lunedì 16 gennaio 2017

M5s su Verhofstadt: “Impresentabile. Colleziona poltrone e incarna l’euroStatocentrismo”

Nella pagina degli eurodeputati del Movimento, il capogruppo dell'Alde viene inserito tra i 5 nomi di "membri che agiscono a difesa di interessi che sono opposti a quelli dei cittadini"


Beppe Grillo sottopone al voto la sua proposta di passare dall’Efdd all’Alde a Strasburgo. E mentre eletti a Roma e Bruxelles ricordano che il gruppo dei liberali è pro Ttip – e dunque su posizioni contrapposte al Movimento 5 Stelle – e “rappresenta il liberismo e l’eurismo più sfrenato”, sulla pagina dei pentastellati Ue il capogruppo dell’Alde Guy Verhofstadt veniva incluso nella lista degli impresentabili da “cacciare” dal Parlamento europeo. Insieme a lui anche Dariusz Rosati, Birgit Collin-Langen, Michal Boni e Renato Soru, tutti accusati di essere “membri che agiscono a difesa di interessi che sono opposti a quelli dei cittadini”.

La pagina porta a un post che risale al 30 luglio 2015 dove si definisce l’ex premier belga “il politico che più dentro al Parlamento europeo incarna l’euroStatocentrismo“, nonché “l’eurodeputato che colleziona poltrone”. Per descriverlo, M5s pubblica un estratto del dossier “Whose representatives?” commissionato dalle tre ONG europee Friends of the earth Europe, Corporate Europe Observatory e LobbyControl


Su Verhofstadt si allunga l’ombra del conflitto di interesse perché “ha dichiarato di far parte di sette fra Comitati e consigli di amministrazione, incarichi che gli portano in tasca un reddito complessivo non inferiore a 12.003 euro al mese, inclusi i compensi che provengono da due grandi società belghe, Exmar e Sofina. Exmar – prosegue il rapporto – è un gruppo armatoriale belga che opera nel trasporto internazionale di gas e petrolio e, in particolare, è specializzato nel trasporto di gas liquefatto. Il ruolo di Verfhofstadt – si legge ancora – è di direttore indipendente, una carica remunerata con un assegno inferiore ai 5 mila euro al mese.
Sebbene Exmar non abbia ufficialmente dei lobbisti accreditati al Parlamento europeo, i suoi interessi economici sono certamente influenzati dalle leggi e dai regolamenti europei, in particolare nei settori del commercio e dell’accesso ai mercati. Lo dimostra il discorso che lo stesso Verfhofstadt ha tenuto a una cena di gala del settore del trasporto marittimo che si è tenuta a Bruxelles nel marzo del 2015“.

Evento nel corso del quale ha definito “una enorme opportunità” l’accesso alle coste americane, sponsorizzando così il Trattato di libero scambio fra Europa e Stati Uniti, accordo commerciale contro il quale il Movimento 5 Stelle si è sempre battuto

Vitalizi parlamentari: 608 eletti rischiano pensione con voto anticipato

Secondo il regolamento approvato dal governo Monti nel 2012 chi è alla prima legislatura ha diritto all'assegno solo se raggiunge il limite dei 4 anni, 6 mesi e 1 giorno. La data a cui tutti aspirano è il 15 settembre 2017. Secondo il Messaggero tra i parlamentari interessati ci sono 209 esponenti del Pd, oltre ai 154 eletti con il M5s. Il grillino Toninelli: "Abbiamo paura che si vada avanti fino al 2018 perché vogliono le pensioni d'oro"

Dicono che non ci pensano e giurano che le preoccupazioni sono altre, ma il pensiero in testa ce l’hanno tutti o quasi: se si va al voto anticipato 608 parlamentari perdono la pensione. Tra questi, come ricostruisce il Messaggero, ci sono tutti gli M5s (e gli ex) e 209 esponenti del Pd. La preoccupazione per questi parlamentari è seria: stando al nuovo regolamento approvato dal governo Monti nel 2012 infatti, per chi è al primo mandato è necessario restare in carica almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno per ottenere la pensione. La data limite è quindi quella del 15 settembre 2017 e nelle trattative del post crisi di governo potrebbe fare la differenza: se infatti Sergio Mattarella scioglie le Camere prima, addio assegno (da incassare dopo i 65 anni per gli eletti alla prima legislatura) e addio a tutti i contributi versati fino a questo momento. Sul tema è già iniziato lo scontro: “Vogliono tenersi la pensione”, ha attaccato il grillino Luigi Di Maio invocando il voto anticipato. “Basta ipocrisie. Si preoccupino loro che tornerebbero a essere disoccupati come prima del 2013”, ha replicato il dem Umberto D’Ottavio.

Come ha scritto Repubblica il 16 novembre scorso, il tema era di dominio pubblico nei corridoi del Parlamento già durante la campagna elettorale per il referendum. Secondo il quotidiano a Montecitorio sono 417 i deputati alla prima legislatura, mentre al Senato 191 su 315, per un totale di 608 su 945. Del gruppo fanno parte i 153 eletti con il Movimento 5 stelle (compresi quelli che poi sono usciti dal M5s) e 209 del Partito democratico. I grillini si sono smarcati dalle accuse chiedendo di andare subito alle urne. Diverso il discorso per i democratici: sono stati eletti quando il leader era Pierluigi Bersani e molti di loro sono diventati renziani in un secondo momento. Viste le nuove dinamiche, al momento poco prevedibili, dentro il partito è difficile avere garanzie per un second+o mandato e per tanti la preoccupazione è concreta. A esprimere il concetto era stato, sempre a Repubblica, il leghista Roberto Calderoli: “Io le sento le chiacchiere in buvette tra i colleghi”, aveva detto, “soprattutto i più giovani. E nessuno, dico nessuno ha voglia di lasciare la seggiola prima del 15 settembre 2017. Vuole che in nome della coerenza politica la gran parte di questi signori rinunci così facilmente alla pensione?”

Pd: Sala indagato anche per gli alberi e per le bonifiche di expo

Quella per la struttura più costosa di Expo non è l'unico fronte aperto per l'ex commissario unico. C'è ad esempio la gara per 6mila alberi da piantare nel sito. La fornitura viene affidata senza gara alla Manotovani nel luglio del 2013 per 4,3 milioni, quattro mesi dopo la Mantovani stipula un contratto di subfornitura con un’impresa vivaistica per 1,6 milioni. E c'è poi la questione delle bonifiche: preventivate inizialmente per 6 milioni, ma in seguito causa di almeno 30 milioni di extra costi fatti valere dalla cooperativa Cmc nell’ambito di un altro appalto vinto con un massimo ribasso da record

“Ho bisogno di un po’ di tempo per verificare la mia situazione processuale”. “Devo fare mente locale su quella firma, perché non ricordo di avere firmato documenti predatati”. Sono le espressioni usate da Giuseppe Sala per giustificare la sua decisione di auto sospendersi (in realtà si tratta formalmente di una “assenza temporanea”, la stessa di quando è in vacanza) da sindaco di Milano ai capigruppo del consiglio comunale nel corso di una riunione che si è tenuta nel pomeriggio a Palazzo Marino.

Espressioni di un Sala “preoccupato”, come dice di averlo trovato Alessandro Morelli della Lega, tanto da arrivare a fare riferimento addirittura agli impedimenti che potrebbero arrivargli dalle conseguenze della legge Severino. Legge che però interviene a interrompere l’incarico di un sindaco in caso di una condanna e non delle semplici indagini a cui è sottoposto al momento l’ex commissario unico di Expo, con l’ipotesi che sia responsabile della retrodatazione di un atto relativo al più sostanzioso appalto dell’esposizione universale, quello per la realizzazione della piastra. Una preoccupazione che gli viene attribuita anche da Gianluca Corrado del M5S e che fa il paio con le parole usate dallo stesso Sala nella lettera inviata alla vicesindaco Anna Scavuzzo, sua sostituta nei prossimi giorni, in cui fa riferimento “alla personale necessità di conoscere le vicende e i fatti contestati”.

“Deve dimettersi se è colpevole.

5 stelle destinati ad aumentare nei consensi

Nonostante la figura invereconda con l’Alde, il M5S non scende nei consensi. Anzi. Il sondaggio di Pagnoncelli lo dava ieri al 30.9 davanti al Pd (30.1%). I sondaggi valgono quel che valgono, ma il dato merita un’analisi.

1. Notizie come la figuraccia da citrulli con Verhofstasdt interessano i malati di politica, ma alla stragrande maggioranza degli elettori fregano un po’ meno di niente.

2. L’informazione canonica, che crivella a prescindere il M5S, non è più decisiva. Altrimenti, se lo fosse, il sì avrebbe vinto col 98%. Sin dal primo V-Day del 2007 funziona così: l’errore grillino diventa tragedia, il disastro piddino diventa facezia. Anno dopo anno, tale tendenza ha finito paradossalmente con il rafforzare i 5 Stelle. Un po’ perché agli under 30 della tivù non frega nulla e un po’ perché, se a parlare male dei grillini sono sempre i soliti Rondolino, ti viene voglia di votarli anche se li odi.

3. Lo dico da dieci anni, pressoché isolato: il consenso che sta attorno a Grillo, sin dai tempi di blog e Meet Up, non è estemporaneo ma duraturo. In altre parole: assai radicato. E non sarà certo una figuraccia ciclopica come quella in Parlamento Europeo a invertire la rotta. Chi vota M5S è, in un certo senso, all’ultima spiaggia. Dà un’ultima possibilità alla politica. Se saltano anche i 5 Stelle, quegli elettori non è che vanno al Pd o alla Lega: smettono di votare.

4. Anche per questo, se pure i 5 Stelle scendessero, non salirebbero né Renzi né Salvini. Soprattutto il primo, quanto di più distante dagli elettori 5 Stelle. Chi scriveva tre anni fa che Renzi avrebbe sabotato i grillini, delirava. Se i 5 Stelle scendono, sale l’astensione. Renzi è la polizza della vita dei grillini, che soffrirebbero di più – non troppo – se il Pd fosse a trazione Emiliano (o simili). Anche Salvini, quel che poteva prendere, lo ha già preso. Idem Meloni. Quanto a Berlusconi, incide sull’elettorato grillino come Vangioni nel Milan.

6. Roger Waters è Dio e Suso è Luce.

7. Il punto precedente non c’entra nulla, ma a scrivere solo di politica mi annoio come niente al mondo. Non so proprio come facciate a parlarne sempre. Che due palle.

8. Da anni si è radicalizzata una tendenza: meglio pasticcioni che disonesti. O se preferite: meglio il nuovo autentico, benché spesso fantozziano, del gattopardismo untuoso di Renzi. Un esempio: ieri le due notizie che più rimbalzavano in Rete erano i congiuntivi disattesi di Di Maio e la conferma di Del Sette al vertice dell’Arma dei Carabinieri. Ora: capite bene che c’è una sperequazione evidente di “dolo”. Di Maio non ne indovina una da mesi tra Pinochet, lobby, mail, Muraro e congiuntivi devastanti, però di lui puoi dire al massimo che ultimamente pare un mix tra Filini e il robot Zed della Carrà: un imbranato, non un disonesto. Dall’altra parte c’è un militare sotto inchiesta (con Lotti), tenuto lì come nulla fosse dal governo Gentiloni. Giusta o sbagliata che sia, la sensazione di molti è la seguente: meglio un nuovo imbranato ma un onesto di un (finto) nuovo smaliziato ma falso. E magari pure disonesto.

9. I 5 Stelle hanno un enorme problema di classe dirigente. Enorme. Se però dall’altra parte hai i Carbone e le Picierno, puoi permetterti di tutto. Persino un Sibilia.

10. No, un Sibilia no. Scherzavo. Sono un zuzzurellone.

11. So bene che “essere onesti” non dovrebbe essere un merito bensì una pre-condizione, ma questo accadrebbe in un paese sano.

Siena: la democrazia perfetta

Ospitata da uno dei paesaggi più suggestivi d’Italia, Siena snoda le sue strade tra i colli toscani tra  scenari da cartolina


E’ una piccola città, con una grande storia che risale alla dominazione del primo Imperatore romano, Augusto, che visse a cavallo dell’anno 0. A quel tempo dai documenti che sono pervenuti fino ai giorni nostri era un avamposto, una colonia militare.

Visse uno dei suoi periodi di maggiore sviluppo urbanistico ed economico durante il periodo dei Comuni, dopo un lungo periodo di dominazioni longobarde e franche.

Da qui, a parte sporadici casi, fu sempre Firenze a dominare sulla città, sebbene di tanto in tanto alcune fazioni, come i sostenitori dei ghibellini, si ribellassero, come citato anche nella Divina Commedia da Dante Alighieri (battaglia di Montaperti, del 1260).

Ma proprio sotto il peso della mano fiorentina questa città con il Governo dei Nove raggiunse, nella seconda metà del 1200, l’apice del suo splendore.

Come spesso accadeva nel Medioevo, anche Siena dovette sopportare la piaga della peste nel 1348.

Fu comunque la città che la storia italiana ricorda come il più alto esempio di democrazia pura e realmente applicata, sebbene poi nel 1555 venne annessa all’impero di Caro V e ceduta alla famiglia Medici, non dopo una forte resistenza

Rapporto di Davos: vince il Nord Europa, bocciata l’Italia 27esima su 30

Il nostro Paese penalizzato da infrastrutture, disoccupazione giovanile e qualità della scuola

Immaginate una classifica dei trenta Paesi più ricchi del mondo con cui misurare insieme qualità delle istituzioni, opportunità d’impresa e sicurezza sociale. L’ha fatta il World Economic Forum, e l’Italia ne esce male, appena ventisettesima. Si chiama “Inclusive Growth and Development Report”: nell’era dei populismi, delle diseguaglianze e della stagnazione secolare occorre aggiornare le parole d’ordine. All’ultimo G20 i cinesi hanno lanciato il mantra della globalizzazione inclusiva, un messaggio che sarà fatto proprio anche dal G7 made in Italy. La “crescita inclusiva” è da qualche anno il concetto chiave al Forum di Davos, l’appuntamento più atteso dalla politica e finanza mondiale che inizia domani fra le montagne svizzere.

La classifica per il 2017 è il trionfo di quelle che una volta chiamavamo le socialdemocrazie nordiche. L’indice di “sviluppo inclusivo” incorona come migliore fra le vecchie economie ricche la Norvegia, seguita da Lussemburgo, Svizzera, Islanda, Danimarca e Svezia. Oggi quei Paesi vincono per ragioni in parte diverse da quelle che negli anni settanta e ottanta ne facevano un modello. Non solo perché si tratta di Paesi con (ancora) i migliori standard di sicurezza sociale, ma perché nel frattempo sono diventate economie dinamiche e in grado di attrarre capitali esteri. Educazione, servizi di base, infrastrutture, livello di corruzione, lavoro. Ad eccezione di Australia e Nuova Zelanda (rispettivamente ottava e nona) i primi dodici Paesi con il miglior mix di sviluppo imprenditoriale e sicurezza sociale sono tutti a nord delle Alpi. La Germania è tredicesima, la Francia diciottesima, la Spagna ventiseiesima seguita dall’Italia. Fanno peggio di noi Portogallo, Grecia e Singapore.
Fuori dalla classifica dei trenta Paesi Ocse – con un indice a parte - svettano la Lituania, l’Azerbaijan, Ungheria, Polonia e Romania.

Il capitolo dedicato all’Italia è un concentrato di problemi noti: fatta eccezione per alcuni parametri, il Belpaese risulta molto spesso in coda alla classifica. Ventinovesimi per “servizi di base e infrastrutture”, ventottesimi alla voce “corruzione”, ventinovesimi in “imprenditorialità” e “intermediazione finanziaria”. Talvolta emergono forti contraddizioni, come nel caso dell’educazione: quattordicesimi per diritto all’accesso, solo ventottesimi per qualità della scuola. O alla voce occupazione: ventinovesimi in produttività, noni in “compensazioni salariali e non”. Detta in una battuta: l’Italia non è un gran posto dove aprire un’impresa ma i diritti di chi lavora sono piuttosto tutelati. Siamo undicesimi al mondo per numero di possessori di prima casa, ma anche per la pressione fiscale sulla proprietà immobiliare.

Qua e là emergono aree di eccellenza, più o meno note: tredicesimi per i costi necessari ad avere una linea a banda larga fissa, undicesimi nei test Pisa di matematica, ottavi nella spesa sanitaria in percentuale al Pil, quarti nel garantire una buona aspettativa di vita a tutti i cittadini, ricchi e poveri. Al di là della qualità della spesa, siamo il settimo Paese fra quelli che spendono di più per la sicurezza sociale, il primo nel garantire la sanità pubblica a tutti

Per i giorni di assenze dal lavoro per maternità siamo quarti al mondo, settimi per i giorni di congedo parentale,

Due per mille ai partiti: nel 2016 l’ha versato solo il 2,38% dei contribuenti, Pd perde 100mila firme

I dati delle ultime dichiarazioni dei redditi mostrano che in un anno sono scesi da 1,1 milioni a 971mila gli italiani che hanno scelto di girare una quota della propria Irpef a una formazione politica. I dem restano al primo posto totalizzando però il 50,5% delle preferenze contro il 54% del 2015. Seguono Lega e Sel. Per numero di firme Fratelli d'Italia scalza Forza Italia, che però raccoglie più soldi: evidentemente i suoi sostenitori sono più ricchi

La disaffezione degli italiani per la politica non si vede solo nelle urne, con l’astensionismo in forte crescita (fatta eccezione per il referendum sulla riforma costituzionale). Ma colpisce i partiti anche sul fronte economico. E, stando ai dati appena pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze, sta aumentando. Nel 2016 infatti solo il 2,38% dei contribuenti, pari a 971mila italiani, ha messo una crocetta nella propria dichiarazione dei redditi 2015 per destinare il 2 per mille della propria Irpef a un partito. La percentuale è diminuita rispetto al già risicato 2,72% del 2015, quando le firme erano state 1,1 milioni.

Il risultato è che alle 21 formazioni che hanno fatto richiesta di essere ammesse alle liste (non il Movimento 5 Stelle, che come è noto non partecipa nemmeno alla spartizione dei finanziamenti pubblici) sono stati girati 11,7 milioni di euro contro i 12,3 milioni raccolti, in linea teorica, l’anno precedente. Quando però era previsto un tetto massimo di fondi ripartibili pari a 9,6 milioni di euro.

DEMOCRAZIA: NON L’AVEVANO CAPITO PLATONE E ARISTOTELE, MA I SENESI SI’

di Mauro Aurigi



SIENA. Sono vecchio per cui, come tutti i vecchi, non riesco a sottrarmi alla tentazione di fare il pedagogo: quello che segue è diventato una sorta di tormentone con cui tormentare, appunto, anche gli altri.

Dunque immaginiamoci il pianeta senza l’attuale Occidente: tutto il mondo oggi sarebbe solo Africa, Asia e Sud America. Bello vero? Ma perché l’Occidente è più avanzato rispetto al resto del pianeta? C’è una sola risposta: a differenza del resto del mondo l’Occidente ha adottato livelli di democrazia che sono gli unici responsabili del suo plurisecolare primato in quasi tutti i campi: civismo, libertà, giustizia, uguaglianza, cultura, scienza, medicina, ricchezza, potenza militare ecc. (non dimentichiamo che fino al 1200 i tre Orienti ‒ arabo, indiano e cinese ‒ erano molto più avanti dell’Occidente).

Ma anche tra i paesi dell’Occidente odierno ci sono disparità sul piano culturale e socio-economico. Il motivo è lo stesso: i diversi livelli di democrazia applicati. Se esistesse ancora qualche dubbio in proposito, domandatevi i motivi dell’abisso che divide il nord America dal Centro e sud America. E se si guarda alla storia è del tutto evidente che anche in passato il primato della democrazia dava gli stessi frutti. Penso alla Grecia classica e alla Civiltà comunale italiana, le due più grandi rivoluzioni culturali degli ultimi millenni.

NON L’AVEVANO CAPITO PLATONE E ARISTOTELE, MA I SENESI SI’

Forse tutto ciò non è cosa facile da comprendersi, visto che anche a livello dell’intellighentzia nazionale, per non parlare della casta politica, questo argomento è totalmente assente nell’inutile chiacchiericcio che si fa sul modo di rimettere questo Paese (e questa Città) sulla carreggiata. A mo’ di consolazione voglio ricordare che non l’avevano capito neanche Platone e Aristotele, le due menti più celebrate della storia dell’Occidente proprio nel campo della filosofia politica intesa come scienza. Erano infatti contrari al regime democratico, sostenendo il governo dei migliori (gli aristoi). Neanche loro due si erano resi conto che il rigoglio culturale, economico e militare delle città greche, e quindi anche la loro personale e assoluta eccellenza di pensatori (il che è tutto dire), era il frutto diretto di quella democrazia, ossia del governo di popolo senza capi, che essi avversavano

Strano: l’avevano invece capito i nostri padri del medioevo comunale o, comunque, l’avevano capito quelli senesi.

sabato 14 gennaio 2017

Whatsapp: una falla permette di leggere i messaggi criptati

di ANDREA NEPORI

“I messaggi che invii in questa chat sono protetti con la crittografia end-to-end”. È il messaggio che, da qualche mese a questa parte, Whatsapp mostra all’avvio di ogni nuova conversazione. Significa, in parole povere, che nessuno al di fuori dei partecipanti alla chat può avere accesso ai messaggi inviati e ricevuti. Nemmeno Whatsapp o Facebook, che detiene il controllo del servizio, perché la cifratura avviene a livello di dispositivo. 


Una falla di scoperta da alcuni esperti di sicurezza e resa pubblica dal Guardian mette in dubbio quest’affermazione e rivela che in realtà le due aziende possono potenzialmente leggere in chiaro le conversazioni degli utenti. Il problema non riguarda il protocollo di cifratura “Signal”, usato anche dall’omonima applicazione (indicata da Edward Snowden come la più sicura in assoluto), ma attiene alla procedura con cui Whatsapp lo implementa.

All’attivazione di una chat sicura, i dispositivi condividono delle chiavi di sicurezza univoche che non possono essere intercettate, nemmeno dal gestore del servizio. Whatsapp può tuttavia creare nuove chiavi indipendenti mentre uno degli utenti è offline e forzare il re-invio di messaggi precedenti cifrati con le nuove chiavi. Il ricevente non viene avvisato del cambio, mentre chi invia il messaggio riceve una segnalazione solo se ha spuntato manualmente una specifica opzione di sicurezza disattivata di default.

Il risultato è che Whatsapp o Facebook in questo modo potrebbero ricostruire e leggere intere conversazioni cifrate.

giovedì 12 gennaio 2017

Il discusso giudice Giuliano Amato boccia il referendum sull’articolo 18

CHE SCHIFO!!!! MISTER 3000 PENSIONI NON VUOLE CHE SI VOTI SULL'ART.18


Le anticipazioni sono state confermate: il referendum sull’art.18 non si farà. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito in calce al quale la Cgil aveva raccolto nei mesi scorsi ben 3,3 milioni di firme. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore, che se non interverranno modifiche legislative o elezioni anticipate si terranno tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimo. 

I quattordici giudici della Consulta dunque hanno deciso a maggioranza di non dare luce verde al referendum che avrebbe abbattuto uno dei capisaldi della riforma del lavoro di Matteo Renzi, e che certamente avrebbe rappresentato un grosso problema politico. Se si fosse andati a votare sull’articolo 18, secondo molti sondaggi avrebbero facilmente prevalso i «sì», e il governo in carica avrebbe rischiato di subire un’altra cocente sconfitta. Anche per questo - come involontariamente ma sinceramente aveva ammesso il ministro del Lavoro Giuliano Poletti - per evitare il referendum nel 2017 e rinviarlo di un anno si sarebbe potuta utilizzare l’arma atomica delle elezioni anticipate. 

Di tutti questi ragionamenti e interrogativi politici, ormai, la decisione della Corte Costituzionale ha fatto piazza pulita. Senza più il quesito sull’articolo 18, particolarmente trainante, diventa anche a rischio il conseguimento del quorum per quanto riguarda gli altri due referendum che invece sono stati ammessi, quello sull’abolizione dei voucher e sulla responsabilità in solido delle aziende appaltanti. È anche per questa ragione che per molti osservatori di opposizione la decisione della Consulta è stata guidata da considerazioni di opportunità politica  

Come sono andate le cose davvero nel chiuso del plenum della Corte non lo sapremo veramente mai. A capire meglio contribuirà la pubblicazione nelle prossime settimane (se non mesi) delle motivazioni della decisione dei giudici costituzionali. Certo è che anche se il quesito sull’articolo 18 è stato respinto in quanto «propositivo» - perché cioè andava oltre il ripristino della vecchia normativa (restituire la «tutela reale» dai licenziamenti illegittimi nelle aziende oltre 15 dipendenti) - è vero anche che in altri casi la Consulta aveva pacificamente ammesso che attraverso il «taglia e cuci» della domanda sottoposta agli elettori si producessero normative «nuove»

PITECI: 70 per cento degli italiani è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)

Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell'unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.

Quel é questa loro diversità? Che sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. Sono incapaci! La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, colgono soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva. Non sono certamente analfabeti “strumentali”, bene o male sanno leggere anch'essi e – più o meno – sanno tuttora far di conto (comunque c'è un 5 per cento della popolazione italiana che ancora oggi è analfabeta strutturale, “incapace di decifrare qualsivoglia lettera o cifra”); ma essi sono analfabeti “funzionali”, si trovano cioè in un'area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell'ascolto di un testo di media difficoltà. Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre - non se ne rendono nemmeno conto. 

Quando si dice che quella di oggi non è più la civiltà della ragione ma la civiltà della emozione, si dice anche di questo.

Come sono AUMENTATI i prezzi dall'introduzione dell'euro

Il 2 gennaio 2002 entrava in vigore l'euro e con esso la caduta libera del potere d'acquisto.

A quindici anni dell'entrata in vigore della moneta unica risulterebbe doveroso un confronto dei #prezzi di alcuni servizi e prodotti del paniere famigliare. Andando a spulciare, si intravede un vertiginosa caduta libera del potere d'acquisto delle #famiglie italiane, soprattutto per quelle a reddito fisso. L'introduzione dell'#euro ad esempio, ha fatto schizzare tra le altre cose il prezzo del caffè al bar, la benzina, le bollette, la pizza margherita, i medicinali, le commissioni bancarie e postali, e persino il cinema e il classico Big Mac. Certo, alcune componenti della vita quotidiana sono rimasti invariati o addirittura diminuiti, come la giocata minima del lotto, il tasso dei mutui e le apparecchiature elettroniche.

Prezzi che superano l'inflazione
È dal 2002 che l'euro siede prepotentemente sul banco degli imputati; i mancati controlli, i furbetti, il mancato adeguamento degli stipendi: molti fattori hanno contribuito a voler poco bene alla moneta unica. Vediamo alcuni dati forniti dall'agenzia Nens, Nuova Economia Nuova Società: al 31 dicembre 2001, la pizza margherita costava 6.500 lire e oggi intorno ai 7 euro. Mentre il caffè al bar costava 800/900 lire oggi non lo si beve per meno di un euro. Che dire della benzina, vi ricordate? Era arrivata a quasi 2 mila lire e oggi siamo anche oltre 1,55 euro. Altri esempi riguardano le spese di casa, per la corrente elettrica si spendevano in media 650mila lire circa e oggi l'ultimo aggiornamento dell'Autorità per l'Energia parla di 500 euro. Mentre per il gas il balzello delle cifre è più discordante, in lire la spesa mediamente si aggirava in 1,6milioni e oggi varia da 1.100 euro fino a 2mila per gli stessi appartamenti o villette autonome. In sostanza, un chiaro aumento generale tra il 50 e il 123%

martedì 10 gennaio 2017

14/1 M5S Monza: signoraggio, Auriti e referendum svizzero

L'eredità che il Prof. Giacinto Auriti


 ci ha lasciato sul Signoraggio bancario e la sovranità monetaria verra riproposta in questo evento



Sabato 14 Gennaio 2017 ore 15 30
Urban Center ViaTurati 6 Monza

Saluti di Gianmarco Novi e Nicola Fuggetta Consiglieri Comunali M5S Monza

Antonio Pimpini Avvocato
Konstantin Demeter Membro comitato Iniziativa Moneta Intera e associazione MoMo
Sergio Morandi relatore iniziativa Moneta Intera
Daniele Pesco Deputato comm Finanze
Alessio VIllarosa Deputato comm Finanze
Enza Blundo Senatrice comm. Cultura
Marco Zanni Europarlamentare comm. per i bilanci comm. per i problemi economici e monetari

MODERATORE Juan Guidi


Streaming dell evento su http://ustre.am/15JQD e diretta facebook sulla pagina Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com https://www.facebook.com/nocensura/?fref=ts


evento facebook














lunedì 2 gennaio 2017

CARPOTECNIA 3M - Ricetta Mc FRUIT - di Silvia Aliprandi (Cosmo Fruttariano 3M)

Mc Fruit


Ingredienti per 1 Mc Fruit small:
per il burger:
- 360 gr. di melanzana (corrispondenti ad una melanzana di medie dimensioni)
- 20 gr. di olio evo denocciolato
- 2 gr. di sale integrale
per il panino:
- 1 platano verde di circa 350 gr. (media dimensione)
- 10 gr. di olio evo denocciolato
- 1gr. di sale integrale
per la salsa ketchup:
- 70 gr. di pomodorini ciliegini
- 15 gr. di pomodori essiccati
- 15 gr. di uvetta sultanina secca
per la maionese:
- 200 gr. di polpa di avocado hass (ricavata da un avocado di medie dimensioni)
- 15gr. di olio evo denocciolato
- 1 gr. di sale integrale
- 2 gr. di succo di maracuja (frutto della passione)
per la farcitura:
- cetriolo olandese tagliato a spirale con l’apposito strumento
- pomodoro insalataro a fette
- sfoglia di avocado hass ottenuta sfogliando con un pelapatate un avocado tagliato a metà e sbucciato

Platano verde

Maracuja (frutto della passione)

Avocado Hass

Cetriolo olandese

Attrezzo spiralizzatore


Procedimento:
Burger:
-Tagliare a cubetti la melanzana con la buccia e frullarla assieme ad olio e sale fino a quando diventa morbida, quindi mettere il composto in colino a maglie strette e scolare il liquido in eccesso schiacciando bene con un cucchiaio. 
-Mettere la melanzana frullata e scolata in una forma per burger o in un coppapasta circolare del diametro di 9 cm, posato sopra ad una teglia coperta da carta forno. Schiacciare e compattare bene il composto e infornare il burger in forno già caldo per circa 45 min a 180/200°, girandolo delicatamente a metà cottura con l’aiuto di una palettina, in modo che si cuocia uniformemente su entrambi i lati.
*Variante - E’ anche possibile preparare il burger frullando i cubetti dopo averli precedentemente cotti in forno per 45min a 180°. 
Panino:
-Cuocere in forno già caldo il platano verde per 40 min a 200°.
-Una volta cotto toglierlo dal forno, sbucciarlo, tagliarlo a tocchetti e subito, senza che si raffreddi, tritarlo in un tritatutto (meglio se a 4 lame). Quando sarà ben sgranato aggiungere olio e sale e quindi continuare a tritare fino a quando il platano si compatterà in una palletta omogenea.
-Lavorare quindi impastano la palletta su un piano per un paio di minuti e modellarlo dandogli la forma di una pagnottina dello stesso diametro del burger.
-Bucherellare la parte superiore più volte con uno stuzzicadenti e infornare in forno già caldo per circa mezz’ora a 180°per i primi 20 min e poi a 200° per i successivi 10 min.
Salsa ketchup:
-Sciacquare sotto l’acqua corrente i pomodori secchie e metterli in ammollo in acqua calda. E’ necessaria almeno un’ora di ammollo affinchè inizino ad ammorbidirsi sufficientemente
-Ammollare per almeno mezz’ora l’uvetta
-Privare i pomodorini dei semi mettendo semi e parte mucillaginosa in un colino a maglie strette e raccogliendo il succo che viene filtrato
-Frullare quindi pomodorini reidratati, uvetta reidratata e pomodorini senza semi. Se il composto dovesse risultare troppo asciutto e difficile da frullare aggiungere uno o due cucchiaini di succo filtrato dei pomodorini.
Maionese:
-Tagliare la maracuja in due e versare semi e polpa in un colino a maglie strette raccogliendo il succo filtrato
-Frullare quindi la polpa di avocado con olio, sale e succo di maracuja.
N.B. Preparare la maionese poco prima di servire in modo che l’avocado ossidi il meno possibile

Tagliare a metà il panino e farcire: spalmare il ketchup sulla base, adagiare sopra il burger ancora caldo, quindi poi sopra una fetta di pomodoro, la sfoglia di avocado e poi il cetriolo, infine la maionese e chiudere con l’altra metà del panino. Mettere in forno caldo o su una piastra per qualche secondo e servire.

N.B. Le quantità di sale sono indicative, nella prima fase di transizione la quantità di sale necessaria per rendere appetitoso il piatto potrebbe essere anche maggiore di quella indicata, dipende da quanto le vostre papille gustative sono assuefatte a sale e condimenti in genere. Regolatevi di conseguenza e piano piano diminuite le quantità fino a non utilizzarne più.


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CARPOTECNIA 3M - Ricetta JACK FRUIT ALLA PIZZAIOLA - di Silvia Aliprandi (Cosmo Fruttariano 3M)

Jack Fruit alla pizzaiola



Ingredienti per una porzione:
- 200 gr. di baccelli di jack fruit acerbo, freschi o surgelati
- 350 gr. di pomodorini cigliegini
- 40 gr. di olive nere denocciolate (se volete alleggerire il carico di sale ammollatele in acqua per una o più ore)
- 5 gr. di cucunci sotto sale
- 20 gr. di buccia di zucchina (all’incirca la buccia di una zucchina da 220 gr. ottenuta pelando con un pelapatate la zucchina in modo leggero, pelando solo la parte verde)
- 8gr. di olio evo denocciolato + 8 gr.
- 2 gr. di sale marino integrale

Baccelli di Jack Fruit 

Cucunci


Procedimento:
-Mettere in ammollo i cucunci la sera prima affinchè si dissalino a sufficienza
-Scongelare il jack fruit e farlo ammorbidire a vapore per circa10 min. Idem se fresco (in questo caso togliere il seme centrale ad ogni baccello dopo averlo cotto). Lasciar raffreddare
-Tagliare a metà i pomodorini e farli saltare in una padella già calda in cui avrete messo 8 gr. di olio. Dopo 2 min, aggiungere le olive e i cucunci (alcuni interi altri a tocchettini), saltare ancora un paio di minuti e coprire. Cuocere per circa 5 min e mettere da parte
-Tagliare longitudinalmente i baccelli se troppo grossi
-Sminuzzare la buccia della zucchina con una mezzaluna
-Unire il jack fruit ai pomodorini e saltare insieme tutto per qualche secondo, aggiustare di sale ( ci vorranno circa 2 gr.), aggiungere circa 8 gr. di olio, la buccia di zucchina tritata, amalgamare e servire.

N.B. Le quantità di sale sono indicative, nella prima fase di transizione la quantità di sale necessaria per rendere appetitoso il piatto potrebbe essere anche maggiore di quella indicata, dipende da quanto le vostre papille gustative sono assuefatte a sale e condimenti in genere. Regolatevi di conseguenza e piano piano diminuite le quantità fino a non utilizzarne più.


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domenica 1 gennaio 2017

CARPOTECNIA 3M - Ricetta RISOTTO DI ALU KESEL - di Silvia Aliprandi (Cosmo Fruttariano 3M)

Risotto di alu kesel con zucchine


Ingredienti per una persona:
- 3 alu kesel (250gr. circa)
- 80 gr. di okra (che diventeranno 50gr. ca. una volta privata di semi e picciolo)
- 220 gr. di zucchina (corrispondente ad 1 zucchina di medie dimensioni)
- 290 gr. di acqua
- 8 gr. di olio evo denocciolato + 8 gr. + 8 gr.
- 1 gr. di sale integrale + 3 gr.
Okra
Alu kesel
Procedimento:
-Mettere l'alu kesel a cuocere in forno già caldo per 40 min a 200°
-Grattuggiare con la grattugia a fori larghi mezza zucchina
-Preparare un brodo facendo bollire l'acqua e aggiungendo l'altra mezza zucchina a tocchetti e facendolo sobbollire coperto a fuoco lento per circa 15 min.
-Aprire l'okra tagliandola per la lunghezza, privarla dei semi e picciolo e dopo averla tagliata a pezzettini ridurla in un trito sottile grazie ad una mezzaluna
-Scaldare brevemente circa 8 gr. di olio in una padella, aggiungere le zucchine grattuggiate e cuocerle a fuoco vivo per 5 minuti fino a quando si ammorbidiscono, salare ( circa 1 gr. di sale) e mettere da parte
-Scaldare brevemente 8 gr. di olio in una padella, aggiungere l'okra sminuzzata e saltarla a fuoco vivo per un paio di minuti, quindi aggiungere 180gr. di brodo, coprire e cuocere per circa 15 min, fino a quando l'okra sarà morbida e il brodo evaporato. Mettere da parte
-Una volta cotto l'alu kesel, toglierlo dal forno, sbucciarlo, tagliarlo a tocchetti e lasciarlo raffreddare 2 minuti, quindi metterlo nel tritatutto (meglio se a 4 lame) e tritare fino a raggiungere una sgranatura/dimensione simile a quella del riso. Quindi unire alle zucchine, amalgamare
-Mettere alu kesel e zucchine amalgamate nella padella con l'okra, amalgamali, accendere il fuoco, aggiustare di sale (circa 3 gr.), e continuando a mischiare, unire 100gr. di brodo in modo da riattivare l'okra che grazie alla sostanza che contiene donerà l'effetto mantecatura
-Aggiungere un giro d'olio (circa 8gr.), impiattare e servire (a piacere, aggiungere volendo poco pepe verde).

N.B. Le quantità di sale sono indicative, nella prima fase di transizione la quantità di sale necessaria per rendere appetitoso il piatto potrebbe essere anche maggiore di quella indicata, dipende da quanto le vostre papille gustative sono assuefatte a sale e condimenti in genere. Regolatevi di conseguenza e piano piano diminuite le quantità fino a non utilizzarne più.


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sabato 24 dicembre 2016

CARPOTECNIA 3M - Ricetta GNOCCHI DI PLATANO - di Silvia Aliprandi (Cosmo Fruttariano 3M)

Gnocchi di platano con sugo di melanzana

Ingredienti per una persona (si ottengono circa 200 gr. di gnocchi):
- 1 platano verde del peso di 315 gr. 
- 10 gr. di olio evo denocciolato
- 1 gr. di sale integrale + 15 gr. per l’acqua di bollitura


per il sugo:
- 100 gr. di melanzana 
- 150 gr. di passata di pomodoro senza sale
- 50 gr. di acqua 
- 2 gr. di sale integrale
- 8 gr. di olio evo denocciolato + 5 gr.

Procedimento:
-Mettere il platano a cuocere in forno già caldo per 40 min a 200°
-Tagliare la melanzana a cubetti di circa 1cm di lato e farli saltare in una padella già calda e leggermente oliata con circa 8 gr. di olio per circa 5 minuti, mescolandoli spesso in modo che non si brucino. Quindi aggiungere la passata di pomodoro e l’acqua, amalgamare, coprire con un coperchio e cuocere per 15 minuti. Aggiustare di sale (ci vorranno circa 2 gr. di sale). Mettere da parte
-Una volta cotto il platano, toglierlo dal forno, sbucciarlo, tagliarlo a tocchetti e subito, senza che si raffreddi,  tritarlo in un tritatutto (meglio se a 4 lame). Quando sarà ben sgranato aggiungere 10 gr. di olio e 1 gr. di sale quindi continuare a tritare fino a quando il platano si compatterà in una palletta omogenea
-Procedere quindi come per gli gnocchi tradizionali ricavando dalla palletta dei filoncini da cui poi si ricaveranno gli gnocchi. Se si dispone di farina di platano (meglio se autoprodotta), infarinare leggermente gli gnocchi quindi lasciarli asciugare in luogo asciutto e areato per almeno un’ora
 -Mettere a bollire circa 1,5 litri di acqua, salare (occorrono circa 15 gr. di sale) e immergere gli gnocchi. Quando vengono a galla raccoglierli con una schiumarola e metterli nella padella contenente il sugo, amalgamare gnocchi e sugo. Se il sugo dovesse essersi asciugato nel frattempo aggiungere poca acqua, scaldare per pochi secondi e impiattare aggiungendo un filo di olio finale (circa 5 gr.)

Gli gnocchi si possono condire anche con semplice passata di pomodoro, saranno comunque gustosissimi.






*Variante gnocchi di zucca:
Ingredienti per due persone (si ottengono circa 500 gr. di gnocchi):
- 1 platano verde del peso di 430 gr. 
- 740 gr. di zucca mantovana
- 1 gr. di sale marino integrale
- 10 gr. di olio evo denocciolato
Procedimento:
-Privare la zucca dei semi, tagliarla a spicchi senza togliere la buccia.
-Mettere a cuocere in forno già caldo a 200° zucca e platano, per circa 40 min.
-Spegnere il forno e prendere la zucca, privarla della buccia e schiacciare la polpa con uno schiacciapatate.
-Prendere il platano, sbucciarlo e tritarlo come di consueto, aggiungendo 10 gr. di olio e 1 gr. di sale. 
-Togliere la palletta di platano dal tritatutto e metterci la zucca schiacciata, quindi staccare pezzettini di palletta e unirli alla zucca, tritare amalgamando bene platano e zucca. 
-A questo punto avrete ottenuto un composto che potete togliere dal tritatutto con le mani e, se troppo appiccicoso, compattarlo in piccole pallette che farete asciugare per 10/20 min., fino a quando sarà facilmente lavorabile senza che appiccichi per formare i filoncini da cui otterrete gli gnocchi seguendo il procedimento di cui sopra.


N.B. Le quantità di sale sono indicative, nella prima fase di transizione la quantità di sale necessaria per rendere appetitoso il piatto potrebbe essere anche maggiore di quella indicata, dipende da quanto le vostre papille gustative sono assuefatte a sale e condimenti in genere. Regolatevi di conseguenza e piano piano diminuite le quantità fino a non utilizzarne più.


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mercoledì 21 dicembre 2016

Pechino: la nube tossica che massacra i cittadini della cina orientale, UN MILIONE DI MORTI L'ANNO

Ogni anno l’inquinamento causa un milione di vittime: «È diventata un’epidemia». Ma la popolazione non ha scelta e si abitua: «Conviviamo con mal di testa e vomito»


Nei giorni peggiori, in Cina, i colori scompaiono e si fatica a vedere a 50 metri di distanza. Tutti vorrebbero lasciare le città, ma è impossibile



CECILIA ATTANASIO GHEZZI

PECHINO

Come i britannici parlano del tempo, a Pechino si parla di smog. Si discute animatamente delle migliori maschere in commercio, della frequenza con cui si cambiano i filtri per i purificatori d’aria o dei nuovi misuratori portatili di microparticelle. Chiunque ha sullo smartphone almeno un’applicazione che lo tiene aggiornato sul livello di pericolosità raggiunto dall’inquinamento atmosferico. Si confrontano i dati e ci si improvvisa meteorologi.  

Le città fantasma  

Le giornate grigie condizionano l’umore e la vita di 460 milioni di persone della Cina settentrionale. E anche la loro percezione della realtà. I colori scompaiono e quando il livello sale si fatica a vedere ad appena cinquanta metri di distanza. Le strade si svuotano e gli edifici simbolo della città scompaiono. In uno scenario fantascientifico le insegne luminose si trasformano in aloni colorati. L’aria puzza. Frequenti emicranie e un costante principio di vomito accompagnano chi è costretto a rimanere all’aperto.
 In giorni come questi tutti parlano di lasciare la città. E invece no. Sei intrappolato. Le autostrade sono chiuse, i voli cancellati per assenza di visibilità. «Dove pensate di andare?» ironizza qualcuno su Weibo, il Twitter cinese. Qualcun altro rincara sarcastico: «Non siate naïf, con questo smog non riuscireste nemmeno a trovare la porta di casa»

Allerta rossa 

Il 16 dicembre l’agenzia di stampa Xinhua ha twittato il «timelapse» di quello che ha classificato come «un disastro meteorologico» sui cieli della capitale e ha titolato: «Lo smog sta invadendo Pechino»
Il governo ha dichiarato l’allerta rossa per 23 megalopoli del Nordest cinese fino al 21: niente scuola, targhe alterne, cantieri e autostrade chiusi e 1200 fabbriche costrette a chiudere o a dimezzare la produzione.
 Nonostante tutto questo, lunedì sera nel capoluogo dello Hebei, la regione che circonda Pechino, il livello di polveri pm 2,5 (quelle più pericolose perché penetrano in profondità attraverso le vie respiratorie) ha superato i mille microgrammi per metro cubo, ovvero era 40 volte più alto del livello massimo tollerabile definito dall’Organizzazione mondiale della Sanità che è di «appena» 25 microgrammi per metro cubo.
 Martedì nella capitale il livello ha stazionato sempre sopra i 400. Gli ospedali sono attrezzati per un aumento dei ricoveri per difficoltà respiratorie

L’epidemia silenziosa  

Sono anni che a Pechino si parla di «airpocalipse» e il problema non è certamente confinato a capitale e dintorni. Si calcola che in Cina, a causa dello smog, muoiano prematuramente tra le 300 mila e il milione di persone.
 Una vera e propria epidemia che infiamma l’opinione pubblica come niente prima d’ora. Flash mob studenteschi mettono mascherine alle statue e ai leoni di pietra che vigilano gli ingressi degli edifici tradizionali
Ci sono blogger che scattano la stessa foto tutti i giorni e poi le affiancano in un inquietante mosaico che mostra quanto siano rari i giorni di cielo blu
Sui Moments di WeChat, una piattaforma simile a Facebook, è un gioco collettivo tratteggiare sulle foto i contorni degli edifici resi invisibili dalla coltre di smog.
 I bar e le caffetterie offrono «airpocalypse happy hours» o cercano di attirare i clienti esponendo un cartello su strada: purificatori d’aria all’interno. 

Ci sono persino siti che ti insegnano come costruire da solo un purificatore.  

Vivere con la maschera  

E poi, a tutto ci si abitua. In Cina ormai le maschere sono diventate un accessorio come un altro. Diversi stilisti le hanno inserite nel loro catalogo e può succedere di vederle sulle passerelle delle sfilate di moda

Taranto: Cenone Fruttariano 3M di Capodanno con MUSICA DEGRADO

Sabato 31 dicembre dalle ore 20:30 alle ore 0:00 Trattoria-Pizzeria "L' Angolo Nascosto"
corso Vittorio Emanuele II n.337, 74122 Talsano, Puglia, Italy




Cosmofruttariano3M vi invita a una

CENONE DI CAPODANNO FRUTTARIANO

Sabato 31 Dicembre 2016 alle ore 20:30
presso L’Angolo Nascosto, corso Vittorio Emanuele n.337 - TARANTO

La frutta l’unico alimento adatto per la specie umana. L’alimentazione aspecifica all’origine di tutti i disagi dell’uomo civilizzato. La carpotecnia come unica via d’uscita.
Durante il cenone potrete assaggiare dei gustosi e salutari piatti carpotecnici, fatti interamente di sola frutta. 

Menù

Antipasti crudi 
Spaghetti di mela con salsa di kaki
Torciglioni di cetriolo con crema di zucca e avocado
Primi cotti 
Fettuccine di chayote con sugo alla pizzaiola
Gnocchi di platano con besciamella fruttariana
Secondo cotto 
Millefoglie di platano e melanzane 
Contorno cotto 
Tortino di frutta-ortaggio
Dolce 
Mousse alla carruba

A seguire musica per festeggiare l'anno nuovo 

Costo del cenone: 35 euro

E’ necessario prenotarsi entro il 28 Dicembre telefonando al numero 0997712220









martedì 20 dicembre 2016

Come recuperare messaggi cancellati da WhatsApp

Hai cancellato per errore alcuni messaggi di WhatsApp, messaggi a cui tenevi molto, e sei disperato perché non sai come riuscire a recuperarli? Non disperare, non è ancora detta l’ultima parola.

WhatsApp, come probabilmente già sai, include una funzione di backup automatico che salva una copia di tutti i messaggi presenti sul smartphone una volta al giorno (o una volta alla settimana/al mese in base a come si personalizzano le impostazioni della app). Se sei abbastanza fortunato da avere un backup antecedente alla data in cui hai cancellato i messaggi, puoi ripristinarli facilmente reinstallando WhatsApp sul tuo smartphone e confermando la volontà di recuperare tutte le chat dal backup, che verrà rilevato automaticamente dall’applicazione.

La procedura è attuabile sia su Android che su iPhone e Windows Phone, ma diciamo che sul sistema operativo del robottino verde c’è un margine di manovra maggiore, quindi si hanno maggiori probabilità di recuperare i messaggi cancellati. Per saperne di più ti invito a continuare a leggere, trovi tutti i dettagli su come recuperare messaggi cancellati da WhatsApp qui sotto. Io nel frattempo incrocio le dita per te… anche questo può essere utile in circostanze simili!

Recuperare messaggi cancellati da WhatsApp su Android

Come appena detto, su Android si hanno maggiori probabilità di recuperare i messaggi di WhatsApp in quanto l’applicazione salva i suoi backup sia in locale, cioè direttamente sulla memoria dello smartphone, sia sul cloud (su Google Drive per la precisione).

Per ripristinare i messaggi da un backup precedente basta disinstallare WhatsApp, reinstallarlo e accettare il ripristino dei backup trovati sulla memoria del telefono o su Google Drive. Nel primo caso si ha la possibilità di selezionare “manualmente” i backup da ripristinare e quindi decidere la data esatta a cui riportare le conversazioni, nel secondo si può ripristinare solo il backup più recente eseguito automaticamente dall’applicazione.  Per maggiori dettagli continua a leggere.

Ripristino dei messaggi tramite Google Drive

Prima di tentare un ripristino dei messaggi da Google Drive, assicurati che l’ultimo backup eseguito automaticamente da WhatsApp sia antecedente alla data in cui sono state cancellate le chat di tuo interesse (altrimenti rischi di fare tanta fatica per nulla).

Per scoprire la data dell’ultimo backup effettuato da WhatsApp, avvia l’applicazione sul tuo smartphone, pigia sul pulsante (…) che si trova in alto a destra e seleziona la voce Impostazioni dal menu che compare. Nella schermata che si apre, fai “tap” sulle voci Chat e Backup delle chat e controlla la data collocata accanto alla dicitura Google Drive (sotto la voce Ultimo backup).

Se la data del backup risulta antecedente a quella in cui hai cancellato i messaggi di tuo interesse, disinstalla WhatsApp dal tuo smartphone e reinstallalo. Se non sai come disinstallare WhatsApp, tieni premuto il dito sulla sua icona e trascinalo nel cestino che compare in alto. In alternativa recati nel menu Impostazioni > App, seleziona l’icona di WhatsApp dalla schermata che si apre e pigia sul pulsante Disinstalla.

Ad operazione completata, installa nuovamente WhatsApp dal Play Store, segui la procedura di configurazione iniziale della app e dopo la verifica del numero accetta il ripristino delle chat da Google Drive pigiando sul pulsante Ripristina. In teoria puoi ripristinare le conversazioni di WhatsApp su tutti gli smartphone Android associati al tuo numero di telefono e al tuo account Google, non solo su quello su cui è stato generato il backup.

Ripristino dei messaggi tramite backup in locale

Adesso passiamo al ripristino dei messaggi tramite backup locale, che è un po’ più macchinoso da portare a termine ma consente di recuperare anche i messaggi più vecchi.

La Guardia Civil denuncia a 62 personas por acampar en La Caleta de Adeje

La Guardia Civil ha denunciado a 62 personas por acampar en las playas de Diego Hernández y Los Morteros, situadas en el municipio tinerfeño de Adeje, y ha contabilizado la existencia de 85 construcciones ilegales en esta zona calificada como Sitio de Interés Científico, según ha informado hoy lunes la Benemérita.


Esta operación se ha llevado a cabo por agentes del Servicio de Protección de la Naturaleza de la Guardia Civil de Playa de las Américas, con el refuerzo de siete componentes del Cuerpo, patrullas de la Policía Local de Adeje y un inspector de la Demarcación de Costas del Estado en Santa Cruz de Tenerife, que proceden a inspeccionar el estado del Sitio de Interés Científico de La Caleta.

Esta labor se ha contabilizado la existencia de 85 construcciones ilegales de tipo chozas, cabañas de madera, de piedra, en cuevas, entre otras), todas ellas dentro de este importante espacio natural que únicamente tiene acceso a pie.

Revoke di WhatsApp: si potranno cancellare i messaggi inviati prima che vengano letti

Nuovo aggiornamento per la piattaforma di messaggistica istantanea più diffusa tra i giovani


Fine anno all'insegna delle novità per la famosa applicazione di messaggistica istantanea che prende il nome di Whatsapp, strumento di utilizzo comune e totalmente gratuito gestito dalla Facebook Inc. società titolare del famoso social network che ha rivoluzionato il modo di comunicare. L'introduzione di nuovi aggiornamenti ha fatto propendere nelle ultime settimane all'abbandono di alcune piattaforme ritenute ormai "obsolete" in modo da concentrare tutti gli sforzi verso i nuovi e più performanti hardware di ultima generazione in voga negli ultimi mesi e dotati delle ultime versioni dei più diffusi sistemi operativi.

Arriva Revoke
L'ultimo aggiornamento che è stato diffuso per ora solo in fase di test ha portato al rilascio dell'aggiornamento che consentirà l'utilizzo della funzione denominata "revoke". Uno strumento che renderà a breve disponibile per tutta l'utenza la possibilità di potere revocare un messaggio inviato per sbaglio o del quale ci si è pentiti prima che l'utente destinatario del medesimo possa averlo letto. Con ogni probabilità si continuerà comunque a ricevere il messaggio di notifica ma all'apertura della #chat non si potrà leggere nulla di quanto ricevuto.

lunedì 19 dicembre 2016

Siria: Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunisce dopo la cattura di ufficiali della NATO

Le forze speciali dell’Esercito siriano hanno catturato nell’Est di Aleppo 14 ufficiali di alto rango della denominata coalizione anti ISIS diretta dagli USA.



Secondo le informazioni trasmesse il Venerdì da varie agenzie Francesi, Iraniane e Libanesi, questi ufficiali sono stati arrestati mentre si trovavano in un bunker nella parte est di Aleppo che era fino a pochi giorni prima sotto il controllo dei gruppi terroristi diretti da Al Nusra.


Gli ufficiali, assicurano le fonti, svolgevano i compiti di istruttori militari e comandanti ed offrivano assistenza ed aiuto ai “ribelli moderati” dirigendo le loro offensive contro le forze siriane ad Aleppo. Fra l’altro questi militari erano in contatto con la base NATO di Smirne in Turchia che trasmtteva loro le coordinate satellitari degli obiettivi da colpire con i missili ed artiglierie a disposizione dei miliziani.

Le prime informative riferiscono che questi ufficiali appartengono quasi tutti alla NATO ed il giornalista siriano, Said Hilal Alcharifi, ha indicato che questi sono di nazionalità degli USA, di Gran Bretagna, Francia, Israele, Germania, Turchia, Arabia Saudita, Marocco e Qatar.

“Le autorità siriane hanno potuto, grazie a delle informazioni minuziose, arrivare al quartier generale degli alti ufficiali occidentali e regionali nel seminterrato di un quartiere di Aleppo-Est, e catturarli tutti vivi”, riferisce Alcharifi.

“Alcuni nomi sono già stati ex filtrati a giornalisti siriani me compreso.
Visto le nazionalità (US, francesi, inglesi, tedeschi, israeliani, turchi, sauditi, marocchini, qatariani, ecc.. ecc) di questi bastardi e loro gradi militari, vi assicuro che la Siria detiene in questo momento un grosso tesoro per condurre le trattative con i paesi che l’hanno distrutta”, prosegue oil reporter siriano.

Non è chiaro fino ad ora se questi ufficiali siano in forza alla NATO o alla coalizione occidentale/regionale che dichiara di combattere l’ISIS, tuttavia la lista dei loro nomi è stata pubblicata dal parlamentare siriano Fares Shehabi che è anche il presidente della Camera di Commercio di Aleppo e dimostra che fra gli arrestati vi è uno statunitense, un israeliano ed un turco, oltre agli altri che sono sauditi del Qatar ed un marocchino.

Non ci sono ancora stati commenti da parte delle autorità dei paesi cui appartengono questi elementi  ma la cattura di questi ufficiali spiega perchè i governi di USA, GB e Francia insitevano tanto a richiedere la tregua e lo sgombero dei civili dai quartieri est di Aleppo, nonostante fosse chiaro che tutti queste zone della città erano ormai sotto il controllo delle forze siriane e russe.

Probabilmente i “bambini” di cui si preoccupavano tanto i governi occidentali erano questi ufficiali che dirigevano i tiri di missili ed artiglieria contro i quartieri Ovest di Aleppo, mietendo centinaia di vittime civili. I “bambini” sono adesso nelle mani dell’Esercito siriano che non se li lascia scappare e procede agli interrogatori.

Silenzio dai media occidentali che improvvisamente “distraggono” l’opinione pubblica con altre notizie sulle intromissioni della Russia di Putin sulle campagne presidenziali negli USA.

Arrivano neve e pioggia, ma a Natale tornerà il sereno

Cambio di rotta in arrivo per il tempo, finora stabile per il forte anticiclone che da giorni interessa l’Italia. Già da questa sera - spiegano i meteorologi del Centro Epson Meteo - ci sarà un primo peggioramento sulle Isole con il rinforzo di venti di Scirocco e poi, da domani, arriveranno precipitazioni su gran parte del paese e neve sul Nordovest e fino in pianura sul Piemonte. Per Natale la situazione è ancora incerta, dicono gli esperti, ma è probabile che non ci sarà neve nè particolare freddo. Venti e precipitazioni aiuteranno a dissolvere le nebbie e a migliorare la qualità dell’aria, dicono i meteorologi.

Il primo peggioramento del tempo di stasera si completerà domani con l’arrivo di una bassa pressione dal Mediterraneo occidentale, che diventerà un vero e proprio vortice, conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara. Tra sera e notte piogge in arrivo da sud in Sardegna e più isolate sulla Sicilia occidentale. Venti tesi orientali nei canali di Sicilia e di Sardegna.
Domani, dicono i meteorologi, «assisteremo a un deciso rinforzo dei venti in gran parte dell’Italia, con precipitazioni che entro martedì coinvolgeranno gran parte del Paese e neve a basse quote al Nordovest». Fin dal mattino piogge in Sardegna, anche intense sul lato tirrenico.

Un modo semplice per passare i dati da iPhone ad Android

Un aggiornamento dell’applicazione Drive permette di effettuare il backup di foto, contatti e messaggi presenti nello smartphone Apple, per trasferirli via cloud sul nuovo apparecchio. Ma possono volerci molte ore


Nessun rischio di perdere contatti, foto, video ed eventi sul calendario. Grazie all’aggiornamento dell’applicazione Google Drive per iOS, è possibile fare un backup dei dati presenti sull’iPhone in vista di un passaggio a uno smartphone Android.  

Dopo aver scaricato l’app e creato un account Google, per salvare i propri dati sul cloud si deve accedere alla finestra delle Impostazioni e cercare la voce Backup. Il processo potrebbe durare anche delle ore, soprattutto se si vogliono trasferire molte foto e video. 

Una volta acquistato il nuovo dispositivo Android si deve poi accedere con lo stesso account utilizzato per Google Drive e si ritrovano i contatti, le foto e gli eventi salvati all’interno delle app specifiche. Non è invece possibile fare la stessa con i brani musicali che vanno trasferiti manualmente

Tutto questo non è necessario per chi acquista un Google Pixel: per trasferire i dati basta usare l’adattatore Usb collegabile all’iPhone.

Più smartphone equivale a meno alcol e droga per i giovani. La svolta salutista dell’America

L’uso di sostanze tra i teenager al minimo da 40 anni. Ma per gli adulti è boom di overdose

Mark Twain notava che più lui invecchiava, più suo padre diventava saggio. In America però sta capitando il contrario, almeno per quanto riguarda l’uso di droghe, alcol e tabacco. Sono gli adolescenti che stanno alzando la bandiera della responsabilità e della saggezza, mentre gli adulti cedono alla tentazione. Secondo i dati dello studio «Monitoring the Future», infatti, l’uso di queste sostanze è sceso al livello più basso degli ultimi 40 anni tra i teenager degli Stati Uniti.

«Monitoring the Future» è un sondaggio che la University of Michigan conduce dal 1975, per controllare la diffusione di droghe, alcol e tabacco fra gli adolescenti. Quest’anno gli autori hanno sentito 45.473 studenti che frequentano gli ultimi anni di liceo in 372 scuole pubbliche e private, e hanno registrato risultati molto incoraggianti. Nel 1991, l’11% dei maturandi fumava almeno mezzo pacchetto di sigarette al giorno, mentre ora sono scesi all’1,8%. Nel 2001, il 53,2% si era ubriacato almeno una volta nella vita, contro il 37,3% di oggi. Durante gli ultimi 12 mesi l’uso della marijuana è diminuito dal 6,5% al 5,4% tra gli studenti dell’8th grade, cioè quelli più giovani, rimanendo invece stabile al 22,5% tra i maturandi. L’abuso dei farmaci a base di oppiacei poi si è dimezzato, dal 9,5% del 2004 al 4,8% di oggi, mentre l’eroina è scesa allo 0,3%.

L’ecstasy, che stava diventando un’epidemia, è calata tra l’1 e il 3%. Tendenze positive che diventano ancora più importanti, se uno le paragona a quelle in corso invece tra gli adulti, dove negli ultimi 5 anni i «Centers For Disease Control and Prevention» hanno registrato un aumento del 33% nelle morti per overdose.

L’anno scorso oltre 52.000 persone hanno perso la vita così, con casi particolarmente gravi in Stati come il New Hampshire, dove c’è stato un incremento del 191%. Lo stesso Donald Trump aveva usato questi numeri durante la campagna presidenziale, per giustificare la costruzione del muro lungo il Messico allo scopo di bloccare il narcotraffico. 

Cacciatore muore azzannato da un cinghiale ferito da un altro cacciatore

Un cacciatore di cinghiali di 62 anni è stato trovato morto dissanguato nei boschi della Romita di Pianello di Cagli (Pesaro Urbino), probabilmente azzannato da un cinghiale.



 I suoi compagni di battuta non lo avevano visto tornare dalla battuta di caccia nel luogo in cui avevano lasciato le auto, e dopo averlo cercato per un po’ alle 16 hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco di Cagli. Un’ora e mezza dopo il ritrovamento del corpo, ormai senza vita. Sul posto, anche i carabinieri per le indagini.

Il cacciatore, Rolando Caimmi, originario della provincia di Ancona ma residente a Pianello di Cagli, presentava una profonda ferita all’inguine, verosimilmente la causa dell’emorragia fatale. Poco lontano dal cadavere i vigili del fuoco hanno trovato un cinghiale morto: una delle ipotesi è che l’uomo sia stato aggredito dall’animale, ferito da un altro cacciatore e in fuga.

venerdì 16 dicembre 2016

Gorilla rinchiuso da solo in gabbia in un supermercato thailandese

Vive al settimo piano di un grande magazzino di Bangkok, in Thailandia. Questa gorilla di 30 anni è rinchiusa in una gabbia e non è l’unico animale tenuto lì, al Pata Zoo: lei però vive da sola in una gabbia al settimo piano, mentre altri oranghi, scimpanzè, scimmie, leopardi e rettili sono esposti sul tetto del complesso, accessibile grazie ad un ascensore.


Per anni gli animalisti hanno provato a far chiudere lo Zoo e nel 2015 finalmente le autorità hanno riconosciuto la barbarie in cui venivano tenuti gli animali. Purtroppo, però, in Thailandia non esiste nessuna legislazione ufficiale per il benessere degli animali e quindi il futuro di questa povera gorilla è rimasto ancora incerto. 


All’inizio i giornali sostenevano che fosse stata spostata, ma quando su internet hanno iniziato a comparire foto di turisti indignati che mostravano la gorilla Bua Noi ancora intrappolata e triste nella sua gabbia nel centro commerciale, qualcosa ha iniziato a muoversi.

giovedì 15 dicembre 2016

Renzi SI CACA SOTTO di fronte al referendum x cancellare il Jobs Act entro il 15 giugno

A gennaio l’ok della Consulta ai quesiti del referendum. I timori di un voto anti-governo



Anche per abolire delle norme presenti nel cosiddetto Jobs Act la Cgil ha consegnato 3,3 milioni di firme alla Corte Costituzionale per un referendum abrogativo con tre quesiti

Una nuova bomba ad orologeria è stata azionata sotto la poltrona del segretario del Pd Renzi e dello stesso governo Gentiloni. È il referendum promosso dalla Cgil con 3,3 milioni di firme con l’obiettivo di ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, cancellare i voucher (ribattezzati dal sindacato «la nuova frontiera del precariato»), riesumare la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante, in caso di violazioni nei confronti del lavoratore

Una bomba sotto il Jobs Act, una delle punte di lancia dell’esecutivo Renzi che ha aperto una guerra con il sindacato guidato da Susanna Camusso e ha fatto scoppiare una furiosa polemica tra i Democratici.



 L’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione ha già dato il via libera. Ora (il 10 gennaio) spetta alla Corte Costituzionale pronunciarsi e nessuno dubita sull’ok della Consulta. Da quel momento il governo dovrà fissare una data per il referendum tra il 15 aprile e il 15 giugno. Tranne se in quel lasso di tempo non venissero indette elezioni anticipate: in quel caso la consultazione referendaria verrebbe rinviata di un anno. Ma il governo Gentiloni non ha una scadenza e non è prevedibile cosa accadrà nei prossimi mesi, allora a Palazzo Chigi è scattato l’allarme rosso.