica.

Ad oggi circa metà del fatturato all'interno della UEE, l'Unione economica eurasiatica, è conteggiato in dollari ed euro, aumentando al dipendenza dei paesi che vi appartengono agli stati che emettono le valute (USA e UE).

Anche al di fuori della CSI c'è stato il tentativo da parte di Mosca e Pechino di contrastare il dominio del dollaro: in agosto la banca centrale cinese ha sostituito il dollaro e messo il rublo russo in circolazione nella città di Suifenhe, nella provincia di Heilongjiang.

Turista greca salva profugo siriano dopo 13 ore di mare

Ha fatto il giro del mondo la foto dell'abbraccio fra una turista greca a bordo di una barca nell'Egeo con alcuni amici e un profugo siriano stremato, salvato dal gruppo di vacanzieri dopo 13 ore in balia delle onde.


"Era quasi incosciente quando l'abbiamo avvistato", racconta Sandra Tsiligeridu sul suo profilo Facebook, dove ha pubblicato l'immagine che la ritrae in un gesto che ha commosso tante persone.

La donna protagonista di questo salvataggio, divenuta un'eroina nei social network, è una ex top model, sposata con un medico, Dimitri, e madre di tre figli. Era a bordo di una barca con il marito e alcuni amici, di ritorno da un'escursione nell'isola di Pserimos, nei pressi di Kos. La foto la ritrae con cappello di paglia e occhiali da sole, mentre stringe a se' l'uomo stremato, avvolto da teli da mare. 

Il profugo - nome dichiarato Mohamed - era partito dalla Turchia su una barca insieme ad altri 40 connazionali, direzione Kos, quando ancora in alto mare gli scafisti hanno perso uno dei remi. L'uomo a quel punto si è tuffato per recuperare il remo ma a causa delle correnti non è riuscito a risalire a bordo. Il siriano è rimasto in acqua per 13 ore ed è vivo solo grazie al giubbino di salvataggio che gli è stato gettato in mare dai connazionali

Violenza in Texas: ucciso dalla polizia anche se aveva le mani alzate

Un nuovo video choc rischia di alimentare le polemiche sull’uso eccessivo della forza da parte della polizia. Girato in Texas da un testimone, mostra un uomo con le mani alzate in segno di reso. Pochi secondi dopo si intravedono gli spari della polizia e l’uomo a terra.

L’incidente risale a venerdì ma il video, di cui le autorità erano a conoscenza, è emerso ora. L’uomo, che si chiamava Gilbert Flores, «aveva le braccia alzate e gli agenti gli hanno sparato due volte», afferma Michael Thomas, l’autore del video, in dichiarazioni alla Cnn. Gli agenti erano sul posto per rispondere a una chiamata per violenza domestica giunta dalla casa di Flores, dove i due agenti hanno rinvenuto una donna e un bambino feriti. Le autorità affermano che Flores aveva un coltello. Il video, girato da lontano, non chiarisce se l’uomo lo aveva o meno in mano quando aveva le braccia alzate.

«Di certo quello che c’è nel video è preoccupante. Ma è importante che le indagini continuino», afferma lo sceriffo della Contea di Bexar, Susan Pamerlau. I due agenti che sarebbero nel video sono Greg Vasquez e Robert Sanchez, e sono nella polizia della contea di Bextar da 10 anni. Secondo alcune fonti ci sarebbe anche un altro video sull’incidente con immagini più chiare dell’accaduto.

Il latte di mucca fa male alle ossa: causa fratture e decessi precoci

Bere latte vaccino non fa bene alle ossa e addirittura aumenta il rischio di fratture: è questo il risultato di uno studio condotto in Svezia che rovescia la credenza generale. I ricercatori sostengono che i livelli elevati di lattosio e galattosio presenti nel latte potrebbero avere effetti negativi e hanno trovato una correlazione tra elevato consumo di latte, le fratture ossee e un rischio aumentato di mortalità

LO STUDIO
Per oltre dieci anni sono state seguite 61mila donne e piu' di 43mila uomini, di eta' compresa tra i 39 e i 74 anni: secondo i ricercatori più latte bevevano, più ricorrenti erano fratture e decessi precoci. Il rischio era pronunciato specialmente nelle donne, a cui invece viene costantemente consigliato di bere latte per evitare il rischio di fratture derivate dall'osteoporosi. In realtà già in passato alcuni studiosi avevano rilevato che l'apporto di calcio fornito dal latte è controbilanciato dall'aumentato consumo di calcio richiesto per lo smaltimento delle proteine animali acide che contiene.

martedì 1 settembre 2015

Animalisti contro le salamelle della Festa dell’Unità di Milano



Animalisti contro le salamelle della Festa dell’Unità. Domenica 30 agosto una decina di attivisti ha contestato il consumo di carne davanti al ristorante della kermesse del Partito democratico. «Antispecismo, il rispetto è un diritto per tutti. Umani e non umani», lo striscione mostrato dai dimostranti.


Russia-Cina: 'Una cooperazione militare senza precedenti'

22 navi 20 aerei, 40 blindati, e 500 marine hanno partecipato alle esercitazioni navali congiunte di Russia e Cina, denominate Joint Sea-2015 II. Le operazioni sono state condotte, riporta RT.com, nel golfo di Pietro il Grande, non lontano dalla città Vladivostok e hanno avuto luogo sia in acque territoriali russe che in acque neutrali. 

La cronaca dei fatti da Sputniknews Italia:

"Si sono concluse ufficialmente oggi nel territorio della regione di Primorsky le esercitazioni navali russo-cinesi "Joint Sea-2015 II". Lo ha annunciato oggi il capitano Roman Martov, portavoce del Distretto militare orientale russo, intervistato da Ria Novosti. "L'esperienza nella cooperazione acquisita dai marinai russi e cinesi nel corso delle esercitazioni non ha prezzo", ha commentato il capitano Martov. 

Le esercitazioni congiunte hanno avuto luogo nel Golfo di Pietro il Grande, il più grande del Mar del Giappone, non lontano dal porto, strategicamente molto importante, di Vladivostok.

I pregiudizi sull'anarchia

La proposta anarchica è una proposta di rivoluzione che se applicata andrebbe a modificare sostanzialmente l'esistente, eliminando qualsiasi forma di autorità, potere, istituzione, privilegio, sfruttamento. È quindi facilmente intuibile come tale proposta sia sempre stata ostacolata da ogni Potere mediante la repressione diretta e con la distorsione del messaggio antiautoritario.
Quindi prima di andare avanti, per cercare di definire e meglio comprendere cosa sono e cosa propongono gli anarchici, conviene da subito chiarire cosa non è l'anarchia e cosa non sono gli anarchici.

"L'anarchia è caos invivibile"
Questa affermazione lascia intendere che una società anarchica sarebbe una società senza regole, dove ognuno tenterebbe di uccidere, rapinare, stuprare l'altro. Niente di più falso: l'anarchia è sostanzialmente un messaggio di cooperazione con l'altro, basato però non sulla paura e sul ricatto dato dalla Legge, ma sulla responsabilità degli accordi liberamente presi. Tra l'altro, il mutato tessuto sociale, nella maniera che cercheremo più avanti di analizzare, modificherebbe sostanzialmente i rapporti umani in maniera tale che essi verrebbero ridefiniti e di conseguenza
ridotti anche i rapporti conflittuali.


"L'anarchia sarebbe bella ma non è possibile"
Presupponendo che l'essere umano sia fondamentalmente incapace di autorganizzarsi o autogovernarsi e che quindi abbia naturalmente bisogno di qualcuno che lo comandi, che lo indirizzi e scelga per lui. L'affermazione è falsa perché parte da presupposti falsi, ovvero che l'essere umano abbia solo istinti innati o naturali... L'essere umano, invece, è soprattutto il risultato della società in cui cresce: se cresce in un ambiente autoritario sarà per lui "naturale" muoversi su ordine, e a sua volta dispensarne; se cresce tra relazioni paritarie e responsabilizzanti sarà poi in grado di autoregolarsi, senza la necessità di capi.

"L'anarchia è disorganizzazione"
Facendo intendere che sarebbe impossibile poi sopravvivere in un tale stato primordiale. Niente di più falso. L'anarchia è super organizzazione (dei beni, delle risorse, degli spazi, etc.), proprio perché non delega ad un ente questa funzione, ma implica l'assunzione di responsabilità individuali. Quindi non c'è nulla di più organizzato che la proposta anarchica in quanto tale. Si tratta solo di adottare una diversa modalità organizzativa (non autoritaria, autogestionaria), non di eliminarla.

domenica 30 agosto 2015

Sardegna: bagnante pulisce la spiaggia dai rifiuti e viene multata

rainews.it

La protagonista della vicenda, dopo aver raccolto bottiglie e flaconi di plastica dalla spiaggia di Piscinas, nel sudovest della Sardegna, li ha gettati in un apposito cassonetto a Cagliari, dove vive pur non risiedendovi. Ma è stata multata perché vietato ai non residenti nel comune.

Cagliari - Tutto comincia domenica scorsa.
Ilaria Montis, 35 anni, decide di fare un tuffo nel mare della spiaggia di Piscinas, nel sudovest della Sardegna. Uno dei tanti angoli di paradiso dell’isola. Un paradiso però minacciato dall’inciviltà di alcuni bagnanti. Ilaria, prima di andarsene, decide di raccogliere, insieme a un amico, alcune bottiglie e flaconi di plastica abbandonati sulla sabbia. “Guardandoci intorno ci siamo resi conto che non c’erano contenitori dove buttarli, così li abbiamo caricati in macchina, ma nemmeno lungo il tragitto abbiamo trovato dei cassonetti” racconta.
Così il giorno dopo, tornata a Cagliari, dove vive ma dove non risiede, li getta in un cassonetto riservato alla plastica, non immaginado che quell’azione le sarebbe costata cara.

LA MULTA
Immediatamente, infatti, alcuni agenti in borghese la bloccano e la multano: 167 euro da pagare entro 60 giorni. Il motivo è riportato sul verbale: “Non residente nel comune di Cagliari, conferiva all’interno dei cassonetti stradali buste contenenti rifiuti (bottiglie di plastica)”. Una violazione dell’articolo 14, comma 6, della delibera comunale n. 83 del 2010:
Nell’ambito del territorio comunale di Cagliari è fatto divieto del conferimento di rifiuti nei cassonetti e nelle isole ecologiche poste in opera nell’ambito territoriale, da parte di fruitori che abbiano residenza al di fuori del territorio comunale, o nel caso di rifiuti depositati da cittadini del Comune di Cagliari negli appositi contenitori se tali rifiuti siano stati prodotti in altro ambito territoriale”.


Insomma, proprio il caso di Ilaria: la ragazza ha infatti la residenza nel comune Baratili San Pietro, in provincia di Oristano, e i rifiuti provenivano dalla spiaggia di Piscinas, che si trova nel comune di Arbus, provincia del Medio Campidano.

Non sapevo di non poter gettare i rifiuti a Cagliari, ma sui cassonetti non era specificato nulla al riguardo” racconta Ilaria, che non ha voluto firmare il verbale e che comunque non intende fare ricorso. “Non mi interessa. Quello che conta per me è solo portare all’attenzione il problema dei rifiuti e la mancanza di cassonetti su molte spiagge e strade extraurbane”.

UNA COLLETTA PER PAGARE LA MULTA
Una vicenda, quella della ragazza, che ha messo in moto un meccanismo di “solidarietà”:
“E’ stata organizzata una colletta per il pagamento della multa. In molti, infatti, si sono sentiti coinvolti perché quella di pulire le spiagge dai rifiuti abbandonati è diventata un’abitudine diffusa” dice Ilaria.

Sardegna, turisti che rubano la sabbia delle spiagge: ignari del reato

blitzquotidiano.it

CAGLIARI
Turisti presi con la sabbia nel sacco.
Succede all’aeroporto di Cagliari-Elmas dove quotidianamente gli addetti ai controlli di sicurezza sono costretti a ispezionare valigie cariche di conchiglie e kg di spiagge imbottigliate per souvenir. Un turista ne aveva addirittura 25 kg. Dalle foto ( qui il link diretto a quella che vedete a sinistra ) di quei bottini è nata una pagina Facebook intitolata "Sardegna rubata e depredata" che documenta l’enorme quantità di materiale rimasto al controllo bagagli.

Chiunque ci sia dietro all’iniziativa vuole restare anonimo, ma è chiaro che si tratti di personale in servizio all’aeroporto. Sulla pagina Facebook si legge: “Con la scusa del souvenir, ogni anno turisti e non sottraggono all’isola ciò che la natura ha impiegato millenni a creare. Il furto di sabbia è un reato” avvertono.

E il fatto curioso è proprio questo, la maggior parte dei turisti fermati risponde in malo modo alle guardie aeroportuali perché non è affatto consapevole di aver commesso un illecito. Lo dice il Codice della Navigazione (articolo 1162): “Chiunque estrae arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale (…) è punito con l’arresto fino a due mesi ovvero con l’ammenda fino a lire duecentomila”.

Fær Øer, laddove massacrano i delfini....

Le Fær Øer (far. Føroyar, dan. Færøerne, in italiano, Faroe) sono un arcipelago che si trova nel nord dell'oceano Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l'Islanda.
Le isole sono una Nazione costitutiva del Regno Unito di Danimarca e del Folketing, ovvero il Parlamento danese, che comprende anche Danimarca e Groenlandia. Sono diventate una regione autonoma del Regno di Danimarca dal 1948 e, nel corso degli anni, hanno ottenuto il controllo su quasi tutte le questioni di politica interna, ma non la difesa e gli affari esteri. Con l'eccezione di una piccola forza di polizia e guardia costiera, non hanno una forza militare organizzata, che rimane responsabilità della Danimarca.
Le Fær Øer hanno legami tradizionali con l'Islanda, le Shetland e le Orcadi, le Ebridi e la Groenlandia. L'arcipelago si separò politicamente dalla Norvegia nel 1815. Le Fær Øer hanno due rappresentanti nel Consiglio nordico. Con l'Islanda, l'Irlanda e il Regno Unito, le Fær Øer si contendono l'isolotto di Rockall.

Etimologia
Il toponimo Fær Øer (in feringio Føroyar e in danese: Færøerne), la cui prima parte è attestata in norreno nella forma scritta fær, viene tradizionalmente interpretata secondo il danese fåre-øerne, "isole delle pecore". Troviamo per la prima volta questa interpretazione nella Historia Norvegiæ, dove l'errata lezione nordica farcar è tradotta con insulæ ovium: il testo aggiunge che i coltivatori faroesi possedevano ricchi greggi di pecore composte da migliaia di capi. La difficoltà è che il termine fåre/fær è sconosciuto in norreno e nelle lingue scandinave occidentali ("pecora" è in norreno sauðr, da cui il feringio seyður e il norvegese sau).
Recentemente si è anche discusso sulla possibilità, peraltro data ormai quasi per certa e largamente accettata, che il nome significhi "isole remote" (dall'antico germanico Far-Før-Fær, ovvero "lontano", presente anche nell'inglese far, e dal norvegese Øy, ovvero "isola").
Tra le proposte alternative, interessante ma remota quella secondo la quale il toponimo si originerebbe da una radice celtica: fær deriverebbe da un irlandese fearann, "terra", parola che i coloni scandinavi avrebbero accolto, rimotivandola.

La storia delle origini dell'arcipelago delle Fær Øer non è ben nota, anche se si ritiene l'ex-presenza dei vichinghi coloni di Naddoddr, lo scopritore dell'Islanda. Si pensa ci fossero anche monaci irlandesi giunti dalla vicina Scozia o direttamente dall'Irlanda verso il VI secolo. San Brendano di Clonfert, monaco irlandese e Papar, si suppone abbia visitato le Fær Øer in due o tre occasioni (512-530), nominando due delle isole Sheep Island e Paradise Island of Birds. Nel tardo settimo secolo agli inizi del secolo ottavo nelle isole vi era la presenza di monaci provenienti dall'Irlanda, per la conversione e l'evangelizzazione e anche per la solitudine del romitaggio, infatti sia le Fær Øer sia l'Islanda erano per loro come un eremo.
Secondo la Saga dei Faroesi, gli emigranti che lasciarono la Norvegia per sfuggire alla tirannia di Harald I si insediarono nelle isole all'incirca all'inizio del IX secolo. Nell'XI secolo il Cristianesimo venne introdotto da Sigmundur Brestirson, la cui famiglia era originaria delle isole del sud, ma era stata sterminata nel corso di un'invasione degli abitanti delle isole del nord, obbligandolo a rifugiarsi in Norvegia. Sigmundur Brestirson venne poi inviato a conquistare le isole dal re di Norvegia Olaf I. Dopo aver preso possesso delle isole, Sigmundur Brestirson fu assassinato, ma i norvegesi mantennero il loro controllo fino al 1397, quando la Norvegia entrò in un'unione con la Danimarca, che gradualmente evolse nella doppia monarchia Danese-Norvegese. La riforma protestante raggiunse le Fær Øer nel 1538. Quando la Norvegia venne separata dalla Danimarca con il trattato di Kiel del 1814, fu la Danimarca a mantenere il possesso delle Fær Øer.
Il monopolio danese del commercio con le Fær Øer fu abolito nel 1856. Il paese cominciò allora a svilupparsi in una nazione moderna, dedita principalmente alla pesca, e con una propria flotta. Il risveglio dei sentimenti nazionali, cominciato nel 1888, fu all'inizio orientato sull'ambito culturale, in particolare sulla rinascita della lingua faroese. Dopo il 1906 si rafforzò l'indipendentismo politico, con la fondazione dei primi partiti politici delle Fær Øer.
Il 12 aprile 1940, le Fær Øer furono occupate dalle truppe del Regno Unito, come contromossa all'invasione della Danimarca da parte della Germania nazista. Questa azione fu decisa per scongiurare una possibile occupazione tedesca nelle isole, che avrebbe potuto avere gravi conseguenze per gli esiti della seconda battaglia dell'Atlantico. Tra il 1942 e il 1943 gli Inglesi costruirono l'unico aeroporto delle Fær Øer, l'aeroporto di Vágar.
Il controllo delle isole ritornò alla Danimarca dopo la guerra, ma nel 1948 venne introdotta la cosiddetta Hjemmestyre (o, in feringio, Heimastýrislógin), che garantiva un alto grado di autonomia locale. Le Fær Øer scelsero di non unirsi alla Danimarca al momento del suo ingresso nella Comunità europea, ora Unione europea, nel 1973. Le isole hanno incontrato considerevoli difficoltà economiche in seguito al crollo dell'industria della pesca nei primi anni novanta, ma da allora si sono moltiplicati gli sforzi per aumentare il grado di diversificazione dell'economia. Nel frattempo è cresciuto il sostegno popolare per l'indipendenza, che è l'attuale obiettivo del governo.

Le Fær Øer sono un arcipelago formato da 18 isole, a largo delle coste settentrionali dell'Europa, tra il Mare di Norvegia e il nord dell'oceano Atlantico, a metà strada tra l'Islanda e la Norvegia. Le loro coordinate sono 62°00′N 6°47′W, hanno una superficie di 1 399 km², e non presentano grandi laghi o fiumi. La linea costiera si estende per 1 117 km, è contornata in molti punti da scogliere e ovviamente non ha confini di terra con alcun paese. Le isole sono scoscese e rocciose, con pochi picchi. Il punto più alto è il Slættaratindur, 882 metri sopra il livello del mare. La sola isola disabitata è Lítla Dímun.
Le 18 isole di cui si diceva sopra sono Fugloy, Svínoy, Borðoy, Viðoy, Kunoy, Kalsoy, Eysturoy, Streymoy, Vágar, Mykines, Hestur, Koltur, Nólsoy, Sandoy, Skúvoy, Stóra Dímun, Lítla Dímun e Suðuroy.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, le Fær Øer hanno un clima oceanico subpolare. Tuttavia, è fortemente rilevante l'influenza riscaldante esercitata qui dall'Oceano Atlantico, e in particolare dalla corrente nord-atlantica. Questo, unito alla lontananza di qualsiasi fonte di flussi d'aria calda, garantisce inverni miti (con la temperatura media compresa tra i 3 °C e i 4 °C) ed estati fresche (temperatura media tra 9,5 °C e 10,5 °C).

Le isole spesso sono battute dal vento e avvolte nella nebbia. Hanno inoltre un cielo quasi sempre coperto, tanto che in media si registrano 260 giorni all'anno con precipitazioni e che i giorni soleggiati risultano più rari di quelli nuvolosi. Le isole si trovano proprio lungo il percorso di depressioni in movimento verso nord-est, e questo significa che si possono avere forti venti e pesanti piogge in ogni periodo dell'anno.
Il 5 settembre 1966 le Fær Øer furono colpite dall'uragano Faith, con venti che superarono i 160 km/h. Poco dopo aver colpito la capitale Tórshavn, esso fu declassato a "tempesta extratropicale".
La registrazione dei dati meteorologici nelle Fær Øer prese avvio nel 1867

La lingua nazionale è la lingua faroese, lingua indoeuropea appartenente al gruppo delle lingue germaniche e al sottogruppo del germanico settentrionale (o scandinavo), assieme al danese, al norvegese (bokmål e nynorsk), allo svedese e all'islandese.
Una delle più note canzoni scritte in faroese è Ormurin langi.

Religione
Secondo le statistiche ufficiali del 2002, l'84,1 % dei Faroesi appartiene alla Chiesa Luterana dello Stato (Fólkakirkjan), che è indipendente dalla chiesa luterana danese dal 29 luglio 2007. Nelle Fær Øer vi sono inoltre una piccola comunità di cattolici, soprattutto stranieri, che hanno il loro centro nella chiesa di Santa Maria a Tórshavn (vedi la voce Chiesa cattolica nelle Fær Øer) e quattro congregazioni di Testimoni di Geova.

Politica
La divisione amministrativa è basata sulle isole: vi sono 34 comuni con circa 120 città e villaggi.
Viene ancora oggi utilizzata la tradizionale divisione in sýslur. Il termine sýsla significa distretto e, sebbene oggi siano solo distretti di polizia, i sýslur vengono ancora utilizzati nel linguaggio comune per indicare una regione geografica.
Nel passato, ciascun sýsla aveva una propria assemblea, o ting, chiamata várting.

Oggi, le elezioni sono tenute nei comuni per i rappresentanti del parlamento nazionale, il Løgting. Le Fær Øer, come parte del Regno di Danimarca, eleggono anche dei rappresentanti che siedono nel parlamento danese, il Folketing. Per le elezioni del Løgting ci sono 7 distretti elettorali, ciascun comprendente un sýslur, mentre l'isola di Streymoy è divisa in una parte nord e sud (regione Tórshavn).
Il Governo delle Fær Øer esercita il potere esecutivo negli affari locali. Il capo di governo è chiamato Løgmaður o Primo Ministro. Ogni altro membro del gabinetto è chiamato landsstýrismaður.
L'ufficio del primo ministro, nel centro della capitale, è sempre aperto e chiunque voglia esporre un problema o una lamentela è libero di farlo.

Le Fær Øer e la Danimarca
Il Trattato di Kiel del 1814 pose fine all'unione tra Danimarca e Norvegia. La Norvegia passò sotto il controllo del Re di Svezia, ma le Fær Øer, l'Islanda e la Groenlandia rimasero in mani danesi. In seguito a questi eventi, il Løgting fu sciolto nel 1816, e il governo delle Fær Øer divenne quello di una regione della Danimarca, con un Prefetto incaricato del controllo delle isole. Nel 1852 il Løgting venne ristabilito, ma fino al 1948 non ebbe altri poteri al di fuori di quelli consultivi.
Alla fine della seconda guerra mondiale, parte della popolazione era favorevole all'indipendenza dalla Danimarca, e il 14 settembre 1946 si tenne un referendum sull'eventuale secessione. Era la prima volta in cui i Faroesi avevano l'opportunità di esprimersi a favore dell'indipendenza, o di scegliere di continuare a far parte del Regno di Danimarca. Il risultato del referendum produsse una piccola maggioranza a favore della secessione, ma fu immediatamente seguito da alcuni eventi che impedirono di portare a termine la separazione dalla Danimarca.
La maggioranza nel parlamento faroese cadde e, in seguito a nuove elezioni, i partiti contrari all'uscita dal Regno di Danimarca, avendo visto crescere il loro elettorato, formarono una coalizione e decisero di non approvare la secessione. Al suo posto venne raggiunto un compromesso e il parlamento danese approvò un regime di ampia autonomia, detto anche Home Rule, che entrò in vigore nel 1948. Le Fær Øer cessarono così di essere considerate una dipendenza della Danimarca, ottennero un ampio controllo sui propri affari e un sostegno economico annuale non irrilevante dalla Danimarca.
Gli isolani sono a tutt'oggi divisi tra quelli favorevoli all'indipendenza e quelli che preferiscono continuare a essere parte del Regno di Danimarca, con numerose opinioni intermedie. Alcuni sono a favore di un'immediata e unilaterale dichiarazione d'indipendenza, altri ritengono sia necessario raggiungere l'autonomia gradatamente e in pieno consenso con il governo danese. Sono anche molti coloro che accettano di buon grado un graduale incremento dell'autonomia, ma sempre mantenendo un forte legame con la Danimarca.
In seguito al Trattato di Famjin del 29 marzo 2005 stipulato tra la Danimarca e le Fær Øer, le isole acquisiscono una sempre maggiore autonomia nel campo della politica estera e della sicurezza.

Le Fær Øer e l'UE
Le Fær Øer non sono parte dell'UE. Un protocollo al trattato di adesione della Danimarca alla Comunità europea afferma che i cittadini danesi che risiedono nelle Fær Øer non devono essere considerati come tali ai sensi del trattato. Quindi, i danesi che vivono nelle Fær Øer non sono cittadini dell'Unione europea. Le Fær Øer non hanno aderito al trattato di Schengen, che consente la libera circolazione tra i Paesi aderenti; tuttavia, essendo le isole parte dell'Unione nordica dei passaporti, non esistono controlli di frontiera tra l'arcipelago e alcuno dei paesi nordici, che sono tutti compresi nell'area Schengen.

Economia
Dopo un periodo di crisi economica nei recenti anni novanta, che ha portato a un drastico calo dell'attività di pesca, negli ultimi pochi anni le Fær Øer si sono riprese, e la disoccupazione è scesa al 5% a metà 1998, per poi tuttavia risalire negli anni successivi. Tuttavia, la quasi totale dipendenza nella pesca fa sì che l'economia resti estremamente vulnerabile. I Faroesi sperano di ampliare la loro base economica costruendo nuove strutture per il processo dei prodotti ittici. Il petrolio trovato vicino alle Fær Øer dà una speranza per l'esistenza di giacimenti nell'area circostante, che potrebbero garantire una sicura prosperità economica.
Dal 2000, sono stati promossi nelle Isole la tecnologia dell'informazione e alcuni progetti economici per attrarre nuovi investimenti. Il risultato di questi progetti non è ancora noto, ma si spera possa portare una migliore economia di mercato nelle Fær Øer.
Le Fær Øer hanno una bassa percentuale di disoccupazione, ma questo non è necessariamente segno di una riconversione economica, dal momento che giovani e studenti si spostano in Danimarca e in altri paesi una volta terminata la scuola dell'obbligo. Rimane nelle Isole una fascia di popolazione di età medio-alta, che non ha gli strumenti e le conoscenze per espandere l'utilizzo delle tecnologie moderne nelle Fær Øer.
Si segnalano alcune esperienze positive nell'utilizzo delle energie rinnovabili (in particolare, fornita dal moto ondoso), la cui quota ammonta al 45% del totale del consumo energetico dell'arcipelago

La caccia ai cetacei
La caccia ai globicefali, o Grindadráp, è sia un'attività economica sia una tradizione per i faroesi. La maggior parte di essi la considera parte della propria cultura e non condivide le tesi di chi ne chiede l'abolizione. Voci critiche però contestano la sostanza e la modalità con cui ha luogo la mattanza e sono molteplici le iniziative a tutela dei cetacei. In particolare è criticata la tradizionale cruenta caccia che avviene all'inizio di ogni estate, in cui un migliaio di globicefali, specie di cetacei chiamati anche balena pilota e balena dalle pinne lunghe vengono spinti in prossimità delle spiagge e uccise con ami, lame e funi. Nonostante la rilevanza del fenomeno rispetto ai soli 50000 abitanti delle Fær Øer, i pescatori faroesi ostacolano l'accesso dei media per evitare maggiori critiche che comprometterebbero il turismo nelle isole.

Sull'isola Vágar è attivo l'omonimo aeroporto, da cui partono voli per diverse destinazioni in Danimarca e in Europa, mentre dal porto di Tórshavn ci sono collegamenti regolari con nave-traghetto per Norvegia e Danimarca.
A causa del territorio roccioso e scosceso delle Fær Øer, per lungo tempo il suo sistema di trasporti non è stato tanto esteso quanto quello di altri Paesi. Questa situazione è cambiata, e oggi le infrastrutture sono state sviluppate estensivamente. Circa l'80% della popolazione nelle isole è connessa da tunnel che passano al di sotto delle acque, da ponti e da argini che collegano le tre isole più grandi nel nord-est, mentre le altre due maggiori isole a sud sono connesse alla concentrazione urbana settentrionale con moderni e veloci traghetti.
In particolare il tunnel Norðoyatunnilin, lungo 6300 metri sotto lo stretto del Leirvíksfjørður, che collega la città di Klaksvík sull'isola di Borðoy con la città di Leirvík sull'isola di Eysturoy ha velocizzato i collegamenti all'interno delle isole.
Ci sono buone strade che collegano ogni villaggio nelle isole, eccetto sette piccole isole dove sorge un solo villaggio che sono comunque collegate con navette che le raggiungono almeno due volte al giorno. A oggi altri tunnel sono in progettazione per migliorare ulteriormente un già ottimo ed efficiente sistema stradale.

La maggior parte della popolazione è di etnia faroese, di origini scandinave e celtiche.
Il feringio è parlato da tutti e quasi tutti parlano anche il danese. Pressoché tutta la popolazione parla correntemente l'inglese, insegnato nelle scuole fin dall'età di cinque anni. Tra le altre lingue in genere si insegnano danese e norvegese.
La popolazione è distribuita sulla maggior parte del paese; solo recentemente si è avuto un significativo aumento dell'urbanizzazione. Le isole inoltre possiedono il tasso di fertilità più alto di tutta l'Europa, con 2,6 figli per coppia contro la media europea di 1,3.
L'industrializzazione è stata significativamente decentralizzata; il paese ha quindi potuto mantenere in modo significativo la propria cultura contadina. I villaggi dotati di strutture portuali insufficienti non hanno potuto beneficiare pienamente della conversione dall'agricoltura all'economia basata sulla pesca, e nelle zone agricole più periferiche restano solo pochi giovani. Queste zone, come Fugloy, Svínoy, Mykines, Skúvoy e Stóra Dímun, che hanno pessime reti di comunicazione col resto del paese, non possono sempre essere raggiunte a causa del cattivo tempo. Nei decenni trascorsi, la struttura sociale organizzata sulla base dei villaggi è stata sottoposta a notevoli pressioni, mentre vi è stata una crescita dei "centri" che possono offrire le merci e i servizi richiesti dalle periferie. I negozi e i centri di servizio sono dunque stati spostati dai villaggi verso i centri urbanizzati.
A dispetto di quanto potrebbe apparire, la popolazione faroese è moderna e dinamica; l'uso delle carte di credito è ovunque diffuso (persino in tutti i taxi), così come quello di internet. Qui si vengono a integrare moderno e antico, cultura e natura, la splendida natura di queste isole che da sempre ha ispirato artisti locali e non.
Il crimine è ridotto ai minimi termini, si conta solo qualche incidente dovuto all'alcool. Le case in genere sono lasciate aperte poiché i ladri sono praticamente inesistenti.

Missioni low-cost nell'atmosfera: 150 euro

In assenza di fondi pubblici tre ingegneri aerospaziali hanno progettato un pallone e una capsula per lo studio dei venti e per avvicinare la gente alle stelle. Prezzo: 150 euro.

di Andrea Pasqualetto

Obiettivo: studio dei venti, delle temperature. Lo scopo? «Analizzare l’atmosfera, avvicinare la gente allo spazio». Costo del lancio: 150 euro. Eccola la missione spaziale fai da te, la più economica del mondo. L’hanno inventata tre ingegneri della Sener, il colosso spagnolo che sviluppa progetti milionari per l’Agenzia spaziale europea (Esa). Lorenzo Tarabini, quarantatreenne emiliano dal duemila all’estero, prima come ricercatore all’Università di Monaco e poi come ingegnere della Sener, è uno dei tre: «Volevamo realizzare qualcosa di accessibile a tutti, soprattutto alle nostre tasche, non avendo fondi pubblici a disposizione, soprattutto in questo periodo. E così ci siamo messi a progettare una tecnologia semplice che ci consenta di fare missioni importanti e divertenti al tempo stesso».

Qualche esempio? «Nella stratosfera abbiamo fotografato i pupazzetti dei bambini della scuola con i loro nomi, riprendendoli con l’ovale scuro della terra sullo sfondo. Un successo pazzesco. Poi l’aspetto scientifico: il profilo dei venti che cambia in funzione della quota, il jet stream , la tropopausa». Non è una malattia, sono le autostrade dei venti.

Il pallone e la capsula
Ma vediamo in pratica cosa fanno questi tre colleghi ingegneri che amano le stelle. La fase preparatoria è preso detta. Usano un pallone di aeromodellismo, una sorta di piccola mongolfiera del costo di 40 euro. Lo riempiono di gas elio, 100 euro, e ci legano una capsula di polistirolo che creano appositamente, 2 euro. Nella capsula c’è il cuore elettronico della missione, due piccoli computer, un monitor, quattro macchine fotografiche, due antenne. Tutto collegato a terra via radio. Il computer manda le foto quasi in tempo reale. «Quelle piccole arrivano in cinque minuti. Quelle ad alta risoluzione le recuperiamo dalla telecamera, quando torna a terra con la capsula». Il pallone, che prima del lancio ha un diametro di un metro e mezzo, quando sale aumenta di dimensioni a causa della pressione. Raggiunti i sei metri esplode nella stratosfera. Nel frattempo ha scattato centinaia di foto e fatto vari video. Dopo l’esplosione, la capsula precipita a terra. «Con una paracadute e un sistema di gps che ci consente l’individuazione. L’ultima, la settimana scorsa, l’abbiamo ritrovata a 250 chilometri». Erano nel deserto spagnolo della Mancha, vicino a Madrid, la loro Cape Canaveral, una rampa di lancio mobile e decisamente semplice.

Serve un’autorizzazione dell’Enav per evitare che i palloni incrocino gli aerei . «Bisogna chiederla 45 giorni prima del lancio».

Vigilessa mangia carne alla festa del PD e muore

E’ morta a 47 anni, Sandra Mariani, una vigilessa di Empoli. Si è sentita male dopo aver cenato alla festa del Pd di Follonica in provincia di Grosseto. Ora la Procura ha iscritto nel registro degli indagati il segretario del Partito democratico, Gesuè Domenico Ariganello, responsabile della sagra. Secondo l’autopsia – come riporta Il Tirreno – avvenuta nei giorni scorsi il decesso è avvenuto per una specie di intossicazione, in particolare le indagini si stanno concentrando su un piatto di carne, probabilmente una salsiccia.

La signora Mariani era assieme ai suoi familiari a cena, il 16 agosto scorso, alla festa del Partito Democratico, quando, per cause ancora da accertare, si è sentita male come tutti i commensali.

sabato 29 agosto 2015

I manager di Expo sono incensurati?

"Di cosa ci sia dietro Expo, di quali imprese edili siano state coinvolte e tutto il resto si è detto e scritto mille volte. E probabilmente gli scandali usciranno anche dopo la fine della manifestazione. Intanto, però, leggo dall'Espresso http://espresso.repubblica.it/archivio/2015/08/27/news/il-manager-piu-pagato-di-expo-2015-e-un-condannato-per-bancarotta-1.226488 un'altra chicca gustosissima: il manager più pagato dell'Expo ha alle spalle una condanna definitiva per bancarotta fraudolenta, ma non lo aveva dichiarato alla società milanese, che lo ha comunque riconfermato. Galli è stato condannato in tutti i gradi di giudizio per la bancarotta della società Digitalia del gruppo Cameli-Gerolimich. La sentenza è diventata definitiva nel 2005 con il verdetto finale della Cassazione. Nel curriculum presentato a Expo, il manager ha dichiarato di aver lavorato tra il 1987 e il 1992 come «assistente dell'amministratore delegato del gruppo Gerolimich», senza però parlare della condanna. La sentenza definitiva risulta cancellata anche dall'archivio informatico della Cassazione, in data imprecisata, come può accadere su richiesta degli interessati. La condanna del manager è stata però scoperta dall'Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, che ha informato la società Expo e segnalato il caso anche alla Procura di Milano. A quel punto il commissario e amministratore delegato di Expo, Giuseppe Sala, ha potuto esaminare la sentenza e, dopo aver chiesto chiarimenti a Galli, ha deciso di riconfermargli la sua fiducia. Così, tanto per gradire..."

Donne: a 40 anni comincia una nuova vita

Gli specialisti affermano che a 40 anni le donne sperimentano una seconda adolescenza


L'attività di pre- menopausa è vista per lo più come una sorta di “fine delle feste”, come se fosse arrivato l’ultimo ballo prima di chiudere le danze. In realtà, sta solo cominciando una nuova musica ricca di sfumature e emozioni nuove, condita dalla consapevolezza di voler raggiungere nuovi obiettivi.

“All’età di 40 anni – spiega la psicoterapeuta Olga Córdoba a El Mundo – le donne acquistano fiducia in se stesse e generalmente hanno raggiunto una stabilità emotiva e personale importante”.

I 40 anni per una donne possono diventare un nuovo inizio, dopo anni dedicati ai bambini ancora in tenera età, all’esigenza di affermarsi nel mondo del lavoro, ai primi anni di stabilizzazione del matrimoni. Una “primavera femminile” dove le donne hanno più tempo per fare esercizio fisico, o yoga, o per curare la linea.

Inoltre, nell’immaginario sessuale collettivo le donne “mature” occupano i primi posti in classifica. Sono le cosiddette “milfs”, donne non più giovanissime che sono diventate un’icona sessuale per uomini di ogni età. Un termine che la maggior parte delle volte appare scomodo, ma che rivela il profondo interesse che suscitano le 40enni.

Un sondaggio condotto da Lovehoney l’anno scorso da ha rilevato che il 77 % pensa che la sua vita sessuale è migliorata dopo i 40 anni, e l’80% ha confessato anche di essere più “innovatrice”di quando aveva 20 anni.

Uno studio realizzato da SexPlace ha confermato inoltre che le donne tra i 37 e i 45 anni non solo hanno più fantasie sessuale rispetto al periodo di vita fra i 18 e i 26 anni, ma anche che fanno sesso più frequentemente. Insomma, come parlare di crisi delle donne 40enni?

Snowden: Bin Laden è ancora vivo e risiede alle Bahamas pagato dalla CIA

L'ultima bomba dell'ex collaboratore della NSA: "Riceve 100.000 mila dollari al mese e conduce una vita lussuosa"

 Bin Laden è ancora vivo e risiede alle Bahamas. A dirlo è l’ex collaboratore della NSA Edward Snowden, già fonte di molte altre inchieste sulle attività di spionaggio dell’agenzia federale americana, che in un'intervista al Moscow Tribune ha detto di avere informazioni che confermano che il terrorista non sarebbe morto, come annunciato dalle autorità americane, nel 2011.

Secondo Snowden, non solo Bin Laden è ancora vivo, ma ha uno stile di vita sontuoso alle Bahamas, grazie a pagamenti regolari della CIA.

"Ho documenti che dimostrano che Bin Laden è ancora sul libro paga della CIA", afferma Edward Snowden. "Lui continua a ricevere più di $ 100.000 al mese, che vengono trasferiti attraverso alcune aziende direttamente sul suo conto in banca di Nassau. Io non sono certo dove si trova ora, ma nel 2013, viveva tranquillamente nella sua villa con cinque delle sue mogli e molti figli. "

Snowden afferma inoltre che la Cia orchestrò la finta morte dell'ex leader di Al Qaeda, mentre veniva effettivamente trasportato con la sua famiglia in una località segreta alle Bahamas.

'Calimero' Sassoon: diffamato da M5S, Grillo e Casaleggio non mi hanno difeso anzi Grillo è un troll confuso

Quella che segue è l'intervista rilasciata da Enrico Sassoon a Carlo Tecce del Fatto Quotidiano, il 'povero' Sasson si lamenta di essere stato perseguitato e diffamato dal Movimento 5 Stelle sostenendo che Grillo si comporta da troll confuso e che Casaleggio non lo ha difeso non si capisce bene da chi o da che cosa.... forse dal 'complottismo' da cui lui, poverino, non sapeva difendersi....

Il genio, uomo vicino alla confindustria americana, sostiene inoltre che internet è pericoloso e non è democratico, anzi può essere un attentato alla democrazia..

Mister 'araldica complessa' aggiunge inoltre che lui mai avrebbe voluto fare politica con M5S... e ci mancherebbe...


L'Einstein della confindustria chiude dicendo che in Casaleggio vi è mancanza di organizzazione e che non ha un pensiero strutturato e che Grillo è un troll che dice cose che non gli appartengono...

Ha parlato il novello Niels Bohr ... anche che la famiglia Sassoon vanta diversi premi Nobel tra le sue fila?


di Carlo Tecce

L'ex socio dell'imprenditore informatico racconta la genesi della collaborazione con il comico genovese: "Credo che il blog fosse un'idea di Casaleggio, Grillo non ha speso un euro". E parla della polemica dei troll: "La denuncia di Grillo è curiosa: ha fatto esattamente quello che lamenta ora"


Dodici anni in società con Gianroberto Casaleggio, un profilo internazionale, un’araldica complessa, scrittura e relazioni, economia e Internet, poi Enrico Sassoon ha scritto una lettera, lo scorso settembre, per sigillare proprio quei dodici anni. E in poche righe, pubblicate in evidenza sul Corriere della Sera, si è liberato di quelle ricostruzioni su complotti, massoneria, servizi segreti che – dice – l’hanno perseguitato. Non adora parlare ai giornalisti. Ci riceve in una sala riunioni costellata di oggetti elettronici antichi e moderni, che un neofita vedrebbe bene in un museo. Riflette su ogni sillaba e la registra anche.

Quando ha incontrato Casaleggio?
Ci siamo conosciuti nel 2000, quando sono entrato a far parte del Cda di Webegg come consigliere indipendente. Quando nel 2004 Casaleggio fonda la sua società di consulenza e strategie di rete (che cura il sito di Grillo), mi propone di acquisire una quota e io entro come socio di minoranza con il 10%. In quell’epoca ero l’ad di American chamber of commerce. Ho lasciato la Casaleggio Associati perché c’erano fazioni in rete, esterne e interne al Movimento, che mi diffamavano. Né Grillo né Casaleggio mi hanno difeso. Sono stato costretto a lasciare pur non avendo mai scelto di fare politica con il M5S. Non mi ha colpito la rete, ma persone che hanno trovato la mia figura professionale poca consona al Movimento.

Come può un sito attirare milioni di visite che diventano milioni di voti?
Perché Grillo ha toccato corde di carattere sociale e politico che hanno persuaso un numero crescente di persone. Credo che il blog sia un’idea di Casaleggio, penso che Grillo non sapesse proprio nulla di Internet quando gli fu proposto. Casaleggio ha notato il successo di Grillo che faceva spettacoli con una componente di critica sociale e politica molto aggressiva. Ha pensato che potesse essere utile sfruttarlo e inserire Internet, le connessioni immediate, negli spettacoli in maniera tale che potesse far vedere le cose di cui parlava, ricordo ad esempio la vicenda Telecom. Hanno usato molto la famosa mappa del potere, elaborata da Casaleggio e Associati, che dimostrava come poche persone controllano molti Cda.

È stato anche un affare economico?
È convenuto per un breve periodo di tempo. Che io sappia, Grillo non ha mai pagato niente, non ha speso un euro, ma ha dato in concessione la vendita di dvd e libri. Pubblicità? Non ho idea. La Casaleggio ha un passivo non drammatico per una società che non supera 1,5 milioni di fatturato. Pura fantasia che la Casaleggio Associati abbia costruito un impero con quel fatturato.

Otto anni governando la rete, ora Grillo segnala “gruppi pagati per gettare fango”, i troll.
Mi sembra strano che si lamenti di interventi in rete di cui lui è stato il primo esempio. Come leggo nei commenti al blog, quelli più seguiti e votati, la maggior parte sono molto critici con la sua denuncia. La presa di posizione di Grillo è oggettivamente molto curiosa: lui ha fatto esattamente quello che lamenta in questo momento, e solo perché è rivolto contro di lui…

Ma Internet è davvero sinonimo di trasparenza?
La rete è uno strumento come il telefono o come la televisione, ma ha barriere di accesso più basse. La rete non significa democrazia, se usata male può anche significare attentato alla democrazia. Chi vuole identificare la rete come democrazia, e si immagina un popolo della rete, dice cose sostanzialmente sbagliate. La rete è lo strumento più potente per fare politica, nessuno, però, la usa in maniera sistematica come loro.

venerdì 28 agosto 2015

Torino: il paziente Andrea Soldi è stato ammazzato

"Andrea Soldi era un paziente psichiatrico di Torino. Nel suo quartiere era noto in quanto era un omone di 45 anni e 120 chili di peso, malato da anni di schizofrenia, che stazionava sulle panchine di una piazza torinese, senza dare fastidio a nessuno, tant'è che era chiamato il "gigante buono". Ad inizio agosto viene richiesto dai familiari un TSO (trattamento sanitario obbligatorio), in quanto Andrea non prendeva più le medicine prescritte e non era più seguito dal servizio psichiatrico dell'ASL TO2. Il 5 agosto si presenta sul posto una pattuglia di vigili urbani, specializzata in TSO, e lo psichiatra Carlo Della Porta. Da protocollo comunale del 2008, il TSO dovrebbe essere sempre fatto in maniera dolce, convincendo il paziente, salvo reazioni violente dello stesso. Le misure coercitive dovrebbero essere messe in atto solo per permettere allo psichiatria di intervenire con dei sedativi. Invece le testimonianze di chi ha assistito a questo TSO raccontano di un intervento invasivo, a fronte di un paziente non violento: una forte stretta intorno al collo, poi sollevamento e ammanettamento e caricamento sulla barella a pancia in giù, mentre Andrea in difficoltà respiratoria, diventa prima "grigio" con la lingua penzoloni, poi ha delle scosse alle gambe, si urina addosso e smette di muoversi (qui http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2015/08/andrea-soldi-e-stato-ammazzato.html le fonti).
Pare che Andrea Soldi sia morto in ambulanza nel tragitto verso l'ospedale più vicino (10 minuti), e nessuno gli abbia prestato soccorso. Lo psichiatra responsabile del procedimento (che si dichiara "addolorato") è rimasto nella sua autovettura. Il personale del 118 preoccupato della situazione prova ad intervenire, ma gli viene impedito e se ne lamenta con la centrale operativa.
Nei giorni successivi parte l'indagine del pm Guariniello che iscrive nel registro degli indagati per omicidio colposo lo psichiatra Della Porta e i tre vigili urbani. Viene richiesta un'autopsia che conferma la morte per strangolamento e asfissia, anche se ovviamente la difesa si oppone, citando una fantomatica "scarica di adrenalina in un paziente ipersensibile". Chiediamo ovviamente che venga fatta giustizia di questo omicidio: non si può morire così, in Italia, nel 2015, impunemente. Analizzando il dato politico, stupisce la reazione dell'Assessore alla Sanità, Saitta, che sembra cadere dal pero sul funzionamento del TSO in Regione Piemonte. Come al solito, in Italia, ci si muove solo dopo la tragedia. E' partita un'ispezione ministeriale che parla di gravi carenze regionali, di scarsa formazione del personale.