domenica 1 maggio 2016

JP Morgan : “Bisogna distruggere le Costituzioni degli stati europei”

NEW YORK (WSI) – Gli economisti del gigante finanziario americano JP Morgan lo dicono senza troppi fronzoli ai governi europei: “Dovete liberarvi delle vostre costituzioni sinistroide e anti fasciste”.

Lo si legge in un documento di 16 pagine clicca qui  in cui vengono elencate le modifiche da apportare nell’area euro per riuscire a sopravvivere alla crisi del debito.

Oltre alla parte sul buon lavoro fatto sin qui, la sezione piu’ interessante riguarda il lavoro che resta ancora da fare in termini di deleveraging delle banche e di alleggerimento del debito sovrano e delle famiglie.

Le riforme strutturali piu’ urgenti, oltre a quelle politiche, sono secondo la banca quelle in termini di riduzione dei costi del lavoro, di aumento della flessibilita’ e della liberta’ di licenziare, di privatizzazione, di deregolamentazione, di liberalizzazione dei settori industriali “protetti” dallo stato.

Gli autori della ricerca osservano che nel cammino che porta al completamento degli accorgimenti da apportare alla propria struttura politico economica, l’area euro si trova a meta’ strada.

Il segreto di Grillo: era discepolo di Auriti, il professore contro il SIGNORAGGIO

Quando il professor Giacinto Auriti iniziò a parlare di signoraggio bancario, di moneta, di sistema bancario, erano gli anni Settanta, nessuno ne parlava, nessuno sapeva cos’erano.



 Oggi che l’argomento è diventato di pubblico dominio, grazie anche a Beppe Grillo, le teorie economiche del professor Auriti vengono rivalutate.

 Giacinto Auriti, abruzzese doc, professore universitario (fu cofondatore dell’università di Teramo), economista, scrittore, saggista, imprenditore e molto altro ancora, è un poundiano di ritorno, perché partendo dalle considerazioni del grande economista e poeta Ezra Pound ha elaborato una teoria tesa a provare le banche centrali della proprietà della moneta che – secondo Auriti – andrebbe restituita ai cittadini.

 Ma negli anni Settanta e Ottanta l’Europa andava a gonfie vele, l’economia tirava, e Auriti era considerato solo un eccentrico professore che diceva fastidiose cose alternative; in più, era missino convinto, e pertanto a priori non andava ascoltato né valorizzato: su di lui c’era l’anatema dell’intellighenzia antifascista, da lui non poteva venire nulla di buono.

Se Auriti fosse stato un economista e docente universitario schierato a sinistra, nel gregge, sicuramente oggi le sue idee sarebbero state messe in pratica,  probabilmente l’Italia e la Ue sarebbero in condizioni diverse.

Ma così non è andata: la miopia del pensiero omogeneo unico e del politicamente corretto l’hanno avuta vinta sulle idee vincenti e rivoluzionarie di Auriti ( almeno per il momento.. NdR)

Auriti fu docente universitario e scrittore



Eppure in un’intervista del 1999 Auriti dichiarò che un giovane comico, Beppe Grillo, lesse i suoi libri sulla moneta, se ne innamorò, andò a conoscerlo e strinsero un ottimo rapporto: vero o non vero, è però una realtà che da allora in poi Beppe Grillo nei suoi seguitissimi spettacoli iniziò a parlare di signoraggio bancario, di truffa delle banche centrali nei confronti degli Stati sovrani, di moneta e quant’altro, peraltro riscuotendo sempre grandissimi successi.

  Non sappiamo in realtà se Beppe Grillo fu un vero  e proprio discepolo di Giacinto Auriti, come il professore dichiarò, però è certo che il comico genovese ha fatto delle teorie di Auriti il suo cavallo – vincente –  di battaglia, e si potrebbe addirittura pensare che la discesa in campo di Grillo sia l’onda lunga del desiderio di combattere il sistema bancario così come teorizzava il professore di Guardiagrele.

Il Parisi non sa chi è sant'Ambrogio e si candida sindaco di Milano..

tratto da un intervista de lastampa.it



Giornalista: 'Ultima domanda. Lei è romano: non crede che sia un problema, per un sindaco di Milano?'


Parisi: «Io sono milanese ormai da molti anni. E poi Milano è una città aperta e accogliente. Gli unici che aggiungono sempre “romano” al mio nome sono quelli del Pd. Beh, anche sant’Ambrogio era nato a Roma».

SANT'AMBROGIO NATO A ROMA?!? Quell'Ambrogio? Conosciuto come Ambrogio di Treviri?


marò...


Il romano Parisi si dimostra alquanto sprovveduto per essere uno che si professa milanese da molti anni dato che Ambrogio è nato in GERMANIA!  Non a Roma come afferma il romano Stefano Parisi ma a Treviri, in Germani al confine col Lussemburgo quasi in Belgio.... se questa è la conoscenza che il romano Parisi ha di Milano sono messi bene i leghistiforzistiechipiùnehapiùnemetta che appoggiano questo strano personaggio....




Aurelio Ambrogio (Aurelius Ambrosius), meglio conosciuto come sant'Ambrogio (Treviri,339-340 – Milano, 397) è stato un vescovo, scrittore e santo romano, una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo. È venerato come santo da tutte le Chiese cristiane che prevedono il culto dei santi; in particolare, la Chiesa cattolica lo annovera tra i quattro massimi dottori della Chiesa d'Occidente, insieme a san Girolamo, sant'Agostino e san Gregorio I papa.
Conosciuto anche come Ambrogio di Treviri, per il luogo di nascita, o più comunemente come Ambrogio di Milano, la città di cui assieme a san Carlo Borromeo e san Galdino è patrono e della quale fu vescovo dal 374 fino alla morte, nella quale è presente la basilica a lui dedicata che ne conserva le spoglie.


cioè i leghisti milanesi devono votare uno che manco sa chi è sant'Ambrogio?


Messo bene sto Parisi.... bravi leghisti...avete scelto bene.... e poi vi lamentavate di Bertolaso..


E mister felpa Salvini che dice? Bertolaso no ed il ROMANO Parisi si?

giovedì 28 aprile 2016

Introduzione di Cosimo Massaro al libro sul SIGNORAGGIO

 Cosimo Massaro per la Collana eXoterica di Edizioni SI



Introduzione

Viviamo un periodo storico in cui sembra che il tempo non basti mai, tutti di corsa e tutti presi da innumerevoli impegni.
Sembra che qualcuno ci abbia letteralmente rubato il tempo. Non voglio approfondire questa riflessione, poiché sarà una delle tematiche trattate in un altro mio lavoro, tuttavia desidero citare una  frase che ritengo emblematica: “I padroni del denaro, attraverso la moneta debito, ci hanno sottratto il tempo e rubandoci il tempo ci hanno rubato la vita”.

È il tempo la chiave della nostra vita e che dà valore anche ai nostri soldi.
È il tempo che scandisce le nostre azioni ed è ancora il tempo la causa delle nostre decisioni.
Il tempo ha scandito anche la progettualità di questo nuovo lavoro che mi accingo a presentare.
Una mattina ricevo un messaggio da Max Gaetano, curatore della collana Exoterica della casa editrice Sì, che diceva: “Ti chiedo di scrivere un saggio di circa 70 pagine che parli di Signoraggio, lo vorrei regalare ai parlamentari, ma non deve essere lungo, concetti concisi ma diretti”. 

Anche per loro il tempo da dedicare alla lettura è diventato un lusso, non hanno il tempo per leggere, come un po' tutti noi, non c'è il tempo per documentarsi nemmeno su questioni che, ahimè, sono di fondamentale importanza, come, appunto, il signoraggio bancario.



Mi è capitato spesso, alla proposta di nuove letture di approfondimento sui temi delle mie ricerche sentirmi rispondere: “mi piacerebbe leggere questo testo, ma non ho il tempo”. Siamo spesso portati, più comodamente, ad ascoltare le informazioni in maniera passiva, lasciandoci bombardare serenamente sul sofà di casa, sebbene queste informazioni siano spesso superficiali, poco attendibili e talvolta contrastanti.

Alla luce di ciò la sfida che mi pongo con questo lavoro è di spiegare “il signoraggio”, per la precisione il “signoraggio bancario” nel modo più chiaro, semplice  e preciso possibile. 

Prefazione di Antonio Pimpini al libro sul SIGNORAGGIO di Cosimo Massaro

Antonio Pimpini per la Collana eXoterica di Edizioni SI



Il tema del signoraggio, così come tutti i termini che provengono dalla scienza economica, sono spesso ritenuti una specie di sancta sanctorum, il cui accesso e, soprattutto, conoscenza, restano limitati ad un cerchia ristretta di studiosi, più correttamente definibili iniziati. Si percepisce, infatti, la difficoltà nella collettività nel comprendere e percepire, con spirito critico e consapevole, le definizioni utilizzate dagli economisti e, di conseguenza, i fenomeni e le implicazioni che derivano da analisi incomprensibili alla comune vulgata. La confusione e il disagio del cittadino, preso dalla soluzione di problemi di sopravvivenza, si acuiscono ancor più quando si prende coscienza che da tali termini derivano solo conseguenze negative per le proprie tasche

Il “sistema” ha voluto da sempre far credere che solo poche menti eccelse fossero titolate ad avere la chiave della conoscenza dell’economia, gli altri dovevano fidarsi di quello che postulava il governatore della banca centrale, i vari tromboni economisti, gli studiosi della materia, oltre agli esperti della borsa (mercato virtuale del nulla) e della grande finanza. Un atto di fede in chi, in buona sostanza, fa uso di argomenti e termini ignoti, criptici e, in più, giorno dopo giorno, propone come ricetta l’impoverimento della collettività.

Le parole d’ordine sono diventate: onorare il debito pubblico, fare i sacrifici per i nostri figli, partecipare alle perdite, pagare le tasse. Insomma, mai una intervento positivo e di speranza, solo grigiore. Ma sono proprio il monopolio dell’economia e la totale disaffezione del popolo per argomenti che deliberatamente non sono spiegati e sono lontani anni luce dal sudore della fronte di chi deve portare il pane a casa, che consentono all’usura bancaria e finanziaria di farla da padrona.

Lo scritto di Cosimo Massaro, con un taglio volutamente elementare e necessariamente sintetico, vuole porre fine, nel solco dell’insegnamento del prof. Giacinto Auriti, a questo alone di mistero e consentire finalmente anche all’uomo medio – ed a quello che lotta quotidianamente per sbarcare il lunario - di comprendere che l’economia non è un arcano, ma è materia di una semplicità incredibile, basta studiare e comprendere le idee del prof. Auriti e, poi, affrontare in modo semplice e lineare le questioni, con l’ausilio degli schemi del diritto ed analizzare con lucidità ed onestà intellettuale la realtà degli accadimenti.




Il tema del signoraggio è il preliminare ed obbligatorio passaggio dal mondo conosciuto a quello ignoto, le colonne d’Ercole della conoscenza economica per il quidam de populo. Al di là di esse non vi è il mondo degli inferi, ma l’accesso ad un nuovo umanesimo, quello del diritto sociale universale.

Dopo averne compreso il significato, la grande portata rivoluzionaria e le conseguenze, svelate con lucidità e con genialità oltre cinquant’anni prima dal prof. Auriti, Cosimo ci affida un Bignami delle teorie auritiane, che dovrà essere letto, riletto, verificato con il riscontro di quel che si afferma, per giungere ad una reale comprensione del sistema culturale di dominazione (signoraggio) in cui viviamo e che nessuno, soprattutto per difetto di conoscenza e consapevolezza, sino ad oggi ha mai combattuto realmente, anche perché chi lo ha fatto (il prof. Auriti) è stato perseguitato per aver svelato misteri inconfessabili.

martedì 26 aprile 2016

I conti in tasca a Blitz, il Post, Huffington Post, Linkiesta e Lettera 43

Il futuro del giornalismo è in Rete ma i siti di informazione che sono indipendenti dai maggiori gruppi editoriali online producono ancora fatturati non elevati e totalizzano perdite. Ecco una mappa aggiornata sulla base dei numeri svelati di recente in alcuni articoli pubblicati dal quotidiano economico Italia Oggi.

LINKIESTA
Secondo i dati pubblicati da Claudio Plazzotta su Italia Oggi, tra i siti indipendenti di news la società ad aver accusato maggiormente il colpo è l’Editoriale “Linkiesta”: quattro milioni di perdite in tre anni, e soli 450 mila euro di ricavi cumulati in tre esercizi.
Il fatturato del sito ora diretto da Marco Alfieri non sembra essere mai decollato, secondo l’analisi del quotidiano Italia Oggi: nel 2013 i ricavi del sito di news si sono attestati a 191 mila euro a fronte di una perdita di 1,5 milioni di euro. Si notano i costi del personale (oltre un milione di euro) e il totale dei costi della produzione (1,7 milioni di euro).
E nel 2014 le cose non sembrano essere cambiate: 340 mila euro di perdite solo nei primi tre mesi del 2014 e ricavi a 23 mila euro, di cui 15.700 da pubblicità attraverso la concessionaria Rcs, e 7.800 euro da abbonamenti.

lunedì 25 aprile 2016

MAFIA Bilderberg si riunisce a Dresda dal 9 al 12 giugno 2016

La conferma arriva dal ministero dell'Interno tedesco. Il raduno si tenne la prima volta nel 1954, nell'albergo "Bilderberg" della città olandese Oosterbeek: non sono previste conclusioni scritte né comunicati.



 Per i critici è una riunione che prende decisioni lontano dai riflettori, senza legittimazione democratica



 Quest'anno la conferenza di Bilderberg, che scatena le fantasie dei complottisti di tutto il mondo, si terrà a Dresda. Il ritrovo annuale a porte chiuse del gotha della politica e dell'economia mondiale è previsto dal 9 al 12 giugno, come ha ammesso il ministero dell'Interno tedesco e confermato l'associazione sul proprio sito internet. Secondo indiscrezioni, la conferenza carbonara dei potenti della terra si terrà al Kempinski-Hotel Taschenbergpalais, a pochi metri dalla Semper-Oper: un indizio a conferma dei rumor arriva dall'hotel stesso che non ha alcuna stanza disponibile per i giorni della conferenza.

BILDERBERG 2016: IL CLUB DELLA MAFIA A DRESDA DAL 9 AL 12 GIUGNO

Quest'anno la riunione della nota organizzazione MAFIOSA si terrà in Germania, a Dresda.



Dal 15 al 17 aprile la "Trilateral Commission" è tornata a riunirsi in Italia dopo ben 33 anni, precisamente a Roma.La Trilateral, che riunisce alcune delle più importanti e influenti personalità politiche ed economiche di Europa,Stati Uniti e Giappone, è considerata dai teorici della cospirazione una delle più potenti organizzazioni che starebbero dietro il progetto del cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale", e tra queste organizzazioni un ruolo di primo piano lo meritano anche il Council of Foreign Relations(CFR) e il più conosciuto "Bilderberg".



Dal 9 al 12 giugno il Bilderberg si riunisce a Dresda
Quest'anno il Bilderberg terrà la sua annuale conferenza in Germania, più specificamente a Dresda dal 9 al 12 giugno. La conferma, come scritto dal quotidiano "la Repubblica", è arrivata anche dal ministero del governo tedesco e dalla stessa associazione nel suo sito web ufficiale.

Stando ad alcune indiscrezioni, il luogo d'incontro scelto per il meeting del Bilderberg sarebbe quello del "Kempinski-Hotel Taschenbergpalais", hotel che si trova a pochi minuti dal "Semperoper", il Teatro dell'Opera di Dresda.

Papa Lambrenedetto Re d'Albania



Le scoperte nel mondo non smettono mai di stupirci. Parliamo del famoso blogger italiano che si fa chiamare Lambrenedetto XVI



Ha scoperto l'Albania , si proprio così ha scoperto l'Albania come fece Cristoforo Colombo con l'America. Gli sono bastati 10 giorni per far conoscere agli italiani il paese delle aquile, l'80% degli italiani pensa che l'Albania sia un paese rimasto agli anni 40 , ma lui con la sua dialettica mostra l'Albania a 360 °.



A Napoli la prima macelleria VEGETARIANA è al Vomero

La prima macelleria vegetariana di Napoli è in via Belvedere 11, nel quartiere Vomero di Napoli. Tra i banchi di "Gagliano carni" polpette, hamburger e tanti altri prodotti a base di ortaggi, legumi e verdure.



Nella città del ragù di carne si fa strada la dieta vegetariana. Apre a Napoli "Gagliano carni", la prima macelleria vegetariana di Napoli. Il negozio che ha la sua sede nel cuore del quartiere collinare del Vomero, offre ai propri clienti, accanto ai prodotti di carne, anche composti lavorati a base di verdure e rigorosamente senza carni animali. L'offerta è ricca a cominciare dalle polpette: al pesto, a base di melanzane, di verdure miste o di ricotta e spinaci.

Accanto a queste specialità, la macelleria offre anche hamburger per tutti i gusti: a base di spinaci, di ceci, di zucchine e di melanzane.

Dove andare a vivere al caldo in inverno

                                                       Atlantico vicino all'Europa



Azzorre. Alle Azzorre, isole portoghesi, il clima è mite, piovoso e ventoso in inverno, mentre l'estate è piacevole ma non troppo calda: le temperature sono intorno ai 25 gradi, e in pratica non fa mai molto caldo. Siamo lontani dall'Africa, per cui, a differenza ad esempio che alle Canarie, qui lo scirocco non arriva mai, e non si superano mai i 30 gradi. Il soleggiamento non è buono in inverno, ed è discreto, ma non eccezionale, in estate. Il mare è abbastanza fresco anche in estate. Questo clima è interessante per chi non ama il caldo, ma non vuole neanche il freddo, però non teme il vento e la pioggia.

Madeira. Una via di mezzo tra Azzorre e Canarie. Rispetto alle Azzorre la temperatura invernale è più mite (18/19 gradi anziché 16/17), le piogge più contenute, il soleggiamento migliore, ma anche qui comunque l'estate è piacevole, sui 25/26 gradi; qui le ondate di caldo dall'Africa molto rare, ma comunque possibili. Anche qui il mare è fresco.

Canarie. Le Canarie sono diventate una delle mete preferite dagli italiani non solo per le vacanze, ma anche per andarci a vivere. Ci si trova pur sempre in Spagna, vi circola la stessa moneta, l'Euro, ma il clima è da sogno, mite e soleggiato per gran parte dell'anno, con temperature diurne intorno ai 20 gradi in pieno inverno. Le piogge sono a livello semidesertico o desertico e sono concentrate nei mesi invernali. In estate è raro che faccia molto caldo: in genere le temperature si fermano intorno ai 26/27 gradi. Il mare è un po' fresco, e il vento soffia di frequente, soprattutto nelle isole più orientali (Lanzarote e Fuerteventura).

Capo Verde. Qualche grado in più rispetto alle Canarie; d'inverno fa ancora più caldo e non piove,

Le bugie di Marco Canestrari:l’ex braccio destro di Grillo e Casaleggio

«Sono stato per anni l’uomo che seguiva Beppe Grillo ovunque, dal colloquio con l’ambasciatore tedesco a quello con il presidente del Senato. Ho lavorato anni alla Casaleggio accanto a Gianroberto, ero il suo inviato agli incontri nazionali dei meet up, la cinghia di trasmissione tra loro, le cellule originarie del Movimento, e lui. Solo io e altre due persone sappiamo davvero cosa volessero Roberto e Beppe». Marco Canestrari oggi ha 33 anni. Sa tutto, del passato e del presente di quello che ormai è un’azienda-partito. Alla Casaleggio, dove fu chiamato dal fondatore, lo chiamano con lo sfottò appioppato da Grillo, «la mente grigia». Oggi vive a Londra, fa il programmatore informatico. Ha deciso di parlare e raccontare la mutazione genetica del Movimento, chi l’ha voluta e chi nonostante le lacrime ha tradito le volontà del fondatore dell’azienda.

Perché lo fa? Di solito chi è stato alla Casaleggio una cosa in comune ce l’ha: il silenzio.
«All’inizio eravamo una comunità. Roberto amava quella parola. Ora non più. Era il mio capo, lo ricordo con molto affetto e professionalmente devo tutto a lui. Credeva davvero nel suo progetto, non aveva secondi fini. Ma le cose sono andate diversamente. Al suo funerale mi sono avvicinato a Luca (Eleuteri, il socio di Casaleggio) per salutarlo, lui senza dire una parola mi ha puntato il dito in faccia per venti secondi e mi ha allontanato; forse contava su un presunto accordo di omertà che avrei violato dicendo pubblicamente la mia, ma non sono il tipo».

venerdì 22 aprile 2016

I traditori della patria che partecipano alla TRILATERAL: i nomi

La Commissione Trilaterale, definita da più parti come la Spectre che domina il mondo, è in riunione a Roma dal 15 al 17 aprile 2016: ecco i nomi degli italiani che partecipano.

Erano 33 anni che la Commissione Trilaterale non si riuniva in Italia, più precisamente dal 1983, quando festeggiava il 10° anniversario della sua fondazione: “La Conferenza”, si legge nel report dell’epoca, “è stata risaltata da un incontro con il Presidente Sandro Pertini al Quirinale a da una cena a Palazzo Barberini, organizzata da Giovanni Agnelli, in onore del Primo Ministro Amintore Fanfani”.



Georges Berthoin, alto funzionario e diplomatico francese, oggi è Presidente Onorario Europeo della Trilateral e nel 1983 presiedeva la Conferenza di Roma: ecco una foto del suo incontro con Papa Giovanni Paolo II, poco prima dell’inizio della Conferenza.



Tre italiani vennero invitati a tenere un convegno sulla situazione del paese ospitante: il Segretario generale della Camera dei Deputati Guglielmo Negri, il Professor Mario Monti della Bocconi e il Presidente dell’IRI Romano Prodi. Ecco la prova fotografica che li ritrae durante la Conferenza della Trilaterale.



Già dal 1983, dunque, Monti e Prodi bazzicavano le oscure e ambigue stanze della Spectre mondiale, in arte Trilateral, fondata da David Rockefeller, Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski con lo scopo di riunire in un’unica stanza il vero Potere – non quello che vediamo in televisione – per decidere strategie e interessi comuni.



Ora la Trilaterale torna a Roma. Ed è la seconda volta in pochi anni che un Gruppo di questo tipo viene in Italia: era il novembre 2012 quando il Bilderberg si riunì, in via straordinaria, proprio a Roma.

giovedì 21 aprile 2016

Libertà di stampa, l’Italia crolla: ora è al 77° posto

Nella classifica stilata da Reporter senza frontiere perdiamo 4 posizioni. Fra le cause i giornalisti intimiditi o minacciati di morte. Meglio di noi anche Burkina Faso e Botswana

Brutte notizie per l’Italia sul fronte della libertà di stampa. Nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres il nostro Paese perde quattro posizioni, scendendo dal 73° posto del 2015 al 77° (su un totale di 180 Paesi) del 2016. L’Italia è il fanalino di coda dell’Ue (che è comunque l’area in cui c’è maggiore tutela dei giornalisti), seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria.

Classifica: ecco le prime 10 posizioni (Fonte: rsf.org)



GIORNALISTI NEL MIRINO  
Fra i motivi che - secondo l’organizzazione con base in Francia - pesano sul peggioramento, il fatto che «fra i 30 e i 50 giornalisti» sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Nel rapporto vengono citati anche «procedimenti giudiziari» per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato 

La CIA teme che la Russia usi geoingegneria x modificare il clima degli Stati Uniti!

Da tempo l’intelligence americana starebbe indagando per capire se “paesi ostili agli Stati Uniti” stiano modificando il clima degli USA, mediante tecnologie segrete. A rivelarlo non è un “blogger complottista”, bensì Il Giornale della famiglia Berlusconi.

Negli Stati Uniti fenomeni atmosferici devastanti sono frequenti, ma negli ultimi anni sono aumentati, e l’agenzia di intelligence ci vuole vedere chiaro.

La California sta attraversando una delle siccità peggiori nella storia del paese. Alcune zone in Texas sono così aride da sembrare pianure di terra rossa su Marte. Nel frattempo, il nord est degli Stati Uniti è sommerso dalla neve. A Boston, questo inverno, ne sono caduti quasi tre metri.

La CIA ha scomodato un noto climatologo per tentare di stabilire se questi fenomeni atmosferici siano dovuti a manipolazione climatica, operazioni di geoingegneria.

Ma la geoingegneria, non era tutta una bufala? Di modifica climatica infatti, non parla mai nessuno, anche se il 10 Maggio 2007 il TG1 affermò che i russi avevano utilizzato questa tecnologia per evitare che piovesse in occasione di una festa nazionale

Panama Papers: tutti sapevano da 20 anni, di Hervè Falciani

di M5S Europa

Il Movimento 5 Stelle ha le idee chiare su come risolvere il problema dell'elusione fiscale internazionale. Sta già collaborando con numerosi esperti, lottando in ogni sede istituzionale e tutelando al contempo whistleblower come Hervé Falciani. Lo abbiamo intervistato per sapere cosa pensa dei Panama Papers. Buona lettura!

"Sono stato condannato in Svizzera per spionaggio economico. Secondo loro ho attentato agli interessi fondamentali della nazione elvetica. Peccato che per molti altri Paesi è stato un fatto positivo; ora tutte le volte che voglio andare in un altro Paese devo chiedere l'autorizzazione. Un Governo o un dipartimento di giustizia che rifiuta di ospitarmi ammette implicitamente di proteggere un segreto bancario, quindi ogni volta che decido di spostarmi è l'occasione giusta per capire cosa sta succedendo in quel Paese".

In Italia la stampa non è libera: 77esimo Posto dopo il Burkina Faso

In Italia c'è una delle informazioni peggiori del mondo occidentale e non solo. Quest'anno per Reporter senza frontiere la stampa italiana è scesa al 77esimo posto, 4 posizioni in meno rispetto all'anno scorso, superata dal Burkina Faso. I giornalisti in maggiore difficoltà sono quelli che parlano di corruzione e crimine organizzato: non è un caso che di Trivellopoli, nonostante coinvolga esponenti del governo e del Pd, si stia parlando pochissimo quando per l'enormità dello scandalo dovrebbe essere tutti i giorni in prima pagina e nei telegiornali. Siate curiosi, non credete alla propaganda del regime renzinverdiniano ed informatevi in Rete.

Morto Prince: la pop star che denunciava illuminati e scie chimiche

La famosa pop star Prince, che nella sua carriera ha venduto oltre 100 milioni di dischi, è stato trovato morto, a 57 anni, nella sua abitazione. La notizia è stata battuta da poche ore dalle agenzie di stampa di tutto il mondo, mentre le cause che hanno portato al decesso, restano ancora da chiarire. Quasi “un classico”

La famosa Pop Star era nota in tutto il mondo per le sue canzoni, ed in tono minore per la sua lotta alle grandi case discografiche, a cui i mass media non hanno mai conferito risalto. Rammenta questo aspetto l’articolo di Andrea Silenzi su Repubblica.it, che scrive:

La popstar, 57 anni, era stata ricoverata d’urgenza quattro giorni fa, poi il suo agente aveva rassicurato i fan parlando di “una brutta influenza”. Nella sua carriera ha venduto più di 100 milioni di dischi. Celebri le sue battaglie contro le major discografiche e i suoi cambi di nome

Ma l’attivismo di Prince non si limitava a contrastare lo strapotere delle grandi case discografiche, che da sempre sono controllate dalle elite, in quanto dietro alla produzione di musica e alle rockstar, c’è anche il controllo culturale e ideologico delle masse di giovani, pronti a seguire i loro idoli anche nella “visione della vita” che propongono.

Prince, ovviamente censuratissimo dai mass media mainstream, nonostante la sua fama mondiale, era uno dei pochi artisti che parlava di “elite”, del programma di riduzione e controllo della popolazione mondiale, di “nuovo ordine mondiale”, e persino di geoingegneria.

La Rai sveli i contenuti della riunione della Trilaterale o la portiamo in Tribunale

Le oligarchie finanziarie si sentono vicine al trionfo. Dopo il vergognoso inchino di Mattarella al Quirinale la Commissione Trilaterale si sente superiore a leggi ed ovviamente alla democrazia.
La pubblica informazione tace ovviamente ed anzi Monica Maggioni, Presidente Rai, è stata invitata alla riunione di questa associazione eversiva che predica da anni la teoria dello shock economico al fine di imporre ai popoli le volontà di ristretti gruppi di tecnocrati illuminati.
Ecco la mia lettera alla Rai a cui seguirà una causa al fine di ottenere le informazioni che l’obbligo di imparzialità e completezza dell’informazione pubblica impongono. La lettera sarà inviata nella giornata odierna anche alla Procura della Repubblica di Roma che ha il dovere di indagare su questi fatti.

Spett.le Radiotelevisione Italiana Viale Mazzini n. 14
Raccomandata a.r. 00195 Roma
E
Sig.ra Monica Maggioni
c/o
Raccomandata a.r. Radiotelevisione Italiana
E p.c.
Ill.ma
Procura della Repubblica di Roma
Via Mario Amato n. 13/152
00195 Roma

Inghilterra: uccide il pedofilo che abusò di lei. Il giudice: «Niente carcere, e pago io le spese»

Una notizia che ha dell’incredibile arriva dall’Inghilterra, dove un giudice ha assolto una giovane 15enne accusata di omicidio per avere ucciso a coltellate un pedofilo che l’aveva violentata quando la ragazza aveva solo otto anni.

L’aguzzino aveva scontato sei anni di reclusione per gli atti di pedofilia sulla piccola, dopodiché aveva ottenuto la libertà, e aveva avvisato della sua liberazione persino la vittima, in segno di scherno. La quindicenne quando ha saputo della sua liberazione, si è recata a casa dell’uomo, e lo ha colpito con diversi fendenti all’addome e uno fatale alla gola.

Il giudice che ha esaminato la vicenda ha ritenuto di non condannare al carcere la 15enne per l’omicidio del pedofilo, preferendo destinarla per un periodo di due anni ad un centro per minori.

Trilaterale: cos’ha detto il governo al club dei Rockfeller

ROMA (WSI) – La Commissione Trilaterale non è un incontro segreto ai livelli del Bilderberg, ma è comunque un vertice a porte chiuse di alto profilo. Il governo italiano ha timbrato il cartellino. Renzi si è di fatto inchinato al volere del club ideato dal miliardario David Rockfeller con l’obiettivo ufficioso di facilitare la creazione di un nuovo ordine mondiale per indebolire la sovranità delle singole nazioni.

Il vertice dei potenti del mondo, svolto dal 15 al 17 aprile a Roma, ha visto la partecipazione di Yoram Gutgeld, consulente economico di primo piano del premier Matteo Renzi. Secondo quanto riferito dalla testata russa Sputnik, il deputato del Partito Democratico ha colto l’occasione dell’appuntamento romano per promuovere un nuovo piano di tagli al cancro della spesa pubblica da 25 miliardi di euro. Questo dopo che persino il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha ammesso che non ci sono più margini per ulteriori tagli in questo senso.

martedì 19 aprile 2016

Come Sala imbroglia sulla gestione di Expo: i resoconti dopo il voto..

Il presidente del collegio dei liquidatori, Alberto Grando, ha annunciato che il documento sarà presentato all'assemblea "entro il 30 giugno". Il ballottaggio è il 19. L’ex numero uno della società, candidato del centrosinistra, aveva replicato alle accuse di voler nascondere i dati assicurando che sarebbero stati diffusi "ad aprile"

I milanesi voteranno per il sindaco senza prima avere visto nel dettaglio i veri numeri di Expo. Senza aver potuto paragonare la realtà dei conti rispetto a quanto sinora raccontato, tra bugie e omissioni, dall’ex numero uno della società e candidato del centrosinistra, Giuseppe Sala. La chiusura del bilancio è stata infatti rinviata: “Lo presenteremo all’assemblea dei soci entro il 30 giugno”, ha annunciato il presidente del collegio dei liquidatori di Expo, Alberto Grando, nel corso di un’audizione in commissione a Palazzo Marino. Le sue parole lasciano intendere che quasi certamente il documento verrà tirato fuori solo dopo il ballottaggio del 19 giugno. Quello che gli elettori non potranno conoscere non è tanto la consistenza delle perdite, perché su questo sono già stati chiari i documenti allegati al verbale dell’assemblea dei soci del 9 febbraio scorso, quella in cui la società è stata messa in liquidazione: il rosso del 2015 è compreso tra 30,6 e 32,6 milioni di euro. Ma avere a disposizione il bilancio, con tutte le voci dello stato patrimoniale e del conto economico, consentirebbe per esempio di capire se la rendicontazione riferita all’anno scorso è stata tale da fare slittare altre perdite nel 2016.

Ogni valutazione approfondita si potrà invece fare solo dopo le elezioni. Eppure i numeri definitivi del 2015 erano attesi a giorni. Lo stesso Sala ha replicato più volte all’accusa di voler nascondere i dati rinviando ogni discussione ad aprile, mese in cui di solito le società chiudono i conti. Il suo mantra ammetteva solo leggere variazioni nella forma. “Chi si intende di bilanci sa che ci sono dei tempi tecnici e che si chiudono a marzo, aprile”, è stata la versione del 31 gennaio, tanto per citare quella opposta nel corso di un dibattito agli sfidanti alle primarie Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino. Altre parole per esprimere lo stesso concetto un mese dopo, il 3 marzo: “Il bilancio uscirà ad aprile quando io sarò in piena campagna elettorale. Quindi come è possibile che io beffi, se poi questa cosa mi verrebbe addosso come un treno?”. E invece niente. Nessun treno andrà addosso al manager prima che si aprano le urne, perché il bilancio non è ancora pronto.

Come la Gabanelli danneggia i 5 stelle con le sue falsità

Post del senatore Ciampolillo sul blog del leader Cinque Stelle contro puntata della trasmissione di Rai 3 con ospite Sabrina Giannini, la giornalista di «Report» autrice del servizio sul Movimento

Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Pierluigi Battista e adesso Sabrina Giannini. Si allunga la black list anti-giornalisti dei Cinque Stelle. La nuova puntata della crociata contro i media va in onda sul blog di Beppe Grillo. Nel mirino finisce la trasmissione Tv Talk.

Nella domenica elettorale Grillo posta un tweet con la foto di Sabrina Giannini, la giornalista di “Report” autrice del servizio che ha mandato su tutte le furie i 5 Stelle e ieri ospite della trasmissione “Tv Talk”, su Rai 3. Il tweet del leader stellato rimanda a un post sul blog a firma del senatore Lello Ciampolillo, in cui il Movimento punta il dito sul contenuto della trasmissione di ieri e minaccia querele.

«Ieri pomeriggio, alla vigilia delle elezioni amministrative - scrive il senatore M5s - in pieno silenzio elettorale, su Rai 3, il conduttore della trasmissione TV Talk, in compagnia della giornalista Sabrina Giannini di Report, ha tracciato l’ennesima pagina di “alto” giornalismo della televisione pubblica, costruendo un programma teso a falsificare la realtà e a danneggiare il M5S in questa importante vigilia elettorale. Si è cercato di assimilare i rimborsi elettorali pubblici destinati ai partiti che il M5S ha espressamente rifiutato, alle semplici elargizioni volontarie dei cittadini al M5S». «La trasmissione - incalza Ciampolillo - si è caratterizzata per riferimenti pretestuosi e illazioni false e scorrette nei confronti di Grillo e del M5S, specie da parte di Vladimir Luxuria. Contrariamente a quanto riportato dalla giornalista Giannini nella trasmissione Report e ripreso ieri pomeriggio in Tv Talk, le elargizioni private al Movimento sono state ampiamente rendicontate sul Blog di Beppe Grillo l’11 aprile 2013, al pari della destinazione di quelle non spese in beneficenza per i terremotati dell’Emilia Romagna e, infine, come apparso sempre sul Blog di Beppe Grillo il 17 maggio 2013, in favore del Comune di Mirandola per la ricostruzione di una palestra; ben prima anche della trasmissione Report del 19 maggio 2013».

venerdì 15 aprile 2016

Donare una casa: l’immobile resta esposto alle rivendicazioni per 20 anni

Attenzione alle regole: con la donazione, l’immobile resta per 20 anni esposto alle rivendicazioni di altri eventuali eredi

Sempre più spesso le famiglie ricorrono allo strumento della donazione degli immobili presenti nel patrimonio di famiglia. Tante volte è una strada per anticipare l’eredità ai figli già grandi oppure per risolvere per tempo le questioni del passaggio generazionale. Non molti sanno però che l’immobile donato può rivelarsi una vera e propria trappola. Sia per l’erede, sia per chi successivamente acquisterà la casa o l’appartamento donato.

Un rischio lungo 20 anni
Un immobile donato dovrà fare i conti per 20 anni con il rischio che un qualche erede, escluso a suo tempo dal lascito, si possa fare avanti per far valere il proprio diritto di fronte alla legge. Il codice prevede diverse casistiche. Se il giudice gli darà ragione, allora l’immobile tornerà nel patrimonio di chi l’ha donato per poi essere correttamente suddiviso. Vuol dire che l’acquirente che ha nel frattempo comprato quell’immobile perderà tutto il capitale investito comprese le spese affrontate per l’operazione di compravendita. Anche l’erede però rischia perché un immobile donato difficilmente potrà essere ceduto a prezzo di mercato. Inoltre le banche non concedono mutui su questo tipo di immobili.

Numeri in crescita
Sono state 150 mila le donazioni di immobili effettuate nel nostro Paese nel 2009. Il dato lo riferisce l’Istat (numeri più recenti non ce ne sono). E’ ipotizzabile che dal 2009 i casi di donazione siano cresciuti: molte più persone iniziano a pensare alla spartizione dell’eredità per tempo, anche per questioni fiscali. Chi compra questi beni deve essere cosciente del rischio che un giorno potrebbe presentarsi un erede, per esempio un figlio illegittimo, per avere la sua parte.

Le verifiche prima dell’acquisto
Occorre cercare tra gli atti relativi all’immobile quali siano stati i passaggi negli ultimi 20 anni. Per farlo basta ottenere una visura catastale. È un atto che di solito esegue il notaio. Per una verifica fai-da-te basta consultare il catasto.

Le tutele
Da poco è arrivata una nuova polizza sul mercato. Protegge dal rischio donazione ed è il primo strumento di questo tipo disponibile ai privati. Si chiama “Donazione Sicura” ed è dei Lloyd’s. Per un immobile del valore di 300 mila euro prevede un premio di circa 800 euro che coprono una durata di 20 anni.

martedì 15 marzo 2016

Sindaci: proposta di legge per recall e revoca del mandato

Il testo depositato alla Camera dal capo del gruppo Misto Pino Pisicchio. Prevede che gli elettori che vogliono ‘licenziare’ il primo cittadino possono farlo attraverso un referendum. Richiesto da almeno il 15 per cento dei votanti all’ultima tornata elettorale. E da tenere  non prima che siano trascorsi diciotto mesi dal voto

A casa il sindaco che delude o tradisce i cittadini che lo hanno eletto. A chiedere che anche in Italia, come già accade in altri paesi europei ma anche negli Usa e in America Latina, vi sia per l’elettore la possibilità di revocare il mandato di rappresentanza, è il presidente del gruppo Misto della Camera Pino Pisicchio (nella foto) con una proposta di legge che vuole introdurre nel nostro ordinamento costituzionale l’istituto del ‘recall’, l”elezione di richiamo’ per rimuovere il politico prima del termine del suo mandato.

Gli elettori che vogliono ‘licenziare’ il primo cittadino possono farlo, secondo il testo appena depositata a Montecitorio, attraverso un referendum da tenere non prima che siano trascorsi diciotto mesi dal voto. E questo per evitare che la petizione di revoca sia strumentalmente utilizzata come rivalsa dalle liste e i partiti che hanno perso le elezioni.

A chiedere il referendum deve essere almeno il 15 per cento dei votanti all’ultima tornata elettorale. Inoltre, devono trascorrere non meno di otto settimane tra la petizione e il referendum. Questo per consentire all’’accusa’ e alla ‘difesa’ di prepararsi adeguatamente al ‘processo’ che vede sul banco degli imputati il primo cittadino. E non è necessario un quorum: se le firme sono sufficienti a mettere in moto la macchina referendaria, si va alle urne. A sostenere i costi della consultazione è lo stesso comune.

Ma perché prevedere una consultazione popolare per revocare il mandato solo al sindaco e non già anche al parlamentare? Perché, spiega Pisicchio, se il recall è difficilmente compatibile con le Costituzioni europee di civil law in riferimento alla rappresentanza parlamentare (in Italia l’articolo 67 della Costituzione stabilisce che “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”) non sembra avere ragioni di contrasto con i mandati locali, dove non di rado si incrina il rapporto di fiducia tra capo dell’amministrazione locale, investito nel ruolo monocratico dal voto popolare, e il corpo elettorale. “Un sano principio –argomenta Pisicchio- di democrazia diretta: diretta è l’investitura, diretta potrà essere la revoca”

In molti casi, insiste il presidente del gruppo Misto della Camera, la rottura del rapporto fiduciario tra eletto ed elettore non riesce a risolversi con il naturale ricorso anticipato alle urne “per la  resistenza da parte delle assemblee che finiscono, in una logica di autoconservazione,  per  creare condizioni paradossali di tutela al sindaco”. E quanto diffusa sia questa situazione, che concorre a dipingere con tinte fosche la classe politica italiana, lo confermano i casi di Roma e di Quarto, solo per citare i più recenti

Per risalire alle origini del recall bisogna andare indietro nei secoli fino alla polis ateniese, che ha fissato alcune delle regole su cui nei secoli a venire si sarebbero basate molte democrazie occidentali. L’istituto del recall, ha ricordato in un suo intervento in materia il costituzionalista Michele Ainis, è in vigore in sei cantoni svizzeri, nella provincia canadese della Columbia Britannica (dove dal 1995, anno di entrata in vigore nell’ordinamento, 24 proposte di recall sono state lanciate ma ben 23 non hanno raggiunto il numero di firme necessario, mentre in un caso il politico in oggetto ha preferito dimettersi prima del voto) , in Venezuela e, soprattutto, in numerosi stati degli Usa.

Il caso più clamoroso, per gli States, quello del 2003 quando il governatore della California Gray Davis è stato cacciato perché giudicato responsabile del dissesto finanziario del più ricco stato d’America (a succedergli fu l’attore Arnold Schwarzenegger). In Venezuela, l’istituto del recall è previsto per tutte le cariche elettive dall’articolo 72 della Costituzione ‘Bolivariana’ del 1999, e nel 2004 l’allora presidente della repubblica, Hugo Chavez, superò un tentativo di destituzione.

Premio al miglior professore d’Italia: 50 mila euro da usare per progetti scolastici

L’Italia istituirà un Premio nazionale degli insegnanti. Lo annuncia, con un video, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, nella giornata della proclamazione del vincitore del Global Teacher Priz, il premio internazionale divenuto noto come «Nobel» dei docenti. «Gli insegnanti hanno un ruolo determinante. Il loro compito è la missione più speciale: quella di educare le nuove generazioni a contribuire ad una società migliore» sottolinea il Ministro.

Le candidature per il Premio nazionale saranno aperte in primavera. I docenti non potranno candidarsi da soli ma dovranno essere candidati. Chiunque potrà proporre un nome: un altro membro della comunità scolastica, le famiglie, gli studenti. Una commissione indipendente di esperti di alto livello, individuata dal Miur e dalla Fondazione, sceglierà i 5 vincitori, che riceveranno un budget (50.000 euro al primo, 30.000 agli altri 4) da utilizzare esclusivamente per realizzare progetti all’interno delle loro scuole. Si tratta, infatti, di un premio all’insegnante, ma nell’ottica della valorizzazione del lavoro in squadra con gli altri docenti e della capacità di innovare la propria comunità scolastica. I 5 docenti parteciperanno al Global Teacher Prize 2017 a cui si potrà comunque accedere anche senza aver preso parte all’edizione nazionale.

«Il Global Teacher Prize da alcuni anni porta i diversi Paesi, e quindi la comunità educativa mondiale, a parlare dei temi della scuola e del valore del ruolo degli insegnanti». Per questo, prosegue il Ministro, «istituiremo in Italia, per la prima volta, primi tra i paesi europei, il nostro Premio nazionale, che si collegherà ai principi che abbiamo inserito nella riforma Buona Scuola: l’innovazione didattica, la valutazione, la necessità di una formazione continua, che è un diritto più che un dovere di tutti coloro che entrano in classe ogni mattina e che hanno nelle loro mani la responsabilità di accompagnare il processo di crescita non solo culturale, ma soprattutto interiore di quelli che diventeranno i cittadini di domani». Il Premio nazionale nasce dal Memorandum di Intenti siglato con la Varkey Foundation, organizzazione non-profit ideatrice del Global Teacher Prize che quest’anno ha avuto fra i 50 finalisti anche la docente italiana Barbara Riccardi. Il Premio italiano, come quello internazionale, ha lo scopo principale di accendere i riflettori sulla figura del docente e sul suo ruolo strategico nella società contemporanea.  

L’Italia, attraverso una delegazione guidata dal Miur, ha partecipato attivamente, in questo fine settimana, ai panel e ai dibattiti del «Global Education & Skills Forum» di Dubai, incentrato sul futuro dell’Istruzione e nel corso del quale viene consegnato il Global Teacher Prize. Erano presenti esponenti del Miur, dell’Invalsi, dell’Indire, dell’Università, imprenditori e associazioni impegnati in progetti nel settore dell’istruzione. L’Italia è entrata a far parte anche dell’Alliance for teachers, gruppo di lavoro internazionale che produrrà entro un anno un documento con proposte per la valorizzazione del ruolo del docente nel mondo.

M5S MILANO: nuove primerie on line x il sindaco? Forcolini o Corrado?

Degli 8 candidati delle prime consultazioni ne rimangono solo 2 spendibili: Franz Forcolini e Gianluca Corrado

Vertice dopo il ritiro di Bedori. Il Movimento diviso sulle strade possibili per la scelta del candidato. La decisione ultima sarà presa entro un paio di giorni

di Marco Cremonesi

Tutto da rifare. Dopo la rinuncia di Patrizia Bedori, è assai probabile che a Milano il candidato sindaco del M5S sarà scelto con una consultazione online: la decisione ultima sarà presa dai garanti Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio entro un paio di giorni. La riunione che si è svolta ieri nello studio Casaleggio, senza Grillo ma con i parlamentari milanesi, non avrebbe affrontato l’argomento.

Niente automatismi
Ma le scommesse, tra gli stellati, propendono per un’archiviazione definitiva delle sfortunate primarie che in novembre avevano incoronato (con soli 71 voti) Bedori. Insomma, la rinuncia non aprirebbe la strada in modo automatico al terzo classificato, Gianluca Corrado (il secondo aveva già dichiarato indisponibilità). Strada che era stata sostenuta dalla stessa Bedori, dalla deputata Paola Carinelli e da Mattia Calise, il candidato sindaco del 2011.


I sassolini nelle scarpe
Ma la vicenda Bedori ieri ha avuto colpi di coda velenosi. Lei ha voluto «levarsi qualche sassolino dalla scarpa». Per accusare via Facebook coloro che, secondo lei, hanno remato contro. Il primo è «Tonino Silvestri, nato a Pinetoli», che sabato aveva scritto: «Grande Bedi ( purtroppo sei grassa e brutta :-)). «Ti voglio regalare un minuto di notorietà — ribatte Bedori — . Poi rientrerai nell’oblio. Sono generosa e mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico». Ma ieri sera, Silvestri è stato durissimo: «Sono paziente ma non accetto la malafede e su questo da Casaleggio, Grillo, Bedori, Di Maio ed altri accetto qualsiasi confronto». Post scriptum: «Dieci anni persi con una storia che pochi possono raccontare... E la racconterò per filo e per segno!». Finale, un vistoso «Vaff... ».

martedì 8 marzo 2016

8 Marzo 1993: il PROFETA Auriti denuncia la Banca d’Italia

Il professore profeta che anticipò, in tempi non sospetti, il disastro economico-monetario  dei nostri giorni



L’8 Marzo del 1993 ricorre l’anniversario della denuncia fatta dal Prof. Giacinto Auriti alla Banca D’Italia. Il docente universitario di diritto, è stato il primo  a denunciare pubblicamente la truffa dell’emissione monetaria ai danni del popolo.

Per ricordare questo suo atto riporto integralmente una registrazione  di un’intervista concessa da Auriti a Radio Radicale nel 2000, che non ha avuto nessun seguito nei mass media nonostante la gravità delle dichiarazioni rilasciate dal professore.



A distanza di più di venti anni, siamo tutti obbligati  a riflettere profondamente  sulle sue parole,  perché  da uomo che conosceva benissimo i sistemi che dominano il modo, fece dichiarazioni profetiche che oggi nessuno può contestare.

Pertanto il suo messaggio rimanendo  costantemente  attuale deve essere continuamente divulgato per far si che penetri nelle coscienze di tutti, indistintamente dal credo politico o religioso che sia.

Per chi volesse ascoltare il messaggio dalla sua stessa voce questo è il link di riferimento:
(https://www.youtube.com/watch?v=z9CnDC6PX34)

Guardi, io ho presentato un disegno di legge al Senato, alla dodicesima, e ripetuta, alla tredicesima legislatura, per la proprietà popolare della moneta.

Questo disegno di legge è fatto di cinquanta parole. Sono due articoli.

Primo articolo, venti parole: “All’atto dell’emissione, la moneta nasce di proprietà dei Cittadini italiani, e va accreditata dalla banca Centrale allo Stato”. La parola più importante è la parola “accreditata”, che sostituisce la parola “addebitata”.

Oggi, quando nasce un bambino, appena è nato, ci sono quaranta milioni di debito. Perché? Perché è una truffa all’origine.

Io ho denunciato per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura e istigazione al suicidio, Ciampi e Fazio.

E allora sono stato invitato a fare una conferenza all’”Hotel delle quattro stagioni” a Rieti, ed è venuto il direttore della banca d’Italia locale… è venuto al microfono.

Dico i testimoni, presenti: il senatore Natali di Ascoli, e il senatore Belloni di Rieti. Duecento persone in sala.

Viene al microfono il direttore della banca d’Italia e dice: “Professor Auriti, le devo fare un rimprovero, perché lei ha insinuato che noi della banca d’Italia siamo dei delinquenti”.

Gli ho detto: “Guardi che è assolutamente falso. Io non ho insinuato. Io ho affermato che voi siete dei delinquenti. E se lei si ritiene offeso, lei mi deve denunciare per calunnia. Perché se lei non lo fa, vuol dire che quello che ho detto è vero.

Qua la lotta è mortale.

O devo andare in galera io per calunnia, o deve andare lei in galera per truffa. Se no, è inutile che parliamo dello Stato di diritto”.

Prendiamo atto che ci troviamo in un regime di usura. Il Governatore della banca Centrale batte moneta con un costo del denaro del duecento per cento. Perché ci presta il dovuto, quindi distrugge il cento per cento di un credito, e carica l’altrettanto cento per cento di debito. Questo non è solamente usura. È truffa. E io gliel’ho dimostrato.

E quando sono stato chiamato dal procuratore della repubblica di Roma Ettore Torri, mi ha chiamato e mi ha detto: “Professor Auriti, lei ha dimostrato l’elemento materiale del reato. Manca il dolo perché… è stato sempre così”.

E allora ho detto: “Scusi – e ho detto “Eccellenza” – prima di tutto faccio notare che la continuazione del reato è un aggravante, non è un esimente… e lei mi dice: È stato sempre così. Poi, secondo punto: io ammetto la buona fede, per carità! Però dobbiamo chiarire: fino a quando non ti ho fatto la denuncia! Dopo che ti ho fatto la denuncia, come la mettiamo?”

Qua il reato seguita. Ed io ho fatto la denuncia l’8 marzo del ’93, insieme a un pugno di miei studenti. Siamo andati alla Procura della Repubblica e abbiamo firmato. Perché io penso che la migliore lezione che possa dare un professore ai suoi studenti è l’esempio.

E quando uno da’ questi esempi, esercita la sua dignità. E la dignità gratuita non esiste. Quando io ho fatto la causa contro la banca d’Italia per avere l’accertamento di chi è la proprietà della moneta, mi hanno dato torto, e mi hanno condannato a dieci milioni di spesa, che è stata trattenuta su iniziativa della banca d’Italia – le spese di causa – sul mio stipendio.

Io presi il foglio con cui mi notificavano il pignoramento dello stipendio, e l’ho messo nella bacheca dell’Università, perché ho detto agli studenti: “Ecco, io pago, perché voglio la proprietà popolare della moneta”.

È chiaro? La dignità gratuita non esiste. Io mi sento fuori di questo tempo.

Ecco perché ho bisogno di cominciare a lanciare dei messaggi che finalmente possono costituire un’alternativa per le nuove generazioni.

Oramai le nuove generazioni… se noi seguitiamo così, non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione. Questa avverrà se noi non sostituiremo alla moneta debito, la moneta proprietà.

Ecco perché noi abbiamo fatto la scuola di Aquila, che si contrappone a Maastricht. Maastricht è moneta debito. Noi siamo moneta proprietà. È una nuova scuola che è nata”.



Quale modo migliore per ricordarlo se non con le sue stesse parole, da dove si percepisce  la profondità del suo pensiero e impegno sociale nel voler migliorare la prospettiva di vita soprattutto delle generazioni future. Un esempio per tutti noi.

Se oggi,  molti di noi conoscono  la drammaticità della truffa che abbiamo alla base del nostro attuale sistema monetario, basato sull’usura e l’esproprio della rendita da signoraggio che spetterebbe di diritto al popolo, lo dobbiamo soltanto a lui.

Con vero piacere sono orgoglioso di aver seguito i suoi insegnamenti e altrettanto onorato di divulgare il suo pensiero attraverso i miei libri.


In concomitanza con la sua denuncia, è in uscita il mio nuovo saggio dal titolo “Che cos’è il Signoraggio Bancario- L’arma per ottenere, mantenere ed accrescere il potere” per la collana Exoterica curata da Max Gaetano, edito da Edizioni Sì, con la  prefazione dell’avvocato Antonio Pimpini, allievo del professore che lo ha difeso in tutte le sue cause

martedì 23 febbraio 2016

Silvio Berlusconi diventa vegetariano

Silvio Berlusconi vegetariano: la rivelazione che arriva dalle pagine del Corriere della Sera a firma di Tommaso Labate ha stupito i lettori, che tutto si sarebbero aspettati da Silvio Berlusconi in questo periodo tranne che questa svolta inaspettata. Insomma, stanno tutti là a pensare al risiko delle nomine e delle amministrative 2016 tranne che lui. Silvio. Lui pensa alle sofferenze degli animali.

SILVIO BERLUSCONI VEGETARIANO

Silvio Berlusconi sarebbe diventato vegetariano da poco. Il motivo, dice Labate, è quello comune a molti simili conversioni


«Da quando ho letto delle sofferenze degli animali che viaggiano verso il macello, e quindi verso la morte, m’è passata la voglia di mangiare carne. Posso farne a meno, della carne. E lo farò». E ancora. «Stiamo parlando di creature meravigliose. Come si fa a ucciderle? Come si fa a mangiarle?».

Questa sarebbe stata l’elucubrazione che ha spinto Silvio Berlusconi a diventare vegetariano, un percorso che starebbe intraprendendo, forse anche a causa del suo amore per il piccolo Dudù, canetto che sembra avergli decisamente cambiato la vita. Insomma, il quasi ottantenne Silvio Berlusconi non mangerà più carne. Concludiamo con una chicca

Berlusconi, almeno a prendere per buone le parole espresse di recente, sarebbe votato alla prima scuola di pensiero. «Per il rispetto per gli animali».

Il cervello infinito: la neuroplasticità del cervello

Il cervello umano è in grado di modificare se stesso: è questa la scoperta rivoluzionaria di cui tratta il libro Il Cervello Infinito (Norman Doidge, Ed. Ponte alle Grazie, Firenze, 2007).

 Norman Doidge, psichiatra, giornalista, ricercatore per la Columbia University di New York e l'University di Toronto, ha raccolto in questo saggio diversi contributi d'importanti scienziati e innumerevoli esperimenti che dichiarano quanto il nostro cervello sia neuroplastico; dove neuro sta per 'neuroni', le cellule che compongono il cervello ed il sistema nervoso e plastico per 'modificabile, flessibile, mutevole'.
Una tesi avvalorata da testimonianze di medici e persone che insieme sono riuscite a produrre straordinarie trasformazioni senza ricorrere a trattamenti chirurgici o farmacologici. In alcuni casi si tratta di pazienti con problemi neurologici, in altri di persone che non mostravano difficoltà specifiche ma che desideravano migliorare il loro funzionamento cerebrale o preservarlo nel corso dell'invecchiamento. Le nuove tecniche di neuroimaging (possibilità di acquisire immagine del sistema nervoso mediante tecniche neuroradiologiche come TAC, RM e di medicina nucleare come SPECT e PET) hanno sicuramente fornito un grande contributo per esaminare "dal vivo" cosa succede a livello cellulare quando il nostro cervello elabora dati.

Nei vari capitoli sono raccolte decine di risultati ed esperimenti. Solo ad esempio, gli studi condotti dal neuroscienziato Paul Bach-y-Rita, già pubblicati nel 1967, che confermano come il cervello possieda capacità di adattamento sia motoria che sensoriale. Citato il caso clinico di Cheryl, che in seguito ad un danno all'apparato vestibolare (l'organo che garantisce l'equilibrio) viveva nella costante sensazione di poter cadere a terra, guarita dalla ormai famosa macchina inventata dallo stesso Bach-y-Rita, costituita da un elmetto dotato di accelerometro ed indossato dalla paziente per fornirle input di movimento attraverso degli elettrodi applicati alla lingua. 

L'esperienza della studentessa Barbara Arrowsmith Young affetta da 'asimmetria cerebrale' o 'ritardo mentale', fondatrice della Arrowsmith School che oggi offre programmi di esercizi mentali, a cui la stessa Barbara si sottopone, per stimolare sopratutto le abilità cognitive più 'deboli'. I software Fast For Word del neurologo Micheal Merzenich che confermano quanto l'esercizio di una capacità nuova, in condizione adeguate, può modificare milioni di connessioni neuronali nella nostra mappa cerebrale. Le ricerche dello psichiatra Jeffrey M. Schwartz che hanno permesso di sviluppare trattamenti di psicoterapia basati sulla plasticità, efficaci non solo per chi soffre di disturbo ossessivo - compulsivo ma anche per chi, nella vita di tutti i giorni è assillato da paure e ansie irragionevoli.

Il testo possiede la meravigliosa caratteristica di presentare nozioni estremamente complesse in maniera semplice e di facile fruizione per tutti. Interessante ad esempio il concetto di 'paradosso neuroplastico' per cui la neuroplasticità ha il potere di produrre comportamenti più flessibili ma anche più rigidi. 'Ironicamente, alcuni dei nostri disturbi e delle nostre abitudini', spiega lo stesso Dodge, sono conseguenza di una tale plasticità.

Una volta che un particolare cambiamento si verifica e quindi si stabilizza, può impedire che accadono altri cambiamenti'; il principio di funzionamento del 'use or lose it' (usalo o lo perderai) per cui il cervello attua una 'drastica potatura' e lascia morire sinapsi e neuroni utilizzati in maniera limitata.

SEMPRE PIU’ BABBI DI MINKIA: LA GENTE STA DIVENTANDO “PIU’ STUPIDA”

Di Michael Snyder

La gente è più stupida di una volta? Le generazioni precedenti erano più acute di noi? Forse è da un po’ che sospettate che la gente stia diventando più stupida, ma ora in effetti abbiamo prove scientifiche che dimostrano che è proprio così.

Come leggerete di seguito, i quozienti intellettivi medi stanno diminuendo in tutto il mondo, i punteggi dei test scolastici statunitensi sono in declino da decenni, e gli scienziati hanno perfino scoperto che i nostri cervelli nel tempo sono diventati più piccoli. Perciò se in alcuni giorni vi sembra di svegliarvi nel bel mezzo del film “Idiocrazia”, forse non siete molto lontani dalla realtà. Molti ingredienti del nostro cibo-spazzatura non beneficiano lo sviluppo celebrale, il nostro sistema educativo è una barzelletta totale, e la maggioranza degli americani sono assolutamente dipendenti da fatui intrattenimenti.

Per fortuna ai nostri giorni abbiamo un sacco di tecnologia che pensa al posto nostro, perché se dovessimo dipendere dalle nostre capacità mentali saremmo quasi tutti nei guai.


Purtroppo sembra che si tratti di un fenomeno in corso in tutto il pianeta. Come spiegato recentemente da un articolo del Daily Mail, i quozienti intellettivi stanno calando in un paese dopo l’altro:
“Richard Lynn, psicologo alla University of Ulster, ha calcolato il declino del potenziale genetico umano. Ha usato i dati sui quozienti medi di tutto il mondo dal 1950 al 2000, e scoperto che la nostra intelligenza collettiva è scesa di un punto. Il dr. Lynn prevede che, se la tendenza continua, potremmo perdere altri 1,3 punti di QI entro il 2050.”

Un punto di QI non sembra molto, ma quando si torna ancora più indietro nel tempo il declino diventa molto più consistente. Per esempio, un professore di psicologia all’Università di Amsterdam, Jan te Nijenhuis, ha calcolato che dall’epoca vittoriana abbiamo perso in media 14 punti di QI.
E non abbiamo bisogno che ce lo dica un professore. Basta andarsi a leggere un po’ di letteratura di allora. Essa è per lo più di un livello così alto che io faccio perfino fatica a capirla.

Ci sono anche altre prove che dimostrano come la gente stia diventando più stupida. Ad esempio i punteggi dei test scolastici (SAT) negli Stati Uniti, che negli ultimi anni sono scesi considerevolmente:
“Pare ci sia una tendenza preoccupante nelle scuole superiori americane. Se valutiamo la qualità dell’insegnamento dai punteggi che gli studenti ottengono nei loro SAT, sembra che le cose stiano peggiorando. Dal 2006, i punteggi medi dei SAT sono diminuiti di 20 punti, da 1518 a 1498 nel 2012. I punteggi sono calati anche in ciascuna delle tre categorie testate, ovvero la lettura è calata di 9 punti, la matematica di 4 e la scrittura di 9. Si può supporre che gli studenti non stiano diventando meno intelligenti, quindi cosa sta succedendo esattamente?”

E questo calo nei punteggi SAT non è solo rispetto a qualche anno fa. Come illustrato da un grafico di zerohedge, è invece in corso da decenni.

Ci sono perfino alcuni scienziati convinti che questo declino nelle facoltà mentali umane stia avvenendo da millenni. Alcuni danno la colpa alle mutazioni genetiche, (http://thetruthwins.com/archives/scientists-discover-proof-that-humanity-is-getting-dumber-smaller-and-weaker), altri lo attribuiscono al fatto che i nostri cervelli si sono progressivamente rimpiccioliti. Per esempio, sentite cos’ha concluso uno studio condotto dalla Cambridge University:
“Il genere umano si sta considerevolmente rimpicciolendo. Gli esperti affermano che gli esseri umani hanno superato il picco di dimensioni, e che quelli odierni sono il 10% più piccoli e bassi dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori. Anche i nostri cervelli sono più piccoli. I risultati dello studio ribaltano il luogo comune secondo cui gli umani sarebbero diventati più alti e grandi, una credenza basata sugli sviluppi fisici più recenti.”

La maggioranza di noi oggi crede che la gente sia più intelligente che mai, guarda con senso di superiorità ai nostri antenati e li prende in giro per essere così primitivi. Ma la verità è che, se dovessimo confrontarci con loro in sfide mentali, potremmo venirne fuori alquanto umiliati.
Alla fine di questo articolo ho pubblicato un esame di 8° anno (13-14 anni -ndt) del 1912, donato al museo di storia della Bullitt County in Kentucky. Ebbene, è di gran lunga più difficile di qualsiasi cosa gli studenti dell’8° anno debbano fare oggi. Di fatto, gran parte degli odierni studenti dell’8° anno vengono ben valutati se sanno indicare gli Stati Uniti su di una mappa del mondo, e se sanno mettere qualche frase insieme. Questo lo so per certo, visto che per un periodo ho insegnato agli studenti di quell’anno. Perciò, quando ho visto l’esame del 1912 sono rimasto stupefatto per quanto era difficile. Voi lo passereste, un esame così? Non so nemmeno se lo passerei io. Ma questo è il tipo di domande a cui ci si aspettava che gli studenti dell’8° anno fossero in grado di rispondere, nel 1912:

“Quali acque dovrebbe attraversare un vascello se andasse dall’Inghilterra a Manila attraverso il Canale di Suez?
Che dimensioni ha il fegato, rispetto ad altre ghiandole del corpo umano?
Comparate arterie e vene in base alla loro funzione. Dove viene portato il sangue per essere purificato?
Durante quali guerre vennero combattute le seguenti battaglie: Brandywine, Great Meadows, Lundy’s Lane, Antietam, Buena Vista?”
Calcolate l’ammontare di $50 dollari per 3 anni, 3 mesi e 3 giorni all’8%.
Nominate 3 diritti che la Costituzione assegna al Congresso, e 3 diritti che ad esso nega.”
Che ne pensate?

Stampati in 3D i primi 'pezzi di ricambio' del corpo umano

Sono un orecchio, un muscolo e un frammento di mascella

Un orecchio di bambino, un muscolo e un frammento osseo di mascella: sono i primi 'pezzi di ricambio' del corpo umano stampati in 3D, resistenti e funzionali anche dopo il trapianto sperimentale nel corpo di un topo. Sono stati sviluppati negli Stati Uniti, nel laboratorio del pioniere della medicina rigenerativa Anthony Atala, grazie ad un'innovativa stampante 3D presentata su Nature Biotechnology.

Il gruppo di Atala al Wake Forest Baptist Medical Center, nel North Carolina, ha impiegato più di 10 anni per mettere a punto questo nuovo sistema di stampa (chiamato 'Integrated Tissue and Organ Printing System', Itop) che produce tessuti 'personalizzati' prendendo a modello le immagini ricavate da tac e risonanze magnetiche. I suoi ugelli depositano nello stampo un materiale plastico biodegradabile, che serve a dare forma e robustezza al tessuto fino a completa maturazione, e uno speciale 'inchiostro' biologico fatto di cellule immerse in una soluzione acquosa.

Per permettere la sopravvivenza del tessuto e la sua vascolarizzazione, i ricercatori hanno stampato al suo interno una rete di micro-canali che permettono il passaggio di nutrienti e ossigeno fin tanto che il pezzo trapiantato non viene pervaso da un sistema di capillari sanguigni per essere integrato nell'organismo.

Fermiamo la legge che permette alle banche di prendersi le case senza pignoramento e aste!

Entro il 21 marzo, il Parlamento italiano dovrà recepire una direttiva europea che consentirà alle banche di divenire proprietaria automaticamente di un immobile per cui non è stato pagato il mutuo.

La direttiva europea si chiama “Mortgage credit directive”, e consente agli istituti di credito di espropriare direttamente gli immobili senza dover passare prima attraverso il precetto, il pignoramento e l’asta giudiziaria. (Tutte le informazioni qui.)

E’ l’ennesimo regalo fatto dall’Europa alle banche, soprattutto alla luce delle difficoltà che hanno tantissime famiglie a tener fede ai pagamenti delle rate del mutuo in un periodo di crisi così profonda.

DECIBA, il Dipartimento Europeo di controllo sugli illeciti Bancari, che verifica quotidianamente come le banche commettano sistematicamente illeciti e reati, non ultimo lo scandalo delle quattro grandi banche che hanno “truccato al rialzo” i tassi Euribor ai danni di milioni di famiglie non solo italiane ma in tutta Europa, lancia un appello agli italiani,

PER CHIEDERE  AL PARLAMENTO DI NON RECEPIRE LA DIRETTIVA “MORTGAGE CREDIT” E MANTENERE IN ESSERE IL DIVIETO DI PATTO COMMISSORIO.

Inoltre, nel dicembre 2013 l’Antitrust europea ha multato per 1,7 miliardi di euro quattro grandi banche, Barclays, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland e Société Générale, per un accordo di cartello finalizzato a manipolare l’Euribor. Da allora quella sentenza è secretata. (Tutte le informazioni qui)

DECIBA CHIEDE CHE SIA IMMEDIATAMENTE RESA PUBBLICA LA SENTENZA, AFFINCHE’ LE MIGLIAIA DI FAMIGLIE E IMPRENDITORI CHE HANNO PAGATO MAGGIORI INTERESSI SUI MUTUI A CAUSA DI QUESTA TRUFFA POSSANO ESSERE RISARCITE.

VEGANZ: LA CATENA DI SUPERMERCATI VEGANA ARRIVA A MILANO

Con lo slogan “Wir lieben Leben”, noi amiamo la vita, la catena di supermercati Veganz ha conquistato i consumatori tedeschi.

Al primo punto vendita di Berlino, nato nel 2001, sono seguite altre filiali nella capitale, una a Francoforte e un’altra ad Amburgo e poi Monaco di Baviera, Essen, Stoccarda, Colonia, Hannover e Düsseldorf. Recentemente è stata la volta di Vienna, in Austria, e  fa sapere la direzione  sono in cantiere nuove aperture: a Londra, Amsterdam Barcellona, Copenaghen. E Milano

In linea con il claim della catena “Noi amiamo la vita” e con i princìpi etici, ecologici e salutistici della dieta vegana, da Veganz sugli scaffali, si trovano solo prodotti di origine vegetale e biologici, sia alimentari sia per l’igiene della casa e della persona. Prodotti di qualità che piacciano a tutti, non solo ai vegani: Jan Bredack, l’imprenditore berlinese fondatore del progetto, ha precisato che circa l’80 per cento dei clienti dei suoi supermercati sono semplicemente acquirenti consapevoli, curiosi e attenti alla qualità della vita, non necessariamente vegetariani o vegani.

lunedì 22 febbraio 2016

Pantera Nera Woodfox libero dopo 43 anni di isolamento

Era l’ultimo dei “Tre dell’Angola”, condannati per la morte di una guardia durante una rivolta nel carcere della Louisiana


Chissà cosa deve essere passato per la testa di Albert Woodfox quando gli è stato comunicato che sarà finalmente un uomo libero. Lui, ex pantera nera, finalmente libero dopo 43 anni di isolamento.  

Una pena iniziata nell’aprile del 1972, dopo che era stato accusato della morte di una guardia carceraria durante una rivolta nella prigione di Angola, in Louisiana, dove stava scontando una condanna per rapina a mano armata. Woodfox, che oggi ha 68 anni, era stato giudicato colpevole assieme ad altri due detenuti dell’assassinio di Brent Miller, ucciso durante una rivolta. Per quel reato è stato giudicato due volte, due sentenze di colpevolezza - successivamente ribaltate da altrettanti appelli - mentre lui ha sempre dichiarato la sua innocenza.  

Sopravvivenza  
Woodfox ha scontato una tra le più laceranti delle pene detentive, lui così come i suoi presunti complici. Una sorta di confino dietro le sbarre, 23 ore chiuso in una cella, un’ora d’aria al giorno, per una passeggiata radente alla recinzione. Gli esercizi fisici sono permessi tre volte a settimana, e sono imposte restrizioni su effetti personali, letture, visite, e colloqui con i legali.  

Quarantatré anni trascorsi in queste condizioni, tanti, troppi per i non pochi sostenitori dei diritti umani e civili, tanto che il caso di Woodfox, King e Wallace è divenuto noto come quello dei «Tre dell’Angola», dal nome del carcere costruito su una piantagione dove gli schiavi arrivavano appunto dall’Angola, ed è stato per decenni al centro di una battaglia condotta da diverse organizzazioni - tra cui Amnesty International - che si battevano per ottenere la loro liberazione. Che è arrivata per Robert King nel 2001, mentre Herman Wallace è stato rilasciato nel 2013, appena tre giorni prima della sua morte causata da un tumore al fegato.  

Ora è la volta di Woodfox, per il quale il giudice James Brady ha stabilito il rilascio incondizionato e l’inammissibilità di un terzo processo. Nell’ordine di scarcerazione il magistrato ha tenuto conto di «circostanze eccezionali» fra cui l’età avanzata e lo stato di salute di Woodfox ma, soprattutto, ha sottolineato «la scarsa fiducia della Corte nella capacità dello Stato di assicurare un terzo processo equo» all’ex Pantera Nera.  

Il punto è capire cosa accadrà ora a Woodfox, dopo una vita trascorsa «in solitudine forzata», una condizione che accomuna oggi 88 mila prigionieri solo negli Stati Uniti, reclusi in 44 Stati, di cui 25 mila in carceri di massima sicurezza. 

Woodfox è riuscito a sopravvivere a una vita durissima che spesso porta a gravi patologie, panico da isolamento e fenomeni di grave degrado fisico. I sopravvissuti all’isolamento totale applicano di solito alcune «regole», come mantenere il proprio luogo di detenzione pulito, così come il proprio corpo. 
Anche grattare le unghie sui muri può essere d’aiuto, una sensazione che fa sentire viva la persona, specie se non ha contatti con altri esseri umani. C’è poi la necessità di parlare, anche se nessuno sta ascoltando, per «sentirsi» e mantenere il cervello in esercizio.  

Identificati i neuroni anti-solitudine: rendono più socievoli

Si accendono dopo l'isolamento

Scoperti i neuroni anti-solitudine: si trovano nella parte posteriore del cervello e si accendono dopo un periodo di isolamento per aumentare la socievolezza e favorire le interazioni con gli altri, soprattutto negli individui che ricoprono ruoli dominanti. Li hanno identificati nei topi i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, che pubblicano i risultati degli esperimenti sulla rivista Cell.

''Questa è la prima volta che si fotografa la solitudine a livello cellulare, un buon punto di inizio per avviare nuove ricerche sul tema'', afferma la neuroscienziata Kay Tye, tra gli autori della scoperta.
Tutto è nato per caso dagli esperimenti che la ricercatrice Gillian Matthews stava conducendo sui topi per capire gli effetti dell'abuso di sostanze su una particolare regione del cervello, quella del nucleo dorsale del rafe (Dnr). Dopo un periodo di isolamento di 24 ore, i roditori 'sani' che tornavano nella gabbia con i propri simili mostravano una spiccata attività dei neuroni di questa area cerebrale e diventavano molto più socievoli e disponibili rispetto agli altri. 

Se le cellule nervose del nucleo dorsale del rafe venivano spente ad arte dai ricercatori, invece, i topi ritornati dall'isolamento si comportavano normalmente, come se non fossero mai stati allontanati dal gruppo. ''Anche le persone che ritornano a fare vita sociale dopo un periodo di solitudine si mostrano più euforiche, con un'impennata delle interazioni sociali.

Anche gli artisti dormono: reclamo per il caso Filippo Lombardi

Mercoledì 24 febbraio alle ore 18.30

 presso la Casa della Poesia del Trotter, via Giacosa, 46, Mi, Guido Oldani, Giuseppe Langella, Giusy Cafari Panico, Paolo Lagazzi, Amedeo Anelli, Massimo Silvotti, Michele Cannaò, Federico Sanesi, Corrado Calda, Alberto Mori reclameranno per il regista Filippo Lombardi il diritto a non essere ispezionato dalla Forza pubblica durante il già troppo difficile riposo notturno.

Stepchild adoption: è già consentita, parere dell’Avvocatura dello Stato

In attesa di sapere quello che avverrà sul ddl Cirinnà con il Pd spaccato sulla questione stepchild adption si apre una via non “parlamentare” per le adozioni per le coppie dello stesso sesso. Sono state già diverse le sentenze che hanno riconosciuto questo diritto. Nel 2013 la Cassazione aveva stabilito che un bambino “può crescere bene” in una famiglia gay.

Ed è proprio dagli atti di uno di questi procedimenti che emerge un parere dell’Avvocatura generale dello Stato che, per conto del governo, sì è costituita davanti alla Corte Costituzionale affermando, in sostanza, che la stepchild è già consentita pure senza una nuova legge, per via giurisprudenziale. Il riferimento è in merito al giudizio di legittimità che la Consulta deve esprimere su alcune norme del 1983 (richiamate dal tribunale di Bologna), per decidere sull’adozione da parte di una coppia di spose americane. Era stato il Tribunale per i minorenni a sollevare la questione di legittimità costituzionale. Il tribunale chiedeva ai giudici “come tutelare in Italia il figlio di una famiglia omogenitoriale formatasi all’estero”

Nel documento, redatto esattamente un anno fa, l’Avvocatura (che pure chiede alla Consulta di rigettare il ricorso in quanto il tribunale di Bologna avrebbe trascurato un’altra norma utilizzabile, quella che prevede adozioni in casi particolari), cita recenti pronunce della Corte di Cassazione e anche un precedente, sempre favorevole all’adozione, della stessa Consulta. Senza dimenticare che nell’aprile del 2013 il presidente aveva sollecitato la politica a occuparsene, riconoscendo i diritti delle coppie gay. E i giudici proprio mercoledì, quando riprenderà la discussione della legge in Senato, dovrebbero riunirsi in camera di consiglio per decidere.

WI-FI: LA MORTE INVISIBILE CHE STA DISTRUGGENDO LE NUOVE GENERAZIONI

Quella che risulta essere la principale minaccia per la nostra salute è anche naturalmente quella che più viene tenuta nascosta dai media.



 Un giro economico più che miliardario, legato ai settori in piena crescita della telefonia e della tecnologia wireless in genere, monopolizza infatti l’informazione, impedendo che si sappia a livello di massa un’inquietante verità: l’esposizione alle radiazioni di microonde a basso livello (Wi-Fi) è causa conclamata di irreversibili danni cerebrali, cancro, malformazioni, aborti spontanei, alterazioni della crescita ossea. E la fascia di popolazione più a rischio è rappresentata in assoluto dai bambini e dalle donne.

Non stupisce quindi che tutto questo fosse ben noto e documentato in ambito medico e scientifico già molto prima che la tecnologia Wi-Fi dilagasse in tutte le nostre case, arrivando quotidianamente alla portata anche dei bambini. Gli effetti biologici non solo pericolosi, ma letali di questa tecnologia sono stati abilmente tenuti nascosti al pubblico per preservare i lauti profitti delle aziende e per foraggiare le tasche dei vari Bill Gates e Steve Jobs.

Come ha dimostrato il Professor John Goldsmith, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Epidemiologia e Scienze della Comunicazione, l’esposizione alle radiazioni di microonde Wi-Fi è diventata ormai la prima causa di aborti spontanei: addirittura nel 47,7% dei casi di esposizione a queste radiazioni, i casi di aborto spontaneo si verificano entro la settima settimana di gravidanza. E il livello di irraggiamento incidente sulle donne in esame partiva da cinque microwatt per centimetro quadrato. Un tale livello potrebbe sembrare privo di senso per un non scienziato, ma diventa però più significativo se diciamo che è al di sotto di quello che la maggior parte delle studentesse riceve in un’aula dotata di trasmettitori Wi-Fi, a partire dall’età di circa cinque anni in su.

Il dato ancora più allarmante è che nei bambini l’assorbimento di microonde può essere dieci volte superiore rispetto agli adulti, semplicemente perché il tessuto celebrale e il midollo osseo di un bambino hanno proprietà di conducibilità elettrica diverse da quelle degli adulti a causa del maggiore contenuto di acqua.

L’esposizione a microonde a basso livello permanente può indurre ‘stress’ cronico ossidativo e nitrosativo e quindi danneggiare i mitocondri cellulari (mitocondriopatia). Questo ‘stress’ può causare danni irreversibili al DNA mitocondriale (esso è dieci volte più sensibile allo stress ossidativo e nitrosativo del DNA nel nucleo della cellula). Il DNA mitocondriale non è riparabile a causa del suo basso contenuto di proteine istoniche, pertanto eventuali danni (genetici o altro) si possono trasmettere a tutte le generazioni successive attraverso la linea materna.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato questi rischi in un documento di 350 pagine noto come “International Symposium Research Agreement No. 05-609-04”  (“Effetti biologici e danni alla salute dalle radiazioni a microonde – Effetti biologici, la salute e la mortalità in eccesso da irradiazione artificiale di microonde a radio frequenza”). La sezione 28 tratta in modo specifico i problemi riguardanti la funzione riproduttiva. Questo documento è stato classificato ‘Top Secret’ e i suoi contenuti celati dall’OMS e dall’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection – Commissione Internazionale per la Protezione dalla Radiazione Non-Ionizzante).

Da un ottimo articolo di Barrie Trower pubblicato dall’edizione italiana della rivista Nexus, apprendiamo quali sono i rischi principali per i bambini esposti all’uso di cellulari e a tecnonologie Wi-Fi:

L’irradiazione di microonde a bassi livelli influenza i processi biologici che danneggiano la crescita fetale. Non solo: gli stessi processi biologici sono coinvolti per:

Barriera Ematoencefalica: si forma in 18 mesi e protegge il cervello dalle tossine. Si sa che viene alterata. – Guaina Mielinica: ci vogliono 22 anni perché si formino i 122 strati di cui è composta. E’ responsabile di tutti i processi cerebrali, organici e muscolari. – Cervello: ci vogliono 20 anni perché si sviluppi (vi assicuro che i cellulari non lo aiutano in questo). – Sistema Immunitario: ci vogliono 18 anni perché si sviluppi. Il midollo osseo e la densità ossea sono notoriamente influenzati dalle microonde a bassi livelli come pure i globuli bianchi del sistema immunitario. – Ossa: ci vogliono 28 anni per lo sviluppo completo. Come menzionato, il grande contenuto di acqua nei bambini rende sia le ‘ossa molli’ che il midollo particolarmente attraenti per l’irradiazione con microonde. Il midollo osseo produce le cellule del sangue.

Chiaramente, quelli che decidono per noi stanno sottovalutando una pandemia di malattie infantili finora sconosciuta nelle nostre 40.000 generazioni di civiltà, che può coinvolgere più di una metà delle mamme/bambini irraggiati al mondo.

Alla luce di questi dati allarmanti e delle previsioni di molti scienziati secondo i quali, se proseguirà con questo ritmo la diffusione incontrollata dei sistemi Wi-Fi, entro il 2020 il cancro e le mutazioni genetiche saranno diffusi in tutto il mondo a livello pandemico, molti paesi stanno fortunatamente correndo ai ripari, varando leggi che limitano per i bambini l’uso dei cellulari e rimuovendo dalle aule scolastiche i dispositivi wireless.



Il Comitato Nazionale Russo per la Protezione dalle Radiazioni NON-Ionizzanti, in un proprio documento di ricerca intitolato “Effetti sulla salute dei bambini e adolescenti” ha evidenziato nei bambini esposti a queste radiazioni:

1) 85% di aumento delle malattie del Sistema Nervoso Centrale; 2) 36% di aumento dell’epilessia; 3) 11% di aumento di ritardo mentale; 4) 82% di aumento di malattie immunitarie e rischio per il feto.

E nel 2002, 36.000 medici e scienziati di tutto il mondo hanno firmato l’ “Appello di Friburgo”. Dopo dieci anni, l’Appello è stato rilanciato e mette in guardia in particolare contro l’uso del Wi-Fi e l’irradiazione di bambini, adolescenti e donne incinte. Quello di Friburgo è un appello di autorevoli medici internazionali che in Italia ha purtroppo trovato scarso ascolto.

E allora che fare? Come proteggere noi stessi, e soprattutto i nostri bambini, da questa letale minaccia invisibile?

Il sito Tuttogreen ha diramato un utile prontuario, consistente in dieci consigli pratici, che qui di seguito vi riporto:

1) Non fare usare i telefoni cellulari ai bambini, se non in caso di emergenza. Tollerati gli SMS, ma è meglio ridurre anche quelli. In Francia, non a caso è stata vietata la pubblicità dei telefoni cellulari rivolta ai minori di 14 anni;

2) Utilizzare sempre gli auricolari con cavo (non quelli wireless). Anche l’uso del vivavoce è consigliabile;

3) In caso di presenza di poca rete o di mancanza di campo, non effettuare chiamate. In questi casi sarà necessaria più potenza radiante, con conseguenti maggiori radiazioni;

4) Usare il cellulare meno possibile in movimento, come ad esempio in treno e in automobile. Il rischio costante di diminuzione del segnale aumenta in questi casi l’emissione di radiazioni;

5) Non tenete il cellulare vicino all’orecchio o vicino alla testa in fase di chiamata, quando le radiazioni sono più forti. Fatelo semmai dopo aver atteso la risposta;

6) Non tenete il cellulare in tasca dei pantaloni, nel taschino della camicia o nella giacca che indossate;

7) Cambiate spesso orecchio durante la conversazione e, soprattutto, riducete la durata delle chiamate;

8) Utilizzate il più possibile, quando potete farlo, la linea fissa non wireless, oppure strumenti di instant messaging come Skype o similari;

9) Non addormentatevi mai con il cellulare vicino alla testa, ad esempio usandolo come sveglia;

10) Scegliete sempre modelli che abbiano un basso valore di SAR (tasso di assorbimento specifico delle radiazioni).

Un undicesimo consiglio lo aggiungo io: se proprio dovete utilizzare un cellulare per comunicare con il mondo che vi circonda, evitate di usare gli smartphone. Sono in assoluto i più pericolosi!