domenica 4 dicembre 2016

Un proyecto sobre harina de plátano liderado por la ULL presenta sus primeros resultados en La Palma

La Casa de la Cultura del Ayuntamiento de Los Llanos de Aridane acogió recientemente la presentación de los resultados preliminares del proyecto "Valorización de los residuos orgánicos de empaquetados de plátano como ingredientes de alto valor nutricional para la alimentación humana”, promovido conjuntamente por la Universidad de La Laguna, el Instituto Canario de investigaciones Agrarias (ICIA) y la Cooperativa Platanera de Canarias (COPLACA).

Durante el encuentro se dio a conocer el proyecto y sus primeros resultados a través de tres breves exposiciones a cargo de Ana Piedra Buena, del Departamento de de Ciencias de la Navegación, Ingeniería Marítima, Agraria e Hidráulica de la ULL; José Oramas, jefe del Departamento de Calidad de COPLACA; y David Montesdeoca, de la Asociación de Celíacos en La Palma.

El proyecto financiado por la Fundación Cajacanarias se inició en enero de este año y finalizará en diciembre de 2015. Su objetivo es utilizar la fruta verde no comercializable de los empaquetados de plátanos como materia prima para la elaboración in situ de harina para consumo humano. Esto supone una alternativa de gestión para este tipo de residuos orgánicos, a la vez que valorizaría esta fruta a través de su aprovechamiento en alimentación.

José Oramas destacó el interés de su organización en la búsqueda de alternativas para gestionar y valorizar la fruta no comercializable a través de su industrialización. Ana Piedra Buena expuso los objetivos, desarrollo y primeros resultados de este proyecto, resaltando la importancia de aunar esfuerzos de los diferentes centros de investigación con el sector productivo y la sociedad.

La harina de plátano, que se consume habitualmente en otras regiones productoras, es especialmente interesante para la población celíaca (unas 20.000 personas diagnosticadas en Canarias), pues carece de gluten, y para los diabéticos, puesto que posee un bajo índice glucémico.

Why does $500 trillion rich Rothschilds are not on Forbes richest people list?

Cory A. Martin:

 It has to do with two key issues: dilution/distribution and private wealth.

Private:

Rothschilds do not hold their wealth in public companies (otherwise it would be rather simple to calculate a rough idea of how much money is actually held throughout the family. With no requirement to disclose key financial metrics like revenue and profit, the best we can do is guesstimate the growth and current status of their wealth

Distribution/Dilution:

The Rothschild's money is now in several families and companies, across the globe. It would take an immense amount of time and effort to truly figure out where it all disseminated to and how much is where. Although theoretically possible, there is no real value gain by knowing where it's at and how much is there.

Some families like the Rockefellers are a bit easier because the money is also 'newer' and hasn't had the ability to really grow and escape down dozens and dozens of family lines.


Sanjay k. Singh:

 Some members of both Rothschild and Rockefeller family are listed on Forbes Billionaires as of today. Since the stock values fluctuates everyday, they tend to go up and down the billionaires list.

Currently (as of Dec 2015), there are 2 Rothschild listed on Forbes Billionaires list.

#1036 Jeff Rothschild $1.8B
#1122 Benjamin de Rothschild $1.7B

A Parigi una nuova legge permette a tutti di piantare un giardino urbano

A Parigi una proposta di legge incentiva tutti i cittadini a trasformarsi in giardinieri e a piantare, manutenendolo poi, il proprio giardino urbano in strade, aiuole, cortili, ma anche tetti e facciate verticali. Qualsiasi superficie della città potrà essere vegetalizzata, seguendo le linee guida dell’Amministrazione, allo scopo di introdurre sul suolo urbano 100 ettari di spazio verde entro il 2020.



Questo è l’obiettivo che il sindaco Anne Hidalgo ha posto come sfida raggiungibile nei prossimi anni, sottolineando che saranno le istituzioni parigine a fornire un kit di prima implementazione del giardino a tutti gli abitanti che ne facciano richiesta.

Un terzo degli ettari in questione saranno dedicati, da progetto, all’agricoltura urbana, spronando i cittadini verso la creazione di orti condivisi, ma anche pensili, in relazione ai permessi che saranno elargiti dalle amministrazioni stesse.

Le piante, stando alle linee guida del progetto, dovranno essere coltivate senza l’utilizzo di pesticidi, promuovendo la biodiversità locale e i giardini dovranno essere progettati in un’ottica di miglioramento estetico della città. 

Researchers Have Found That Plants Know They Are Being Eaten and They Don’t Appreciate it

Vegetarians and vegans pay heed: New research shows plants know when they're being eaten. And they don't like it.

That plants possess an intelligence is not new knowledge, but according to Modern Farmer, a new study from the University of Missouri shows plants can sense when they are being eaten and send out defense mechanisms to try to stop it from happening.

The study was carried out on thale cress, or Arabidopsis as it's known scientifically, which is closely related to broccoli, kale, mustard greens, and other siblings of the brassica family and is popular for science experiments. It is commonly used in experiments because it was the first plant to have its genome sequenced, and scientists are intimately familiar with how it works.

Going forward with the question of whether a plant knows it's being eaten, the University of Missouri researchers first took a precise audio recording of the vibrations a caterpillar makes as it eats the thale cress leaves, with the working theory that plants could feel or hear the vibrations in some way.

The researchers controlled the experiment by coming up with other vibrations that simulated other natural vibrations like wind noise that the plant might encounter.

The results? According to Modern Farmer, the thale cress produces mustard oils that are mildly toxic when eaten and sends them throughout its leaves to try to keep the predators away. The research also revealed that when the plants felt or heard "munching vibrations" from the caterpillar, they sent out extra mustard oils. But the plants didn't react when other vibrations were present.

sabato 3 dicembre 2016

ANDATE A VOTARE QUEL CAZZO di NO, non fidatevi dei sondaggi: pericolo brogli estero

Il 4 dicembre si vota il referendum confermativo sulla riforma della Costituzione che modifica 49 articoli della Costituzione riformando il Senato e il Titolo V relativo alla disciplina delle Regioni




Gli italiani domenica alle urne troveranno una scheda elettorale su cui sarà riportato il quesito sottoposto a referendum e due caselle su cui tracciare una croce sul "sì" oppure sul "no" per approvare o bocciare il referendum confermativo sulla Riforma costituzionale approvata con una maggioranza inferiore ai due terzi del Parlamento. 

Per il referendum confermativo non è richiesto il quorum di validità, quindi a prescindere dal numero di partecipanti, vincerà l’opzione (Sì o No) che ha ottenuto la maggioranza dei voti


I seggi saranno aperti per quasi tutto l’arco della giornata. Infatti si può votare per il referendum sulla riforma costituzionale dalle 7:00 alle 23:00 di domenica 4 dicembre.


 su Rai 1 Porta a Porta andrà in onda alle 22:50 con lo speciale “Italia al voto Sì e No”, che durerà fino alle 2:00 di notte. A partire dalle 22:30, invece, Matrix andrà in onda su Canale 5 con lo “Speciale Referendum”.




BROGLI DEL CICISBEO DELLA BOSCHI SUL VOTO ESTERO?

venerdì 2 dicembre 2016

BOOKMAKER INGLESI SICURI: PREMIER SCONFITTO AL 77%

I bookmakers britannici per una volta sembrano d`accordo con i sondaggisti italiani. Anche per gli scommettitori d`Oltremanica l`esito del del voto del 4 dicembre sembra essere chiaro: vincerà il No e la riforma costituzionale voluta dal governo guidato da Matteo Renzi sarà bocciata.




Almeno stando alle quote pubblicate da Ladbrokes e SkyBet, due delle maggiori aziende inglesi di betting, ci sono pochi dubbi: la vittoria del No è offerta 2/7, ovvero puntando 7 euro se ne vincono appe- na 2. Fatti i conti, significa che alla vittoria del No è associata una probabilità del 73%. La vittoria del Sì invece è quotata 5/2: puntando 20 Euro se ne vincono 50, pari a una probabilità del 27%.




giovedì 1 dicembre 2016

Vittorio Sgarbi contro il macellaio Hermann Nitsch

Continuano a montare rabbia e polemiche per la mostra di Hermann Nitsch, che si terrà ai cantieri culturali della Zisa di Palermo dal 10 luglio al 20 settembre. La rassegna dal titolo Das Orgien Mysterien Theater è già stata censurata in Messico e in molti hanno firmato una petizione per cancellarne ogni traccia anche dal capoluogo siciliano. L'artista austriaco, molto quotato in diverse parti del mondo, pratica l’uso sacrificale di animali già destinati alla macellazione facendo riferimento ai culti precristiani ispirati ai miti greci.

Una dura presa di posizione contro Hermann Nitsch porta la firma di Vittorio Sgarbi: "La sua non è arte, i palermitani fanno bene a ribellarsi", si legge su Repubblica. Il critico aggiunge:

Guai a censurare la mostra, altrimenti si ottiene l'effetto contrario, si fa il loro gioco. Ci sono artisti che hanno campato decenni con la censura. Che ne hanno fatto la loro cifra. La mostra va fatta. Tanto, diciamolo chiaro, non credo ci andrà qualcuno.

NOvara in vantaggio sul SIena! IL 4/12 CHIUDE IL CAMPIONATO: NOvara va A +8 sul SIena

Mancano pochi giorni alla fine del campionato ed il testa a testa tra NOvara e SIena entra nella fase clou. Con grande impegno ed abnegazione, lavoro e qualità, il 18 novembre, il NOvara si era portato a + 8 sul SIena salvo poi accusare una flessione nella settimana successiva a quella data.



Infatti la supercampagna acquisti del presidente del SIena aveva riportato i toscani a soli 5 punti. Giocatori come Mass Media, Gior Naloni, Bonus Quaelà, Marc Hette, End Orsement solo per citarne alcuni avevano rosicchiato parte del vantaggio. Così, al grido di “Buf Alè, Buf Alè, Buf Alè” l’aggancio ed il successivo sorpasso del SIena sembrava imminente.




Ma ecco che l’orgoglio del NOvara, guidato dai soliti fedelissimi Enza Coer, Ver Ità, Del Paese Bene e dal Capitano Dem Ocrazia ha incredibilmente ribaltato di nuovo tutto.

Così oggi, 30 novembre 2016, il NOvara è di nuovo ad 8 punti di vantaggio sul SIena.

lunedì 28 novembre 2016

Auto elettriche: anche in Austria 4000€ a chi le compra

Come in Germania, fino a 4.000 euro di bonus per chi compra un’auto a batteria. Agevolazioni anche per le ibride plug-in e per chi installa una colonnina a casa


Dopo la Germania, anche l’Austria ha varato un piano di incentivi a sostegno della mobilità elettrica. Il bonus massimo approvato a Vienna è di 4.000 euro, esattamente lo stesso importo al quale aveva dato il via libera poco prima dell’estate anche il governo di Berlino.  

Obiettivo 16.000 veicoli elettrici, a idrogeno, ibridi plug-in  
Investimenti e obiettivi sono diversi: la Germania ha stanziato 1,2 miliardi di euro, quasi la metà dei quali a carico dei costruttori, con l’obiettivo di raggiungere almeno quota 500.000 veicoli elettrificati entro il 2020. L’Austria si è limitata a 72 milioni e punta a 16.000 veicoli elettrici, a idrogeno (l’austriaca Magna è impegnata nello sviluppo di questa tecnologia ed ha esibito un prototipo al Salone di Hannover) e ibridi plug-in. Gli incentivi valgono sia per i privati sia per le imprese e sono equamente divisi tra i ministeri dei Trasporti, dell’ambiente e gli importatori.  

Fino a 4.000 euro di bonus per le auto elettriche  
Nel dettaglio, i modelli a zero emissioni (elettrici o a idrogeno) beneficiano di 4.000 euro (3.000 per le aziende), mentre quelli ibridi plug-in di 1.500, fino a un totale massimo di 48 milioni. Cinque milioni sono espressamente riservati alle due ruote a batterie e ai veicoli commerciali leggeri elettrici. 
I restanti 19 milioni serviranno per il potenziamento della rete di ricarica pubblica, di quella rapida in particolare: ciascuna colonnina realizzata a partire dal 2017 verrà incentivata con 10.000 euro.
 I privati che optassero per l’installazione di una Wallbox ottengono altri 200 euro. Le auto elettrificate di distingueranno da una specifico segnale di riconoscimento. 

Rothschild Family's Net Worth Explained

The Rothschild Family
The Rothschilds are a prominent family, originally from Germany that established banking and finance houses in Europe beginning in the 18th century. Pioneers in providing capital for business, financing infrastructural projects such as railways and the Suez Canal, the Rothschilds molded the way the international world of high finance works today.



 Throughout the 19th and 20th centuries their very name was synonymous with endless wealth and extravagant lifestyles. It is also believed the Rothschild family, also known rather grandly as "The House of Rothschild," is believed to be the wealthiest family in the history of the world. According to some estimates, the Rothschild net worth is worth more than $350 billion when each member's personal fortunes is combined.

The Rothschild Empire had its genesis during the 1760s when Mayer Amschel Rothschild (1744-1812) founded a banking business in his native Frankfurt, in the German duchy of Hesse.
Over time and with the help of Mayer Rothschild's five sons, the family business expanded throughout several European countries. During 1815 and 1914, the Rothschilds controlled the world’s largest bank. Fast forward to more than two centuries, the Rothschild name is still synonymous with wealth and influence. In a 2005 issue of Forbes magazine, Mayer Rothschild ranked seventh on a list of the twenty most influential businessmen of all time. Here is an overview of how the Rothschilds became the world’s wealthiest family.

Mayer Rothschild

REFERENDUM: BOOKMAKERS, AUMENTANO LE PROBABILITÀ DI VITTORIA DEL NO

Aumentano le probabilità di vittoria del NO:ad oggi puntando 1 euro sulla vittoria del NO al referendum del prossimo 4 dicembre si vincono 1,29 euro.



 Al contrario azzardando sulla più improbabile vittoria del Sì, puntando 1 euro se ne vincono 3,50.

Anche i bookmakers, come i sondaggi, parlano chiaro: il NO è nettamente favorito.


M5S Roma: da settembre 2017 menù vegan nelle mense scolastiche

Dal primo settembre 2017 per i piccoli alunni pasti ricchi di frutta, verdure e cereali. Il presidente della commissione Ambiente Diaco: «È già stato fatto a Torino dalla Appendino, come previsto dalle nostre linee programmatiche»



Dal settembre 2017 sulle tavole delle mense scolastiche i piccoli studenti di Roma troveranno anche menù vegani, vegetariani, bio e a chilometro zero. La proposta, elaborata dal M5S, sarà inserita nelle linee guida del nuovo capitolato d’appalto delle mense scolastiche del Campidoglio, ed è stata annunciata mercoledì in una seduta congiunta delle commissioni capitoline Ambiente e Scuola. I menù, ovviamente, non saranno solo composti da frutta e verdura ma realizzati, «in maniera più equilibrata verso il vegetariano, con l’aumento di frutta, verdura e cereali». E la carne? «Non verrà assolutamente tolta dai menù».

Gli organizzatori
Per supportare la novità, i presidenti M5S delle due commissioni, Daniele Diaco (Ambiente) e Maria Teresa Zotta (Scuola), hanno invitato un gran numero di esperti: dallo chef vegano al biologo nutrizionista, al pediatra Maurizio Conte fino al vegan blogger Claudio Moretti. Insieme a loro anche la responsabile del Coordinamento genitori democratici, Susanna Crostella. Presente in commissione anche Cinzia Padolecchia, direttrice del dipartimento Servizi educativi scolastici, Famiglia e infanzia di Roma Capitale.

Roma come Torino
L’obiettivo, ha spiegato Diaco, «è quello di dare un’indirizzo verso una sostenibilità anche attraverso l’alimentazione, ricorrendo a menù che non contengano prodotti di origine animale, con un apporto di alimenti vegetariani importanti, per una volta a settimana. Lo stesso progetto, ha sottolineato Diaco, «è già stato fatto a Torino dalla sindaca Appendino e a Roma vogliamo riproporre la stessa cosa, come prevedono le nostre linee programmatiche». Con in più «l’uso di materiali compostabili all’interno delle mense scolastiche e la raccolta differenziata dei rifiuti umidi».

Bando mense in scadenza, nel nuovo compresi anche i nidi
L’appalto in essere sulle mense scolastiche, ha spiegato la direttrice del dipartimento Servizi educativi scolastici del Comune «scade il 30 giugno 2017 e dobbiamo subito predisporre il nuovo bando, che andrà in vigore dal primo settembre 2017 - spiega Padolecchia - È stata già predisposta una bozza di memoria di giunta con le linee guida del nuovo capitolato: la gara odierna va dalle scuole d’infanzia a quelle primarie e secondarie ma non comprende gli asili nido, che invece saranno inseriti con il prossimo bando».

2016: Mantova è la provincia italiana in cui si vive meglio

Dopo cinque anni di dominio, Trento non è più la provincia italiana in cui si vive meglio, sostituita dalla neoeletta Mantova. La città lombarda vince la medaglia d’oro nella classifica di ItaliaOggi - Università La Sapienza, che ogni anno stila l’elenco dei comuni italiani in base alla qualità della vita.



Trento, quindi, scende di un gradino. La segue sul podio una new entry, Belluno, che l’anno scorso si trovava in ottava posizione. Nella top ten anche Pordenone (che passa da terza a quarta), Siena, Parma, Udine (tutte e tre in salita), Bolzano (declassata da seconda a ottava), Vicenza e Lecco.

Plants Respond to Leaf Vibrations Caused by Insects’ Chewing, MU Study Finds

Story Contact(s):
Jeff Sossamon, sossamonj@missouri.edu, 573-882-3346

COLUMBIA, Mo. – Previous studies have suggested that plant growth can be influenced by sound and that plants respond to wind and touch. Now, researchers at the University of Missouri, in a collaboration that brings together audio and chemical analysis, have determined that plants respond to the sounds that caterpillars make when eating plants and that the plants respond with more defenses.

domenica 27 novembre 2016

Roma: dov'è LAMBRENEDETTO? Grillo cade in una buca lasciata dal PD

Le buche nelle strade di Roma colpiscono ancora. Questa volta a farne le spese è stato Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle, che durante il corteo dei pentastellati per il no al referendum è scivolato su un tratto di via Ostiense evidentemente dissestato ed è caduto per terra. Il comico genovese dopo essersi rimesso in piedi ha scherzato: «Chi è stato? C’è qualche infiltrato? Ste c... di buche! Le buche nelle strade le vogliamo mettere a posto? Chi è che le deve mettere a posto?»


Nella città a guida 5 Stelle la domanda, seppur ironica, tira in ballo la sindaca Virginia Raggi. Che, infatti, interpellata dai cronisti nel corso della stessa manifestazione, risponde: «Ci sono gli appalti che abbiamo avviato e i tempi necessari. Bisognerebbe capire perché» sulle strade dissestate «non sono intervenuti prima».

venerdì 25 novembre 2016

Vaccini: Lorenzin vuole pericolosi effetti collaterali in tutte le regioni

All’indomani del varo della legge dell’Emilia Romagna che introduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per i bambini che frequentano gli asili nido, anche altre Regioni mostrano l’intenzione di seguire l’esempio emiliano ed il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, afferma che i «i tempi sono maturi» perché ciò accada. Lo stesso premier Matteo Renzi, su twitter, ha lodato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per l’iniziativa.

«I tempi sono maturi perché l’esempio dell’Emilia Romagna sia seguito anche da altre Regioni - ha detto Lorenzin -. Penso che la decisione dell’Emilia sia stata coraggiosa e giusta, a fronte di un calo vaccinale dei dati della Regione molto preoccupante, sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie sia quelle facoltative».

SONDAGGI: VOCI DAL CONCLAVE, NO-rberto AL 55%, SI-mplicio AL 45%!

“Secondo quanto riportato dai nostri amici di RN, il saggio Pio Poli ha interpellato un campione di ben 100 cardinali intenzionati a esprimersi il 4 dicembre. Sapendo che i favorevoli alle modifiche sono devoti a San Simplicio e i contrari a San Norberto, ecco come si ripartiscono i cardinali.



San Norberto 55
San Simplicio 45

Voci dal Conclave: il voto sulla riforma del Concilio Ecumenico Fiorentino

(YouTrend.it)”



Ancora sondaggi! Corse cavalli ippodromo e vendita auto!
“La vittoria sembra essere sempre la stessa e con il risultato analogo ovvero  il cavallo Assemblage Hétéroclite al 55%  e Truie Blessee al 45% . Praticamente uguale o quasi a quello delle vendita dell’auto!

A Torino l'elisir dell’eterna giovinezza: FRUTTARISMO 3M e Carpotecnia Sostenibile

Non avranno ancora trovato l’elisir d’eterna giovinezza, ma ci si avvicinano i 282 progetti di ricerca arrivati da oltre 800 studiosi di tutta Italia, con 29 atenei rappresentati, sul tema dell’«ageing», l’avanzare dell’età. «Abbiamo messo in piedi il più grande centro di ricerca del Paese per l’invecchiamento sano e attivo. Corrisponde alle dimensioni di un ateneo di media grandezza», spiega Germano Paini, responsabile di #HackUnito for Ageing, la maratona lanciata dall’Università di Torino - e di cui «La Stampa» è media partner - per creare una piattaforma di progetti di ricerca.




Come intervenire sulla qualità del sonno per restare giovani, individuare i cibi che combattono la demenza, studiare le scelte di vita e la fuga non dei cervelli ma dei pensionati che vanno a vivere alle Canarie. Sono alcuni dei progetti per prodotti e servizi disponibili sulla piattaforma, che è anche un censimento di studi. Molti atenei portano avanti ricerche sul tema e la sfida è che facciano massa critica, coordinando sforzi e competenze. Tra oggi e domani più di 100 progetti si presentano al Campus Einaudi per cercare sinergie e presentarsi a imprese e investitori.

Established 2008: The Global Forum on Modern Direct Democracy Process

The first Global Forum on Modern Direct Democracy took place in September 2008 in Aarau/Switzerland, gathering professionals and activists from politics, academia, media, civil society, business, and administration who are working or interested in active citizenship and participatory democracy.

Since then the Global Forum has become the premier worlwide meeting place for a growing community interested in democratizing democracy, with Forums in Seoul (2009), San Francisco (2010), Montevideo (2012) and Tunis (2015).

Scandalo Emilia-Romagna: il PD obbliga i bambini ai PERICOLOSI effetti collaterali dei vacini, con l'homeschooling non si rischia

Adesso è legge, ed è la prima varata da una Regione italiana: per poter frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna i bambini dovranno essere vaccinati. Lo prevede il progetto di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia della Giunta regionale, approvato dall’Assemblea legislativa. Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso ai servizi «l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente», e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B.

Una tutela per i più esposti a rischio contagi

«La nostra legge è a tutela della salute pubblica - ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi». Con questa misura, per Bonaccini, si apre la strada perché anche altre regioni seguano l’esempio. La legge è stata approvata con 27 voti favorevoli (Pd), 5 no (M5s) e 10 astenuti (Sel, Ln, Fdi, Fi). L’articolo 6, quello che introduce l’obbligatorietà dei vaccini, è stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi; contrario il M5s, astenuta la Ln. 

Global Forum sulla democrazia diretta 2015 a Tunisi

Il Global Forum on Modern Direct Democracy che si è tenuto a Tunisi è stato un successo. Decine di appassionati, esperti, rappresentanti politici e di organizzazioni internazionali hanno partecipato ai lavori per rafforzare e costruire nuovi legami di una rete globale basata sulla collaborazione e sullo scambio di best practice.



 Il promotore dell’iniziatiava, il presidente di IRI Europe Bruno Kaufmann, ha individuato il fine che il forum persegue con poche e semplici parole: trovare soluzioni per includere i cittadini nei processi decisionali perché non non è più possibile avere un governo per i cittadini, dobbiamo invece tendere a un governo dei cittadini


Global Forum on Modern Direct Democracy 2017 a TORINO

Roma, 24 nov. (AdnKronos) - "Il Movimento oggi ha quasi il 30%, ma nel 2013 abbiamo ottenuto il 25% dei voti a livello nazionale. Queste sono alcune cose che siamo riusciti a fare usando la Rete, sovvertendo le strategie dei partiti tradizionali. In 5 anni siamo passati da 0 a 8.700.000 voti". E' questo uno dei passaggi dell'intervento che Davide Casaleggio ha fatto a San Sebastian il 19 novembre, al Global Forum on Modern Direct Democracy che l'anno prossimo verrà ospitato a Torino, città amministrata dal M5S.



GLOBAL FORUM ON MODERN DIRECT DEMOCRACY 2016 in SPAGNA a San Sebastian

Active citizens and participatory governments are fundamental features of every modern democracy. When it comes to addressing major global challenges -- from education to welfare, migration and climate change -- social movements and local governments serve as the practical rescue teams for fundamental rights and freedoms enshrined in the concept of people power: transparency, accountability, delegation and participation.


More information: www.2016globalforum.com

Direct democracy is the solution not the problem: 2016 Global Forum on Direct Democracy in San Sebastán

Are the social media a threat for democracy? A panel of experts from the US, Sweden and Germany, led by swissinfo.ch's deputy editor in chief Reto Gysi (second from right), discuss the issue at the 2016 Global Forum on Direct Democracy in San Sebastán
(swissinfo.ch)



Meeting in San Sebastián last week, experts from more than 30 countries discussed ways to fend off attacks against participatory democracy. An international conference in Spain’s Basque Country provided some answers both in a local and global context.
Set against a series of ballot box upsets – notably in the United States, Britain and Colombia – activists, state representatives and academics exchanged ideas about granting citizens a direct say in political decisions.

lunedì 21 novembre 2016

Come ottenere il codice ISBN x pubblicare libri

Per aderire al sistema di codifica ISBN è necessario compilare l’apposito form web di adesione contenente i dati anagrafici dell’editore e del marchio editoriale per il quale si richiede l’attribuzione del prefisso editore o i dati anagrafici dell'autore in caso di richiesta di codici singoli per l'authorpublishing.

Una volta verificati i dati, l’Agenzia invierà, all’indirizzo e-mail indicato sul form web di adesione, le credenziali di accesso all’area riservata del sito dell’Agenzia da cui sarà possibile effettuare la richiesta dei servizi compilando il form web di richiesta che comparirà automaticamente in seguito all’accesso.

Dopo un massimo di 15 giorni lavorativi dalla richiesta  i codici saranno disponibili nell'Area Riservata di questo sito, accessibile con le credenziali assegnate e comunicate dall'Agenzia in seguito all'adesione.

Livorno: Nogarin vara la moneta complementare Tallero

Un sistema di sconti basato su una una banconota finta chiamata "tallero", quella che il sindaco cinquestelle di Livorno Filippo Nogarin chiama "moneta complementare". E' l'iniziativa dei commercianti di piazza XX Settembre a Livorno presentata oggi in collaborazione con il Comune. L'idea nasce dalle teorie sulle monete "alternative" all'euro, anche se poi nell'applicazione è più banalmente un meccanismo di sconto non molto diverso dalle tessere fedeltà. I "talleri" saranno distribuiti gratuitamente, a partire da domenica. Chi li presenterà in uno dei 20 negozi della zona dove un tempo c'era il mercato americano avrà diritto ad una riduzione del prezzo, stabilita dal commerciante. La media sarà del 10%, ma teoricamente si può arrivare anche al 30%, su certi prodotti e in certe giornate. Se un articolo costa, ad esempio 100 euro e il titolare del negozio ha deciso di offrire uno sconto del 10%, il cittadino che consegnerà 10 talleri pagherà 90 euro.

Nel nord dell’Iraq il Kurdistan costruisce la sua indipendenza

I curdi per la prima volta hanno un vero esercito. Lungo i villaggi tolti all’Isis nasce la nuova frontiera

Le nuove frontiere sono riconosciute dai trattati di pace. Ma vengono costruite in tempo di guerra. Mentre la battaglia di Mosul entra nel secondo mese, i bulldozer dei peshmerga curdi lavorano a pieno ritmo fra Bartella e Tall Kayf, lungo un arco a circa venti chilometri di distanza dalla roccaforte dell’Isis. Costruiscono un terrapieno alto tre-quattro metri e, a ridosso, una nuova strada che porta direttamente alle cittadine appena liberate. Una «circonvallazione» che una volta finita la guerra potrà collegare Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno, ai territori curdi più a Ovest. Ma potrà segnare anche la nuova frontiera di un Kurdistan indipendente.

Il terrapieno e la strada sono «provvisori» e servono a proteggere, ufficialmente, le truppe curde a guardia del territorio riconquistato dai colpi di mano dell’Isis. Il provvisorio, però, in Iraq diventa spesso definitivo. E per i curdi la distruzione dello Stato islamico rappresenta un’occasione storica. Esattamente come la caduta di Saddam Hussein. Allora, nel 2003, i peshmerga erano entrati anche a Mosul, assieme alle avanguardie della 101a divisione americana. Oggi, in base agli accordi con Baghdad, i curdi non hanno mire dirette su Mosul.

Tra Bashiqa e Kirkuk

La prossima crisi arriverà dalle banche italiane: parola di Eisman

L’ispiratore de “La grande scommessa”, il finanziere di Wall Street Steve Eisman vede nero sull’Europa. E punta il dito sui crediti deteriorati in pancia ai nostri istituti. “Se fossero valutati correttamente il loro capitale sarebbe spazzato via”

Era tra i pochi, nel 2007, ad aver previsto tutto. Steve Eisman aveva intuito che i mutui «subprime» - i prestiti concessi con scarse garanzie e poi «impacchettati» in rischiosi prodotti finanziari - avrebbero incrinato l’economia americana e quindi affossato Wall Street. Così non solo era rimasto al riparo dagli effetti nefasti della grande crisi, ma aveva scommesso contro le banche che si erano riempite di tali nefandezze che le agenzie di rating, comunque, classificavano come sicurissime: tripla A, il massimo della valutazione.

Guadagnò una fortuna al punto che la sua storia fu ispirazione per un libro e un successivo film premio Oscar dal titolo «La grande scommessa», traduzione italiana per «The big short», il grande scoperto, letteralmente. Ora ci risiamo. In un articolo apparso su «The Guardian», Eisman torna alla carica. Ma questa volta nel mirino mette il Vecchio Continente. 

domenica 20 novembre 2016

Senato: Lello CiampoLillo vs 'pianisti' che votano per gli altri senatori

Senato, schiaffi, insulti e querele a causa dei “pianisti” fra M5S e Gal


Volano gli schiaffi al Senato fra i parlamentari di Gal, Gruppo Grandi Autonomie e Libertà e i colleghi del Movimento 5 Stelle. Ma, poiché i panni sporchi si lavano in famiglia, la  zuffa è stata tenuta per ore riservata ed è poi emersa necessariamente quando uno dei contendenti, il senatore M5S Alfonso “Lello” Ciampolillo, ha deciso di passare alla querela.

giovedì 17 novembre 2016

Fruttarismo MDA: CONCLUSIONE della cena con PLATANO col FRULLATONE doppio

Una cena fruttariana in impostazione alimentare MDA o MMA quando NON si utilizza il platano oppure alu-kesel prevede la FONDAMENTALE chiusura della suddetta cena con il consumo da una a tre banane medio-grandi per tutti i motivi spiegati nel famoso testo scientifico 'Specie Umana: Progetto 3M' a cominciare dal consentire l'unica ottimale digestione specialmente di proteine e grassi fino alla presenza dei fitocomplessi glucidici (zuccheri semplici circondati dal relativo fitocomplesso) adatti sia ad un sonno ristoratore sia ad una grande energia mattutina del giorno successivo


Invece la cena fruttariana in impostazione alimentare MDA o MMA quando SI utilizza il PLATANO oppure ALU-KESEL (da NON mischiare tra loro) fresco o sfarinato (per fresco si intende il platano intero maturo o acerbo e per sfarinato si intende semplicemente il pacchetto di farina fatto in casa o acquistato) prevede le FONDAMENTALI seguenti regole nutrizionali (oltre all'ESSENZIALE sequenza generale che prevede l'inizio cena con MELONE e poi grande quantità di INSALATONA con frutta grassa e ortaggio che deve portare la quantità di CRUDO a costutuire almeno il 50% della cena stessa):

1) massimo DUE portate con ricette SALATE di platano o alu-kesel (di cui un PRIMO ad es. spaghetti, pizza, lasagna, riso, paella, couscous etc. ed un SECONDO ad es. polpette al sugo, burger, bistecca impanata, tacos o riso col jackfruit etc.)

2) massimo UNA portata con ricetta DOLCE di platano o alu-kesel (ad es. tiramisù, crêpe, torta, waffel, strudel, cialde, dolce al cioccolato etc.)

3) siccome il platano e l'alu-kesel sono acidificanti è IMPORTANTE usare un impasto (fresco o sfarinato) con almeno il 50% di rispettivamente ZUCCA Mantovana fresca (la miglior zucca detta anche Delica) o farina di ZUCCA (reperibile in internet ad esempio su tibiona.it o producibile in casa essiccando, frullando e poi macinando la zucca) affinchè la ricetta risulti sostenibile in termini di alcalinità (PH).
Nella ricetta DOLCE la percentuale di ZUCCA Mantovana nell'impasto col platano o alu-kesel va portata ad un minimo del 60% per il maggiore bilanciamento alcalino del ph richiesto dalla minor presenza di frutta alcalinizzante quale frutta ortaggio e frutta grassa
Al fine di legare (ed alcalinizzare ulteriormente) l'impasto va usata l'okra fresca frullata (in particolare per fare la mozzarella fruttariana la ricetta è la seguente: frullare avocado hass, olio denocciolato, okra fresca e sale, rispetto alla maionese fruttariana aumentare il sale dato che il sapore dell'okra è molto neutro)

4) allo stesso scopo di alcalinizzazione nella ricetta salata a base di platano o alu-kesel va usata il più possibile sia la frutta grassa (in particolare l'avocado CRUDO che fa da formaggio quando spezzettato e fa la famosa mozzarella carpotecnica quando frullato con gli ingredenti sopradetti, in particolare anche olive denocciolate di vari tipi e olio denocciolato a crudo da versare alla fine) che la frutta ortaggio, in particolare la ZUCCA mantovana cotta oltre ai classici zucchine, passata di pomodoro, pomodorini freschi etc.

5) la CHIUSURA DELLA CENA col platano o alu-kesel cotto va fatta NECESSARIAMENTE con DUE  bicchieroni di FRULLATO di MELA, MELONE ed un TERZO frutto tra i più gustosi quali ad esempio kako, mango ben maturo, albicocca, pesca, cherimoya (annona), fragole etc. 

Quanto sopra poichè i fitocomplessi degli zuccheri SEMPLICI presenti nella suddetta frutta dolce sono gli UNICI nutrienti che consentono la digestione ottimale oltre che di proteine e grassi anche degli zuccheri complessi e cioè dell'amido (che è formato da catene di molecole di glucosio).
2 bicchieroni è la quantità MINIMA per la digestione della suddetta tipologia di cena

Il frullato NON può in alcuna occasione essere sostituito dal molto più blando centrifugato, estratto, succo o simili in quanto in questi ultimi sono state eliminate TUTTE le fibre che sono INDISPENSABILI per il fondamentale contributo alla corretta scissione ed assorbimento dei macronutrienti (proteine, grassi, amido e analoghi)

Fruttemberg MULTIVERSITA' 3M - Detox MMA: sabato 26 agosto / venerdi 1 settembre 2017

VACANZA meravigliosa in riva al lago Trasimeno nella rigogliosa natura intorno alla Locanda del Galluzzo (Umbria) per 6 notti/7 giorni allietati dall'ALTA CUCINA CARPOTECNICA di Cosmo fruttariano 3M che ha reso famosi i Fruttemberg con stupenda PISCINA dove essere baciati dal sole


Con la Straordinaria Partecipazione della FAMOSA MASTERCHEF CARPOTECNICA la Fruttariana Silvia Aliprandi di Cosmo Fruttariano 3M notissima in tutto il web per le sue straordinarie ricette di Alta Carpotecnia, la gustosissima cucina del futuro


Nello staff del Fruttemberg 3M avremo la straordinaria partecipazione della Simpatica Conduttrice Modella Indossatrice Attrice Interprete Cuoca Cameriera detta The Body ovvero Virginia Balestra


L'OFFERTA MIGLIORE x l'intero soggiorno di 6 notti/7 giorni x 1 persona è nell'APPARTAMENTO quadruplo a 2 livelli, comprendente le Conferenze della Multiversità 3M (in ampia sala con vetrata panoramica con vista lago) + Pensione Fruttariana Detox MMA (con la famosa Alta Cucina Carpotecnica) + Alloggio (con doppia uscita su grande prato verde attrezzato) + Utilizzo Diurno e Notturno della Piscina Panoramica e portandosi lenzuola/sacco a pelo e asciugamani il prezzo totale x la singola persona si riduce a solo 330 €


Sarà con noi lo scatenato Prince bianco, Maestro di Disco Degrado, la musica allo stato puro ovvero Christian detto il Principe famoso per le sue interpretazioni di 'apri e chiudi la credenza', 'Tutto a posto a Ferragosto', 'Il camino di Gino lo Spazzino' e la sua parodia ovvero 'Il cammino di Gigi D'Agostino'





La grande novità di questo Fruttemberg è il lancio della prima Università del futuro: la MULTIVERSITA' 3M ovvero l'università multi-disciplinare comparata della specie umana


La seconda grande novità è che finalmente su grande richiesta unitamente alle conferenze scientifiche avremo il MASSIMO LIVELLO di DISINTOSSICAZIONE primario, la detox MMA che conferisce il più profondo BENESSERE senza effetti collaterali negativi 

mercoledì 16 novembre 2016

Rosso è buono: così il cervello sceglie i cibi

Il cervello umano è attratto dai cibi colorati di rosso, mentre diffida di quelli verdi: attraverso questo meccanismo ancestrale, sviluppato ancora prima della scoperta del fuoco, ci guida quotidianamente nelle scelte alimentari, spingendoci a selezionare i cibi considerati più calorici. Lo hanno scoperto i neuroscienziati della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, grazie a uno studio, pubblicato su Scientific Reports, che potrebbe avere importanti ricadute sia sul marketing che sulla lotta ai disturbi alimentari e all'obesità.



Il colore spia delle calorie
''Nei cibi naturali, non processati, il colore è un buon predittore dell'apporto calorico'', spiega Francesco Foroni, ricercatore della Sissa e primo autore dello studio.

giovedì 20 ottobre 2016

Bolzano: tre volte i morti causati dall’alcol rispetto al resto d’Italia: occhio al “binge drinking”

È un fenomeno presente da un po’, ma non tutti lo conoscono. Purtroppo sono spesso i più giovani a provarlo, anche se l’attività di contrasto sta portando i primi frutti



Gli addetti ai lavori lo chiamano «binge drinking». È nato in Nord Europa, ma presto si è diffuso anche da noi (sebbene non con gli eccessi inglesi). La pratica non è salutare: persone, molto spesso giovani e altrettanto spesso astemie o quasi, si riempiono di alcol in una sera, trangugiando qualunque cosa abbia una gradazione. Statisticamente viene definito “binge drinker” chiunque abbia bevuto anche solo una volta in un anno più di sei bicchieri in una sera e in Italia è un fenomeno che monitoriamo dal 2003.

I suoi effetti sono devastanti. Tanto quelli a breve termine (incidenti stradali) quanto quelli a lungo termine (sindromi psicotiche, epatopatie). L’Ue cerca di contrastarlo con l’Action plan on youth drinking and on heavy episodic drinking. Sebbene i dati sull’alcolismo siano in costante calo, infatti, il binge drinking resta un fenomeno da tenere costantemente sotto controllo. 

Secondo l’ultimo rapporto Istisan (2016) la fascia di età più colpita è quella tra i 18 e i 24 anni dove la percentuale di consumatori binge drinking è del 21% per i maschi e al 7,6% per le femmine. Salta agli occhi che la prevalenza maschile è netta in tutte le fasce di età, tranne in quella tra gli 11 e i 15 anni (quando in teoria sarebbe addirittura vietato avvicinarsi all’alcol).

Salute: ecco perché la mela rossa è un antitumorale

I polifenoli del frutto ostacolano la replicazione ed espressione del DNA nelle cellule cancerose


Che la mela rossa sia un concentrato di antiossidanti utili alla salute è noto e da qualche tempo si sa che alcune molecole del frutto hanno anche proprietà antitumorali. Oggi, grazie a una nuova ricerca, è stato scoperto in che modo queste sostanze importanti agiscono sulle cellule malate. A firmare la scoperta, su Scientific Reports, è stato un gruppo di ricerca coordinato dall'Istituto di scienze dell'alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr) in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell'Università di Salerno.


"Da diversi anni è riportato in letteratura che il succo di mela ha effetti di prevenzione sul cancro al colon retto, ma non è chiaro il meccanismo molecolare, ossia il modo in cui i polifenoli presenti nel succo operano in funzione antitumorale", spiega Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr e tra gli autori del lavoro. "Noi - spiega - abbiamo studiato per la prima volta in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche proteine della cellula". Insomma, è stato svelato il 'segreto' nascosto all'interno di uno dei frutti più amati.


I ricercatori hanno analizzato tre tipi di mela - Annurca, Red Delicious, Golden Delicious - per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti. I polifenoli della mela ostacolano in particolare la replicazione ed espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon, impedendo loro di duplicarsi e di far crescere la massa tumorale. Inoltre, spiega ancora Facchiano, "abbiamo scoperto che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati. L'ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi, è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci".

Probably the best Player": il giocatore di calcetto più forte d'Italia

È iniziato “Probably The Best Player”, il torneo di Carlsberg per cercare il best player d’Italia in collaborazione con Fubles.com, la community di riferimento per gli amanti del calcio giocato, che consente di organizzare partite di calcetto su tutto il territorio italiano e che ad oggi vanta oltre 500.000 utenti registrati. A sole due settimana dall’apertura del torneo sono più di 9.000 gli iscritti all’iniziativa con circa 1.200 partite giocate, un successo che grida a gran voce la proverbiale passione italiana per lo sport nazionale ma anche la voglia di dimostrare a tutti di essere davvero Probably the best player.

In palio per il vincitore del Torneo organizzato da Carlsberg e Fubles.com due biglietti per la finale di UEFA Euro 2016.

Il torneo è diviso in 4 aree geografiche (Nord-est, Nord-ovest, Centro, Sud e Isole).
Per partecipare alla prima fase è sufficiente registrarsi e giocare almeno una partita tra il 15 febbraio e il 15 aprile.

La seconda fase è composta da 4 semifinali, una per ogni area.
Per accedere alla seconda fase bisogna essere tra i migliori della propria area per numero di MoM (“Man of the Match”) ottenuti, divisi in due classifiche (portieri e giocatori).

I migliori delle semifinali si sfideranno nella finale nazionale, che il 4 giugno eleggerà il primo Probably Best Player d’Italia.

Perché Milano è la capitale italiana delle start up

Il Financial Times incorona il capoluogo lombardo come principale hub italiano per l’innovazione: ecco i numeri dietro al successo


Se il Financial Times incorona Milano capitale delle start up in Italia, forse qualcosa è davvero cambiato nel modo di fare business nel nostro Paese. In un articolo pubblicato a fine giugno, il quotidiano inglese ha definito la città di Expo 2015 il più grande hub per le imprese innovative. I motivi elencati sono la presenza di un’importante università come la Bocconi, che offre un master in Finance tra i primi dieci al mondo, la disponibilità economica e finanziaria, una normativa più flessibile e la capacità della città di fare imprenditoria.  

Lo stilista Giorgio Armani, Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, e Federico Marchetti, Amministratore delegato di Yoox, sono i nomi citati dal Financial Times come esempio del successo made in Milano. I dati della Camera di Commercio confermano il quadro dipinto da uno dei più autorevoli giornali economici in circolazione. Con una popolazione di 1.2 milioni di abitanti e un capitale investito nel 2014 pari a 133 milioni di euro, il capoluogo lombardo vanta 802 start up sulle 1.183 presenti in tutta la regione, che equivalgono al 14,8% sulle 5.439 registrate in Italia. Un po’ meno del doppio di Roma che si ferma al secondo posto con 475 imprese innovative e quasi il triplo di Torino al terzo posto a quota 273. La parte del leone è fatta dal settore servizi: più di 600 start up milanesi sono nel campo delle telecomunicazioni, dei software, della consulenza informatica e dell’assistenza sanitaria.  

IMPRENDITORIA 2.0  
«Milano è come Londra e New York. C’è lo stesso ecosistema, la stessa voglia di fare: le banche sono più disponibili a erogare prestiti, i media sono sensibili al tema, i professionisti sono disposti ad ascoltare nuove proposte mentre gli imprenditori si moltiplicano». Carlalberto Guglielminotti, Ceo di Electro Power Systems, una società attiva nelle energie rinnovabili quotata alla Borsa francese, vede nella gestione pragmatica, innovativa della città il motivo del suo grande sviluppo negli ultimi cinque anni. «Nel 2010 non si sapeva nemmeno cosa fosse il venture capital (quel tipo di attività finanziaria rivolta al finanziamento di un’attività appena nata e dall’alto potenziale di sviluppo, ndr).  

Grazie alla legge sugli incentivi fiscali del governo Monti e alla semplificazione delle procedure burocratiche voluta da Matteo Renzi con il Decreto Crescita 2.0, Milano ha potuto beneficiare delle competenze e dalla creatività di tanti giovani che invece di voler fare i dirigenti in un’azienda preferiscono essere imprenditori di qualcosa di proprio». In Eps questa tendenza all’auto-imprenditoria viene coltivata direttamente, perché i dottorandi del Politecnico interessati e selezionati dall’azienda possono svolgere il loro Phd dentro la società di Guglielminotti. «Il passo successivo è allargare il modello di Milano a tutto il sistema Paese così che l’Italia non viaggi più a due velocità», conclude l’Amministratore delegato di Electro Power Systems.  

UN GIOCO DA RAGAZZI  
«Perché Milano? Primo perché abbiamo fatto tutti l’università in questa città e poi perché Milano ha sempre dimostrato di essere un terreno fertile per l’innovazione». Di terreni, di campi da calcio per la precisione, Giuseppe De Giorgi e soci ne sanno parecchio. Sono loro ad aver ideato nel 2007 Fubles, la prima piattaforma di Social Sport Sharing italiana. «Quando sono arrivato a Milano da Lecce non sapevo dove poter giocare a calcio quindi con i miei amici ho pensato: perché non creare qualcosa che permetta di organizzare e gestire le partite risparmiando tempo? ».  

Quando Fubles è diventata una Srl, De Giorgi e soci hanno sentito che la città e gli investitori erano interessati a questa novità. Nel marzo del 2011 hanno ottenuto la prima tranche di investimenti da parte di alcuni brand.

Crescono ancora vegetariani e vegani: quasi il 10% della popolazione

Italiani amanti dell'alimentazione verde. Secondo il Rapporto Italia 2016 dell'Eurispes, infatti, crescono ancora vegetariani e vegani che nel 2015 rappresentano l'8% della popolazione. In particolare, il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano e il loro numero è in lieve aumento: infatti negli ultimi tre anni la quota di vegetariani in Italia è dapprima diminuito (passando dal 6,5% del 2014 al 5,7% del 2015), poi aumentato di quasi 2 punti percentuali nel 2016.

La novità è rappresentata dalla percentuale di vegani che, pur essendo una minoranza della popolazione, appariva in forte calo solo un anno fa (dallo 0,6% del 2014 allo 0,2% del 2015), nel 2016 raggiunge l’1%. Sommando le due pratiche, dunque, si può affermare che l’8% degli italiani segue una dieta esclusivamente 'verde'.


La maggior parte di chi ha risposto di essere vegetariano o vegano è mosso da ragioni che hanno a che fare con la salute e il benessere: il 46,7%.

La vegana M5S Chiara Giacosa vice presidente del consiglio comunale di Torino

La Torino versione Cinquestelle comincia, per davvero con la prima seduta del Consiglio comunale. Gremita la sala rossa: spolverino bianco come pantaloni e maglia nera, la neo sindaca si accomoda sul suo scranno un quarto d’ora dopo le 15, ora della convocazione, mentre i consiglieri sono ancora alle prese con il disbrigo delle pratiche burocratiche. Presenti in sala i candidati sindaco sconfitti, l’uscente Piero Fassino, Alberto Morando e Osvaldo Napoli. All’appello hanno risposto 40 consiglieri comunali. Dopo aver dichiarato aperta la seduta è stato suonato l’inno di Mameli, seguito da un breve applauso.

IL GIURAMENTO

«Giuro di osservare lealmente la costituzione italiana». Con questa formula di rito la sindaca ha prestato giuramento, aprendo il primo Consiglio comunale a guida pentastellata. L’ordine del giorno prevede l’elezione delle cariche istituzionali. A presiedere il Consiglio comunale per i prossimi cinque anni sarà Fabio Versaci, 29 anni, uno dei 24 eletti del Movimento 5 Stelle, ex consigliere nella circoscrizione 7.  

Non è bastata la prima votazione: l’esponente M5s è stato votato da 25 consiglieri su 41, non sufficienti a raggiungere i due terzi necessari. Alla seconda votazione Versaci ha ottenuto nuovamente 25 voti, risultando eletto con la maggioranza dei 41 consiglieri. Avrà, come da regolamento, due vice, uno «di maggioranza» e uno «di opposizione». E poiché la maggioranza è un monocolore Cinquestelle uno dei vice di Versaci sarà la grillina Chiara Giacosa.

M5S Daniele Diaco, presidente commissione Ambiente di Roma: aboliremo le botticelle (carrozze coi cavalli schiavi)

Roma, 18 ottobre 2016 - "Le botticelle, viste come antica tradizione romana, erano i mezzi che trasportavano le botti ed altri generi alimentari nella città di Roma. Oggi sono utilizzate per il trasporto dei turisti in una città dotata, nei percorsi abituali in cui sono sfruttati questi equini, da mezzi pubblici collettivi o privati ed anche meno costosi. Questo anacronistico mezzo di trasporto è causa di sofferenza per questi animali, che sono costretti a trainare anche oltre 800 chili di peso. Non bastano le limitazioni nel servizio delle botticelle, imposte grazie all'intervento di numerose associazioni animaliste, a scongiurare ai cavalli malori ed anche morti durante il servizio". Lo scrive su Facebook il presidente della commissione Ambiente di Roma Capitale, Daniele Diaco.

"In merito alle 'nuove stalle' costruite a Villa Borghese, queste sono state uno spreco dei soldi dei cittadini, non sono idonee ad essere adibite a stalle, pertanto cercheremo per questi locali un utilizzo alternativo. Noi come Movimento 5 Stelle ribadiamo la nostra volontà, diretta alla dismissione delle botticelle, uno dei punti fermi del nostro programma su Roma.

Farsi i muscoli: tante ripetizioni sono più salutari dei pesi più elevati

Secondo una ricerca canadese nel body-building il sollevamento di modesta entità ma reiterato più volte è decisamente più benefico

Chi frequenta le palestre lo sa bene. Chi riesce a sollevare più chili è quello meglio allenato e con muscoli più potenti. Ma siamo sicuri sia così salutare? Una ricerca da poco pubblicata sulle pagine della rivista Journal of Applied Physiology, opera dei ricercatori canadesi della McMaster University, sembrerebbe affermare il contrario: non sono tanto i chili sollevati quanto le ripetizioni ad allenare meglio i muscoli. 

Per arrivare al curioso risultato gli esperti hanno studiato un campione di sportivi già esperti di sollevamento pesi e li hanno divisi in due gruppi.

 Al primo hanno chiesto di svolgere 20-25 ripetizioni di sollevamento di pesi di modesta entità, al secondo 8-12 ripetizioni di sollevamento di pesi molto più grandi. 

Dopo 12 settimane di allenamento i ricercatori hanno calcolato l’aumento di massa muscolare degli atleti utilizzando vari esami e prelievi di sangue. L’aumento di massa e forza muscolare è risultato del tutto identico tra i due gruppi, sia che si sollevino pesi piccolini, sia che si sollevino pesanti piatti.

A pareggiare le cose -spiega Stuart Phillips, uno degli autori dello studio- è la fatica: serviranno più ripetizioni dell’esercizio con i pesi piccoli ma quando la fatica arriva il risultato è identico.

 «La regola è fare tante ripetizioni di sollevamento con pesi piccolini fino a raggiungere il “punto di fatica”.

Una Torino M5S a misura di vegano

Il Comune: “Non obblighiamo nessuno. Ma studiano la domenica senza carne”

La giunta della sindaca Appendino vuole promuovere la cultura vegana e il rispetto degli animali

Stefania Giannuzzi, assessore all’Ambiente e alla tutela degli animali della giunta Appendino, mette subito le mani avanti: «Non vogliamo imporre a nessuno una dieta vegana o vegetariana». Certo è che nel programma di governo della sindaca Chiara Appendino si annuncia la volontà di promuovere «la dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale» come «atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali attraverso interventi di sensibilizzazione sul territorio».

«Il nostro ragionamento parte una valutazione a 360 gradi sulle misure necessarie per rendere sostenibile dal punto di vista ambientale e della salute la nostra città».

LE INIZIATIVE

Adesso resta da capire come sarà articolata questa attività di promozione. Giannuzzi sottolinea che il lavoro di programmazione è appena iniziato e che non ha «intenzione di decidere da sola» ma attraverso il coinvolgimento delle diverse associazioni operanti in città».

Dal suo punto di vista si potrebbe studiare la riproposizione del Veg-festival ma anche momenti simbolici sul modello delle domeniche ecologiche, «cioè una giornata dove si invitano i cittadini a non consumare carne spiegando le ragioni di questa scelta ma chiarendo anche che si tratta di una partecipazione assolutamente volontaria e che nulla sarà imposto».

LOTTA ALL’INQUINAMENTO

Nel programma Appendino, così, la promozione della dieta senza carne è inserita tra le diverse azioni per combattere l’inquinamento dell’aria, favorire la riduzione dei rifiuti e degli sprechi alimentari. Che cosa c’entra la dieta vegana o vegetariana? «Noi - continua l’assessore Giannuzzi - prendiamo spunto dalle indicazioni dell’Onu e della Fao che mettono in evidenza l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi anche sulla produzione di gas serra». Indicazioni di carattere generale che si sposano con quelle del territorio. Secondo l’assessore, infatti, «Torino, storicamente, è una città molto sensibile con la presenza di una trentina di locali che fanno una ristorazione specificatamente vegetariana e vegana». 


La giunta Appendino, dunque, intende partire da qui per promuovere «diete alimentari ambientalmente sostenibili» ma senza penalizzare gli allevatori. Giannuzzi si dice convinta

CARPOTECNIA: COME USARE IL PLATANO VERDE X LE RICETTE FRUTTARIANE 3M

di Silvia Aliprandi

Il platano verde è un frutto acerbo che una volta cotto e lavorato permette di realizzare cous cous, polpette, ragù, gnocchi, tagliatelle, pizzoccheri, pizza, piadine, tacos.. ricreando analoghi carpotecnici ad alcune delle preparazioni (soprattutto quelle a base di amido cotto) a cui siamo stati abituati.

In quanto frutto è privo delle fitotossine cioè dei metaboliti killer di cui i semi sono pieni dato che le piante per difendere i semi fanno una vera e propria guera chimica preventiva come metodo di dissuasione. Questi veleni servono come deterrente contro i predatori delle piante

E’ un frutto che aiuta a gestire la transizione alimentare verso la dieta MDA ed il fruttarismo SOSTENIBILE 3M nella graduale eliminazione dei cibi aspecifici. Non contiene glutine quindi è adatto anche ai celiaci.

Il platano deve essere acquistato verde, senza macchie nere e parti gialle e se non viene consumato in tempi brevi è necessario conservarlo in frigorifero per evitare che maturi troppo velocemente.


Come procedere:
- Scaldare il forno a 180/200° e metterci il platano a cuocere per circa 30min, fino a quando la buccia diventa completamente nera e inizia a spaccarsi e ad aprirsi (togliere prima di infornare eventuali etichette adesive presenti sulla buccia)


- Togliere dal forno e sbucciare il platano aiutandosi con un coltello incidendone superficialmente la buccia
- Nel caso si voglia preparare il cous cous/paella, tagliare a piccoli pezzetti il platano sbucciato e lasciare che si raffreddi e si asciughi completamente, quindi procedere alla frullatura in un tritatutto, fino a quando si raggiunge la sbriciolatura/sgranatura desiderata. Quindi versare in una ciotola, aggiungere olio evo denocciolato e sale (a discrezione), amalgamare e sgranare bene, con una forchetta o con le mani. Condire a piacimento.





- Nel caso si vogliano preparare gnocchi, pizza, piadine, pasta.. è necessario ottenere una palla come quella che si ottiene con le farine classiche. Quindi, una volta sbucciato il platano appena tolto dal forno (il platano in questo caso non deve raffreddarsi altrimenti non si compatta), viene fatto a rondelle/pezzetti direttamente nel tritatutto e subito frullato fino a quando, dopo essersi sgranato, arriverà a compattarsi in una palla facilmente staccabile dalle pareti del tritatutto e lavorabile a mano senza che si incolli.

Durante la frullatura aggiungere sale e/o olio evo denocciolato in base a ciò che si vuole realizzare, ricalcando indicativamente le procedure classiche a base di farina di cerali.

Se si vuol realizzare ad esempio la pizza, basta stendere la palla con un mattarello fino ad ottenere lo spessore desiderato, farcire a piacere e infornare per 20min c.a. a 200° e oltre. ( è utile fare delle prove con il forno che si utilizza per valutare se è il caso di cuocere preventivamente la base senza condimento per un certo tempo, per poi aggiungere la farcitura e ultimare la cottura). Idem per la piadina, che dovrà essere assai sottile, quindi messa a cuocere per circa un minuto per lato in una padella già ben calda.


una delle ricette migliori è consiste nel cucinare prima una caponata di frutti ortaggio e poi versarla sulla base della pizza prima dell'infornata finale




CNR: la mela rossa è antitumorale e antiossidante

I ricercatori del Cnr hanno scoperto perché il succo di mela abbia capacità antitumorali, e non solo antiossidanti.



Si dice che una mela al giorno possa togliere il medico di torno, ma perché? I ricercatori da tempo hanno dimostrato le capacità antiossidanti della mela, ma un nuovo studio http://www.nature.com/articles/srep32516 , intitolato “A theoretical study on predicted protein targets of apple polyphenols and possible mechanisms of chemoprevention in colorectal cancer” (Studio sul meccanismo anticancerogeno per il colon retto dei polifenoli della mela) e pubblicato su Scientific Reports dagli scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e del Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno dimostrerebbe le proprietà antitumorali delle mele. Come è possibile?

I ricercatori spiegano che la letteratura scientifica in questi ultimi anni è riuscita a dimostrare gli effetti preventivi del succo di mela sul cancro al colon retto grazie ad un meccanismo molecolare che implica il modo in cui i polifenoli agiscono contro il tumore stesso. 

Per la prima volta però gli scienziati italiani sono riusciti a studiare, “in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche proteine della cellula”, spiega Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr e uno degli autori dello studi.

Medici concordi: ”Più sani i bimbi non vaccinati”

“I bambini non vaccinati sono più sani”. A sostenerlo non sono pseudo-guaritori, maghi o fattucchieri. Ma oltre 120 medici che, dopo settimane di dibattiti e polemiche sul tema, escono allo scoperto con una lettera aperta all’Istituto superiore di sanità. Primo firmatario il cardiologo Roberto Gava, membro della ‘Società medicina centrata sulla persona’ di Bologna, appoggiato da oltre una ventina di professionisti emiliano-romagnoli e marchigiani.



Il corposo documento prende le mosse dalle affermazioni del presidente dell’Istituto, il professor Gualtiero Ricciardi, che ha recentemente sostenuto la sicurezza dei vaccini pediatrici: “Su 19 milioni di vaccinazioni ci sono stati soli 5 casi di reazioni gravi, peraltro non mortali”.

Non è esattamente così per i firmatari della missiva che rivelano l’esistenza di “reazioni avverse che ammontano a migliaia di rilievi all’anno”.

I 6 mesi dell'eroico primo ministro del Congo ucciso dallo schifoso governo belga: Patrice Lumunba

In quei sei mesi al potere Lumumba aveva compreso tutto quello che dietro la sua rivoluzione si stava giocando: la libertà di un popolo e gli interessi economici di un altro



« Abbiamo conosciuto il lavoro massacrante, estorto in cambio di salari che non ci permettevano né di mangiare abbastanza per allontanare la fame, né di vestirci né di avere case decenti né di allevare i nostri figli come esseri che ci sono cari. Abbiamo conosciuto le prese in giro, gli insulti, le botte che abbiamo sopportato mattina, mezzogiorno e sera perché siamo neri. Abbiamo visto confiscare le nostre terre in nome di leggi « legittime », che di fatto riconoscono solo le ragioni del più forte. Non dimenticheremo mai i massacri nei quali tanti di noi sono morti, le celle dove erano gettati quanti si rifiutavano di sottomettersi a un regime di oppressione e di sfruttamento ».

Repubblica Democratica del Congo. Una Repubblica democratica nel mezzo dell’Africa nera, e a chiamarla in questo modo non furono i coloni belgi, insediati nel territorio a partire dal 1908, ma fu un uomo, un indigeno di quelli che grazie ai suoi studi ed al suo merito aveva ricevuto da parte dell’arrogante governo belga il titolo di evolué (evoluto): il congolese Patrice Lumumba.

Tuttavia di lui, sopratutto oggi, se ne parla sempre poco. In Italia nel 1961 a divulgare la notizia della sua morte fu il giornale l’Unità, quando migliaia di cittadini manifestarono contro il suo assassinio, e il Senatore del Pci Velio Spano dichiarò:

“Lumumba aveva compreso che, per fare del Congo una nazione libera, era necessario valicare i limiti tribali. In questa politica unitaria e democratica, in questo concetto nuovo per l’immenso paese africano, in questa nuova prospettiva sta la sua grandezza di dirigente: per questo aveva vinto le elezioni, per questo era stato eletto primo ministro, per questo è stato assassinato. Ma la lotta del popolo congolese non è morta con lui: e continuerà fino alla sconfitta dei colonialisti belgi, dei loro complici, dei loro servi”.

Eppure, oggi, di Patrice Lumumba nessuno dice più niente, oggi che quel tragico evento storico deve farci riflettere sul fenomeno delle “primavere arabe”, sul valore dell’intervento umanitario, sulle destabilizzazioni dei governi, sulla possibilità di ogni popolo di autodeterminarsi. Nessuno ne parla più perché Lumumba è un simbolo forte, un simbolo di resistenza ad un sistema che – la Libia e la Siria ce lo stanno dimostrando – esiste ancora. Patrice Lumumba in quegli anni fu il fondatore del MNC (Movimento Nazionale Congolese) che lottava per l’indipendenza del proprio paese contro l’imperialismo europeo. Per questa suo attivismo finì in prigione, ma dopo una serie di conflitti tra i belgi ed i gruppi indipendentisti, finalmente vide realizzato il proprio sogno: il 30 giugno 1960, il Congo si proclamava indipendente e Lumumba ne divenne il primo Ministro.

Ma la storia degli eroi è sempre breve, e se politicamente il Paese poteva sperare nell’indipendenza, di certo non poteva toccare gli interessi economici del Belgio. Tuttavia l’idea di Lumumba non era superficiale, e l’autonomia del Congo doveva dimostrarsi assoluta.  La presa di coscienza dell’oppressione coloniale doveva trasformarsi adesso in sovranità nazionale, e così il primo ministro si concentrò su una politica di africanizzazione del territorio, ovvero anti-secessionismo e anti-imperialismo, con la diminuzione del potere delle tribù e un’ispirazione socialista.

Per dimostrare ancora una volta la propria autonomia aumentò il numero delle truppe governative, tanto che per la paura di perdere il controllo sulle sue risorse minerarie e sui suoi investimenti in Congo il Beglio decise immediatamente di inviare un contingente militare nella regione del Katanga, dove aveva le proprie risorse di oro, uranio e cuoio. L’11 luglio del 1960 Moise Coimbe, una sorta di mercenario legato alle compagnie europee, con l’aiuto dei belgi diede vita ad un movimento secessionista che proclamò di lì a poco l’indipendenza della regione del Katanga.

A questo punto cominciarono i conflitti tra il Congo di Coimbe filo-belga e quello di Lumumba. Anche gli Stati Uniti, per difendere l’ideologia liberale e non dare spago ai movimenti che riteneva pseudo-comunisti, approvò l’intervento “umanitario”- militare dei Belgi contro il governo di Lumumba, ritenuto “una minaccia per la pace e per la sicurezza nel mondo”.

Gli scontri furono violenti , ma i richiami di Lumumba all’Onu non servirono a niente. In un clima caotico il Presidente decise di destituire dall’incarico il primo ministro, ma Lumumba continuò da attivista la sua battaglia. 

Appena il Parlamento, ancora sufficientemente indipendente, volle votare per la sua riammissione vi fu un colpo di Stato da parte di Mobutu Sese Seko.

L’Onu allora, sotto la pressione internazionale dei paesi africani decise di prendere Lumumba sotto la sua protezione. L’ex primo Ministro intimorito decise di fuggire per raggiungere i suoi sostenitori, ma venne bloccato dalle truppe del neo-golpista. Con la sollecitazione dei belgi Lumumba fu in seguito consegnato nella regione del Katanga e  fu fucilato la sera del 17 gennaio 1961 sotto l’ordine di una generale belga.

In quei sei mesi al potere Lumumba aveva compreso tutto quello che dietro la sua rivoluzione si stava giocando: la libertà di un popolo e gli interessi economici di un altro. Scegliendo la prima strada, Lumumba divenne uno dei simboli dell’anti-imperialismo in tutto il continente. Lo stesso Thomas Sankara ne trasse ispirazione

Patrice Lumumba: the most important assassination of the 20th century

The US-sponsored plot to kill Patrice Lumumba, the hero of Congolese independence, took place 50 years ago today


Patrice Lumumba, the first legally elected prime minister of the Democratic Republic of the Congo (DRC), was assassinated 50 years ago today, on 17 January, 1961. This heinous crime was a culmination of two inter-related assassination plots by American and Belgian governments, which used Congolese accomplices and a Belgian execution squad to carry out the deed.

Ludo De Witte, the Belgian author of the best book on this crime, qualifies it as "the most important assassination of the 20th century". The assassination's historical importance lies in a multitude of factors, the most pertinent being the global context in which it took place, its impact on Congolese politics since then and Lumumba's overall legacy as a nationalist leader.

For 126 years, the US and Belgium have played key roles in shaping Congo's destiny. In April 1884, seven months before the Berlin Congress, the US became the first country in the world to recognise the claims of King Leopold II of the Belgians to the territories of the Congo Basin.

When the atrocities related to brutal economic exploitation in Leopold's Congo Free State resulted in millions of fatalities, the US joined other world powers to force Belgium to take over the country as a regular colony. And it was during the colonial period that the US acquired a strategic stake in the enormous natural wealth of the Congo, following its use of the uranium from Congolese mines to manufacture the first atomic weapons, the Hiroshima and Nagasaki bombs.

With the outbreak of the cold war, it was inevitable that the US and its western allies would not be prepared to let Africans have effective control over strategic raw materials, lest these fall in the hands of their enemies in the Soviet camp. It is in this regard that Patrice Lumumba's determination to achieve genuine independence and to have full control over Congo's resources in order to utilise them to improve the living conditions of our people was perceived as a threat to western interests. To fight him, the US and Belgium used all the tools and resources at their disposal, including the United Nations secretariat, under Dag Hammarskjöld and Ralph Bunche, to buy the support of Lumumba's Congolese rivals , and hired killers.

Il cambiamento alimentare nel mondo arriverà con la CARPOTECNIA 3M industriale

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Prima del 1908 il principale mezzo di trasporto a New York erano i cavalli. Nel 1894 nella città ne circolavano circa 175 mila. Nonostante le denunce dell’Aspa (American Society for the Prevention of Cruelty to Animal) sui maltrattamenti e le torture che gli animali subivano, le carrozzelle avevano continuato a circolare senza problemi. 
Poi tutto cambiò in pochissimo tempo: nel 1912 per le strade della Grande Mela c’erano ormai più auto che cavalli. “A convincere i newyorkesi ad abbandonare quel mezzo di trasporto violento verso gli animali non era stato il tema etico ma la tecnologia: la Ford Model T, la prima auto prodotta in serie negli Usa”, racconta Bruce Friedrich, 47 anni, direttore esecutivo di The Good Food Institute, in un’intervista a Vox  in cui spiega come  a suo parere – lo stesso accadrà col cibo.

 “Così come oggi sarebbe assurdo usare un cavallo per andare a un appuntamento di lavoro, in un futuro abbastanza prossimo sarà assurdo allevare gli animali per mangiarli, con tutto lo spreco di risorse e sofferenze che comporta,  e sarà invece normale e logico mangiare vegetali o carne sintetica”

Che gli allevamenti intensivi siano crudeli verso gli animali e che la produzione di pesce, carne e derivati sia insostenibile è un fatto ormai appurato. Gli studi che lo certificano si sono moltiplicati negli ultimi anni così come gli articoli sull’argomento sui maggiori media mondiali. “Saremo 9,5 miliardi di persone nel mondo nel 2050 e non possiamo sfamare in pianeta con una dieta come quella attuale – ricorda sempre Friedrich snocciolando dati e cifre che riassumo quanto finora certificato a livello scientifico – il tipo di carne più efficiente è quella di pollo ma per avere una caloria da questo cibo se ne devono bruciare 9 che vanno nella coltivazione dei cereali e acqua che servono per la sua alimentazione. Il rapporto è di 15 a 1 per il maiale e di 25 a 1 per il manzo. Parliamo tanto di sprechi alimentari perché il 40% del nostro cibo finisce nella spazzatura ma qui si tratta di gettare nella spazzatura l’800% del cibo che produciamo. Ci sono circa 800 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame e noi continuiamo a usare la maggior parte dei cereali che produciamo per sfamare gli animali. L’80% della soia prodotta a livello mondiale serve all’allevamento. E almeno il 18% dei gas serra derivano dalla produzione animale. L’unico modo per salvare il pianeta è ridurre il consumo di derivati animali”

Eppure – nonostante la crescita della popolazione vegana e vegetariana sia in aumento nel mondo – la stragrande maggioranza della popolazione non vuole cambiare le proprie abitudini alimentari. Anche questo sembra un dato di fatto. Sappiamo che gli animali soffrono e subiscono abusi, sappiamo che mangiare un paio di bistecche è come guidare un auto per tre ore, avendo lasciato accese tutte le luci di casa, eppure non smettiamo di farlo.

“Abbiamo imparato a convivere con le nostri contraddizioni”, commenta, sempre su Vox, Sean Illin. Ma come è accaduto col passaggio dai cavalli alle auto – per tornare all’esempio iniziale –  a convincere miliardi di persone nel mondo a cambiare rotta secondo molti osservatori non saranno le motivazioni ambientali ed etiche ma la tecnologia: lo sviluppo di un cibo sostenibile dal punto di vista ambientale, che però abbia lo stesso identico gusto di quello che sono abituati a mangiare adesso e che sia ovviamente economico. “Al Good Food Institute – spiega Friedrich- pensiamo che il modo migliore per ridurre il consumo di derivati animali sia proporre delle alternative competitive sulla base dei fattori che adesso guidano le scelte dei consumatori e per questo a nostro avviso dobbiamo tenere fuori le considerazioni etiche e ambientali. Vogliamo che i consumatori scelgano i nostri prodotti semplicemente perché sono la scelta migliore: cioè sono gustosi ed economici”.

Insomma parliamo di carne “sintetica” (anche se il termine non viene considerato appropriato): o meglio di sostituti della carne prodotti partendo da sostanze vegetali, oppure realizzati in laboratorio da cellule animali, ma anche di sostituti più tradizionali, simili al seitan o al tofu. Le alternative sono molte e possibili. Qualcuno storcerà il naso ma certo è che negli ultimi anni si sono moltiplicati gli investimenti in questo settore. Basti pensare a realtà come Beyond Meat (fondata nel 2009 da Bill Gates e Biz Stone) o Impossible Food (che ha ricevuto 180 milioni di dollari di finanziamenti da investitori della Silicon Valley). “Adesso pensare alla carne senza animali ci fa impressione – conclude Friedrich – ma stimiamo che nel giro di 5-10 anni non sarà più così. La stragrande maggioranza delle persone non si preoccupa di come è prodotto il cibo che mangia, non sanno neppure da dove arrivi. Questi prodotti convinceranno tutti. Proprio come accade con la Ford Model T”.